Sophie Scholl

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Busto di Sophie Scholl, Università di Monaco

Sophie Magdalena Scholl (Forchtenberg, 9 maggio 1921Monaco di Baviera, 22 febbraio 1943) è stata una studentessa e antifascista tedesca, attivista del gruppo della "Rosa Bianca" ed emblema della ribellione non violenta al Reich.

Indice

[modifica] La vita

Sophie nacque, quarta di sei figli (la sesta sorellina, Thilde Scholl, nata nel 1925, morì a solo un anno), il 9 maggio 1921 a Forchtenberg; suo padre era il sindaco del paese. La giovane Scholl fu cresciuta sotto gli insegnamenti luterani del padre, insegnamenti religiosi che avranno sempre un ruolo centrale nella sua vita. Nel 1930 la sua famiglia si trasferì a Ludwigsburg e due anni dopo a Ulma dove si stabilì definitivamente per impegni lavorativi del padre. A dodici anni si iscrisse, come molte sue compagne di classe, alla Lega delle ragazze tedesche. Il suo entusiasmo iniziale, così come quello del fratello, si affievolì fino a diventare, negli anni successivi, aperta critica con la Rosa Bianca. A farle cambiare idea fu il graduale scetticismo del fratello nei confronti della Gioventù Hitleriana, oltre all'influenza del padre, fortemente critico nei confronti del dittatore tedesco, e di alcuni suoi amici e professori.

Legata da un affetto speciale al fratello maggiore Hans la giovane Sophie ebbe il primo drammatico impatto con la crudeltà del regime nel 1937, quando l'arresto di Hans, per aver preso parte al Movimento giovanile tedesco, da parte dei nazisti la toccò nel profondo.

La giovane Scholl si distinse subito per il suo talento nel disegno, nella pittura e nella scrittura. Nel corso della sua breve vita scrisse numerosi diari, tutti pubblicati dopo la sua morte, oltre a mantenere intensi scambi epistolari con il fratello Hans Scholl e con il fidanzato Fritz Hartnagel che successivamente si sposò con la terzogenita Scholl, Elisabeth. Appassionata lettrice si interessò fin da piccola di filosofia e teologia, interessi che diventarono poi centrali nella sua partecipazione alla Rosa Bianca e nella stesura dei volantini. In particolar modo l'influenza che il cristianesimo ebbe su di lei, influì non poco nella sua formazione e in particolar modo nei valori di dignità umana che la spinsero a partecipare alla Resistenza.

Nella primavera del 1940 si diplomò maestra con una tesi dal titolo "La mano che ha mosso la culla, ha mosso il mondo". Nel 1940 Sophie trovò lavoro come maestra nell'asilo di ispirazione froebeliana a Ulm-Söflingen. Accettò di lavorare come maestra d'asilo anche per cercare di sfuggire al Reichsarbeitsdienst obbligatorio durante la Germania nazista. Non riuscì nell'intento e nella primavera del 1941 venne costretta a servire come ausiliaria per sei mesi in un istituto statale di Blumberg. Questa esperienza fu per lei molto traumatica e influì ulteriormente sulle sue idee politiche e sociali. In questo periodo iniziò anche a maturare il suo ideale di Resistenza passiva che poi si ritrovò largamente nei volantini della Rosa Bianca.

Nel 1942 poté quindi iscriversi all'Università di Monaco, seguendo il corso di laurea in biologia. In questo modo si ricongiunse al fratello Hans Scholl che nell'Università studiava medicina e che presentò a Sophie alcuni suoi amici tra cui Alex Schmorell e Willi Graf. Assieme ad altri, il gruppo di amici si incontrò inizialmente per condividere le loro visioni sul mondo e in particolar modo sulla teologia, sulla filosofia, sull'arte, sulla musica e sulla letteratura. Il gruppo inoltre prese parte ad altre iniziative culturali.

A Monaco Sophie prese parte a un'intensa vita culturale: incontrò e dibatte con numerosi artisti, scrittori e filosofi tra i quali Carl Muth and Theodor Haecker. Grazie anche a questi contatti si domandò quale fosse il ruolo di ogni individuo sotto un regime dittatoriale, come lo era quello nazista.

Nello stesso anno suo padre venne arrestato e condannato ad un breve periodo di detenzione per aver criticato pubblicamente la politica di Adolf Hitler.

