Friedrich Olbricht

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Friedrich Olbricht
Bundesarchiv Bild 146-1981-072-61, Friedrich Olbricht.jpg
Generale Friedrich Olbricht
Luogo di nascita Leisnig
Luogo di morte Berlino
Fedeltà GermaniaImpero Tedesco (fino al 1918)
Germania Repubblica di Weimar (fino al 1933)
Germania Terzo Reich (fino al 1945)
Grado Generale di fanteria
Periodo di servizio 1907-1944
Onorificenze Croce di ferro

Friedrich Olbricht (Leisnig, 4 ottobre 1888Berlino, 21 luglio 1944) è stato un generale tedesco, compartecipe dell'attentato a Hitler del 20 luglio 1944.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Friedrich Olbricht nacque a Leisnig, in Sassonia. Suo padre, Richard Olbricht, era professore di matematica.

Terminati gli studi, nel 1907, si arruolò 106º Reggimento fanteria, a Lipsia, con il grado di sottotenente. Combatté la prima guerra mondiale, dal 1914 al 1918, ed, in seguito, promosso al rango di capitano, entrò nella Reichswehr, il cui potenziale bellico era stato notevolmente ridotto, in conformità alle imposizioni del Trattato di Versailles del 1919.

Si sposò con Eva Koeppel, la quale gli diede un figlio ed una figlia.

La sua sfiducia per il Nazismo fu chiara subito, soprattutto dopo il Putsch di Monaco del 1923. Si schierò allora al fianco di Hans Oster, Erwin von Witzleben e Georg Thomas, i quali avevano preso le distanze dal nuovo movimento socialista estremista, preoccupati per il fascino che quest'ultimo esercitava su numerosi militari.

Nel 1926, ricoprì il ruolo di responsabile del "Dipartimento degli affari militari esteri", presso il Ministero degli Esteri del Reich. Nel 1933, fu nominato comandante in capo della divisione di Dresda.

Nei giorni successivi la Notte dei lunghi coltelli, riuscì a salvare numerosi responsabili del massacro, già arrestati e prossimi all'esecuzione, assegnando loro, sotto protettorato militare, incarichi politico-militari.

Nel 1935, fu promosso al grado di comandante in capo del IV Corpo d'armata di stanza a Dresda e, nel 1938, diventò comandante anche della 4ª Divisione Fanteria. Lo stesso anno tentò, senza successo, la reintegrazione del generale Werner von Fritsch, costretto a cedere la sua carica a causa di un'accusa di omosessualità (vedi anche Scandalo Fritsch-Blomberg).

Allo scoppio della seconda guerra mondiale (1º settembre 1939), Olbricht guido la 24ª Divisione fanteria nella Campagna di Polonia. Condusse la divisione al fronte, creando una sorta di "Unità motorizzata", caricando le truppe sulla sua vettura, così da effettuare spostamenti rapidi, e in tutta sicurezza, attraverso importanti viadotti, prima che venissero distrutti dal nemico. Per il suo valore e la sua abilità di mobilitazione, fu decorato con la Croce di ferro al valor militare. Il 15 febbraio 1940, fu promosso generale di fanteria e nominato capo dell'Ufficio generale dell'Esercito presso l'Oberkommando des Heeres, ed, in seguito, capo dell'Ufficio di Ricollocamento delle Forze Armate presso l'Oberkommando der Wehrmacht.

Il complotto[modifica | modifica sorgente]

Il generale Friedrich Olbricht (secondo da sinistra), nel 1941, nella base di sperimentazione missilistica di Peenemünde, insieme a Wernher von Braun (in abiti civili).
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Attentato a Hitler del 20 luglio 1944.

Dall'inverno del 1941, curò la stesura dell'Operazione Valchiria, piano militare a cui ricorrere, almeno apparentemente, in caso di rivolte intestine, ma che, in realtà, costituì l'ossatura del fallimentare colpo di stato. In collaborazione con i circoli di opposizione, orbitanti attorno alla figura del colonnello-generale Ludwig Beck, dell'ex borgomastro di Lipsia Carl Friedrich Goerdeler[1] e del maggiore generale Henning von Tresckow, organizzò attentati alla vita di Adolf Hitler, al fine di deporre il regime Nazista. Nel 1943, ordinò il trasferimento del colonnello Claus Schenk von Stauffenberg presso il suo ufficio all'Alto comando. Costui sarebbe diventato la figura chiave del complotto ed ebbe l'incarico di piazzare una bomba direttamente nella Tana del Lupo.

Il giorno del colpo di Stato, 20 luglio 1944, Olbricht ed il colonnello Albrecht Ritter Mertz von Quirnheim diedero il via a Valchiria, mobilitando la Riserva. Tuttavia, quando fu chiaro che la bomba piazzata da Stauffenberg non aveva ucciso il Führer, il tentativo di prendere possesso dei luoghi chiave a Berlino (come ad esempio la sede del Governo, il Ministero degli Interni, il Quartier generale delle SS), assieme a tutti i suoi distretti, fallì. I Nazisti riuscirono a riprendere il controllo in poche ore, grazie alle truppe rimaste fedeli al regime. Alle 21:00 dello stesso giorno, soldati del distaccamento di Berlino arrestarono Olbricht e numerosi cospiratori.

Il colonnello-generale Friedrich Fromm convocò una sommaria corte marziale. Olbricht, Quirnheim, Haeften e Stauffenberg furono condotti nel cortile del Benderblock e giustiziati da un plotone d'esecuzione, contravvenendo così all'ordine di Hitler di consegnargli i congiurati vivi.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe
Croce di Cavaliere di Sant'Enrico - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Cavaliere di Sant'Enrico
Croce di II classe dell'Ordine Civile di Sassonia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di II classe dell'Ordine Civile di Sassonia
Commendatore di I classe dell'Ordine Reale di Sassonia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di I classe dell'Ordine Reale di Sassonia
Croce di Cavaliere della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Cavaliere della Croce di Ferro
Croce in argento di II classe dell'Ordine Militare della Croce Tedesca - nastrino per uniforme ordinaria Croce in argento di II classe dell'Ordine Militare della Croce Tedesca

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carl Friedrich Goerdeler, già in opposizione al regime nazista, a seguito della demolizione del monumento del compositore ebreo Felix Mendelssohn, disposta dalle autorità naziste nel 1936, non accettò la ricandidatura alla carica di borgomastro di Lipsia, terminando il periodo della sua carica nel 1937.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • B.P. Boschesi, Il chi è della Seconda Guerra Mondiale - Vol. II, Mondadori Editore, 1975 – pag. 76

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