Gandhi (film)

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Gandhi
Gandhi (film 1982).JPG
Ben Kingsley interpreta Gandhi
Titolo originale Gandhi
Paese di produzione Gran Bretagna, India
Anno 1982
Durata 191 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere biografico, drammatico
Regia Richard Attenborough
Soggetto John Briley
Sceneggiatura John Briley
Produttore Richard Attenborough
Fotografia Ronnie Taylor, Billy Williams
Montaggio John Bloom
Effetti speciali David Watkins
Musiche George Fenton, Ravi Shankar
Scenografia Stuart Craig
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Gandhi è un film del 1982 diretto da Richard Attenborough, sulla vita del Mahatma Gandhi, interpretato da Ben Kingsley.

Il film dominò agli Oscar del 1983 con la vittoria di otto statuette tra cui l'Oscar al miglior film. La prima del film fu proiettata a Nuova Delhi il 30 novembre 1982. Uscì nelle sale cinematografiche negli Stati Uniti l'8 dicembre 1982.

Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 34º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film comincia con gli ultimi minuti della vita di Gandhi: il 30 gennaio 1948, a Nuova Delhi, il Mahatma si reca in un giardino per recitare preghiere accompagnato dai fedeli indù, ma tra questi vi è un giovane, Nathuram Godse, che gli si avvicina e lo uccide sparandogli tre colpi di pistola. Ai suoi funerali partecipano numerose persone, tra cui rappresentanti politici della società indiana e di altre nazioni oltre che i suoi migliori amici Nehru e Sardar Patel.

La pellicola prosegue poi attraverso vari episodi, di seguito riportati.

  • Sudafrica, 1893: Gandhi, giovane avvocato diretto a Pretoria per difendere una ditta indiana ad un processo, viene sbattuto fuori da un treno da capistazione bianchi in quanto si era accomodato in prima classe (alle persone di colore era consentito viaggiare solamente in terza classe). Successivamente incontra Khan, il mercante musulmano suo cliente, grazie al quale viene a conoscenza delle dure condizioni dei neri nell'impero britannico: sono stati importanti con la forza e relegati ad una condizione di schiavitù. Gandhi decide allora di fondare un movimento pacifico ma determinato ad ottenere la libertà, ed avvisa la stampa: durante una manifestazione brucia un passaporto (di cui gli europei possono fare a meno, mentre i neri sono obbligati a tenerlo sempre con sé) ma la risposta della polizia è un brutale pestaggio. Tempo dopo, rimessosi dalla violenta aggressione, riprende ad organizzare manifestazioni pacifiche di protesta venendo però, infine, arrestato e condotto in carcere: qui ha un incontro con il viceré inglese, il quale si dichiara disposto ad annullare le leggi contro cui egli ha protestato.
  • India, 1915: Gandhi fa ritorno in India, proclamando le sue idee di non violenza e riscuotendo enormi consensi in gran parte del Paese. L'attivista propone inoltre un giorno di sciopero a tutto il popolo, in data 6 aprile, al fine di complicare la vita politica degli invasori britannici: in quel giorno infatti, entra in vigore una legge che riconosce più ampi poteri alle forze dell'ordine. In seguito allo sciopero, Gandhi viene nuovamente incarcerato: sarà poi assolto e liberato senza dover pagare cauzione, ma poco dopo le truppe del generale Dyer sparano sulla folla provocando un eccidio. Cominciano inoltre a sorgere violenti contrasti tra le minoranze indù e musulmane, che sfociano in scontri armati: Gandhi sarà arrestato ancora una volta, con l'accusa di sedizione, e condannato a sei anni di reclusione.
  • Regione del Porbandar, anni dopo: Gandhi percorre migliaia di chilometri per le strade indiane, la cosiddetta marcia del sale, fino a giungere alle rive dell'Oceano Indiano dove produce un'enorme quantità di sale che il Congresso distribuirà poi in tutto il Paese. Il protrarsi di manifestazioni obbliga Londra a cedere, e lo stesso Gandhi sarà invitato in Gran Bretagna per un incontro con la famiglia Windsor ed altri nobili inglesi. Tornato in India, viene arrestato per l'ennesima volta e durante la detenzione sua moglie morirà per una trombosi. Ciononostante, nel 1947 la causa per cui ha tanto lottato si concretizza e l'India riceve l'indipendenza: il Mahatma riuscirà inoltre a fermare la faida, ancora in atto, tra musulmani e indù.

Ma sarà proprio questa la sua ultima vittoria, in quanto poche settimane più tardi avviene il suo omicidio. L'ultima scena del film mostra le sue ceneri che vengono sparse nel Gange.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film iniziarono il 26 novembre 1980 e terminarono il 10 maggio 1981[2]. La sequenza del funerale fu girata il 31 gennaio 1981, 33 anni dopo il vero funerale di Gandhi. La produzione rimase stupita dall'enorme successo internazionale della pellicola poiché per la realizzazione il film ebbe un budget di soli 22.000.000 $. Per la sequenza dei funerali di Gandhi, che apre il film, furono dirette ben 350.000 comparse e attualmente è la scena con il maggior numero di persone mai eseguita nella storia del cinema, entrando anche nel Guinness dei Primati.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The BFI 100, britishpictures.com. URL consultato il 10 giugno 2014.
  2. ^ Gandhi (1982) - Box office, imdb.com. URL consultato il 10 giugno 2014.

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