Sempre nell'estate del 1942 Sophie decise di aderire alla "Rosa Bianca" e come tale si occupò della preparazione dei volantini e della loro distribuzione.

[modifica] L'arresto

Il 18 febbraio 1943, mentre piazzava dei volantini all'Università di Monaco, Sophie fu arrestata insieme al fratello. Sottoposta per 4 giorni a interrogatorio da parte della Gestapo, fu riconosciuta colpevole di tradimento e processata insieme al fratello Hans e all'amico Christoph Probst, nel frattempo arrestato anche lui.

L'uomo della Gestapo che la interrogava le chiese:

« "... non si sente colpevole di aver diffuso e aiutato la Resistenza, mentre i nostri soldati combattevano a Stalingrado? Non prova dispiacere per questo?", e lei rispose:" No, al contrario! Credo di aver fatto la miglior cosa per il mio popolo e per tutti gli uomini. Non mi pento di nulla e mi assumo la pena!" »

Il 22 febbraio 1943 i tre ragazzi furono condannati a morte dal "Tribunale del Popolo" presieduto dal giudice Roland Freisler e ghigliottinati dal boia Johann Reichhart lo stesso giorno, nel cortile della Prigione Stadelheim di Monaco.

[modifica] Onorificenze

Il 22 febbraio 2003 in suo onore venne situato un busto della Scholl al Tempio Walhalla dal Governo della Baviera.

Il Geschwister-Scholl-Institut di Scienze politiche dell'Università Ludwig Maximilian di Monaco è chiamato così in suo onore e del fratello Hans Scholl.

Molte scuole pubbliche tedesche, così come molte strade e piazze, sono state chiamate con il suo nome e con quello del fratello.

Nel 2003 i telespettatori tedeschi sono stati invitati a partecipare a un sondaggio della televisione pubblica Zdf chiamato Unsere Beste (I nostri migliori), una competizione nazionale per scegliere le migliori dieci personalità tedesche di tutti i tempi. I telespettatori votanti sotto i 40 anni hanno aiutato a far classificare Sophie Scholl e suo fratello nella quarta posizione, sopra figure notevoli come Bach, Goethe, Gutenberg, Bismarck, Willy Brandt, and Albert Einstein. Se fossero stati presi in considerazione soltanto i due si sarebbero posizionati primi. Alcuni anni prima i lettori della rivista "Brigitte" votarono la Scholl come ma "Migliore donna del ventesimo secolo".


[modifica] Filmografia

Nel febbraio 2005 fu immesso nel circuito cinematografico il film La Rosa Bianca - Sophie Scholl, di produzione tedesca, che ha visto la partecipazione dell'attrice Julia Jentsch nel ruolo di Sophie. Basato su interviste e resoconti di sopravvissuti rimasti nascosti nella DDR fino agli anni 1990, il film fu nominato per l'Oscar al miglior film straniero nel gennaio 2006. Il film vinse inoltre il premio per la migliore attrice agli European Film Awards, al Deutscher Filmpreis così come l'orso d'argento al Festival internazionale del cinema di Berlino.

Il primo film sulla vita di Sophie Scholl fu finanziato dal Governo della Baviera con il titolo Das Versprechen (La promessa) degli anni 70. Nel 1982 il film "Fünf letzte Tage" (Gli ultimi cinque giorni) di Percy Adlon faceva figurare Lena Stolze nel ruolo della protagonista. La stessa autrice prese parte, nello stesso anno, alla pellicola "Die Weiße Rose" (La rosa bianca) del regista Michael Verhoeven. In un'intervista la Stolze si è detta "onorata"[1] del suo ruolo.

[modifica] Teatro

Sulla vita di Sophie Scholl e il suo impegno nella Rosa Bianca è stata messa in scena anche un'opera teatrale dell'americano Lillian Garrett-Groag intitolata "The white rose" ("La rosa bianca"). L'opera racconta gli ultimi giorni di Sophie e del fratello Hans.

[modifica] Bibliografia

  • Annette Dumbach, Jud Newborn, Storia di Sophie Scholl e della Rosa Bianca, Lindau, ISBN 88-7180-767-7, 2008, 308pag

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ "Un onore per me interpretare Sophie Scholl", Intervista alla rivista tedesca Brigitte (in tedesco).

[modifica] Collegamenti esterni

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