Fondazione Querini Stampalia

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Coordinate: 45°26′11.1″N 12°20′27.84″E / 45.436417°N 12.341067°E45.436417; 12.341067

Facciata

La Fondazione Querini Stampalia è una fondazione culturale di Venezia con sede a Palazzo Querini Stampalia; fu voluta nel 1868 dal N.H. Giovanni Querini Stampalia, che moriva l'anno successivo senza eredi diretti. Ha subito un'importante opera di restauro da parte dell'architetto Carlo Scarpa tra il 1961 e 1963. Vi sono allestiti una biblioteca, un museo e un'area per esposizioni temporanee.

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

Nel rispetto della volontà del fondatore, nella biblioteca sono consultabili i circa 340.000 volumi conservati, di cui 32.000 sono direttamente accessibili nelle sale

Tra le sue raccolte il nucleo più antico è costituito da manoscritti, incunaboli e cinquecentine, atlanti e carte geografiche. È disponibile anche una raccolta di libri relativi alla crittologia classica.

La biblioteca è dotata di un catalogo consultabile online, come parte del Catalogo unico integrato delle Biblioteche veneziane, con numerose fonti riguardanti Venezia e la sua storia.

Museo[modifica | modifica wikitesto]

Il museo contiene arredamenti settecenteschi e neoclassici, sculture e oggetti antichi, nonché una collezione di dipinti che vanno dal XIV al XX secolo, posti in sale adorne di vecchi specchi e lampadari in vetro di Murano, ricreando l'ambiente della prestigiosa dimora dei Querini Stampalia.

Tra gli artisti rappresentati, molti di scuola veneta, si ricordano Giovanni Bellini (Presentazione al Tempio), Lorenzo di Credi, Giambattista Langetti, Jacopo Palma il Vecchio, Bernardo Strozzi, Marco e Sebastiano Ricci, Giuseppe Salviati, Giambattista Tiepolo, Pietro Longhi, Gabriel Bella e Antonio Canova.

Bibliografia sull'intervento di Carlo Scarpa[modifica | modifica wikitesto]

  • Prosdocimo Terrassan, Carlo Scarpa. La Fondazione Querini Stampalia a Venezia, Mondadori Electa, Milano 2006
  • Anselmo Esposito, Luciano Pollifrone, "Scarpa e Venezia", Itinerario 19, Domus 678, dicembre/december 1986, n. 13

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