Festa di Piedigrotta

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La Festa di Piedigrotta è una festa popolare della città di Napoli.

Indice

[modifica] Storia

Le origini della festa risalgono ai baccanali, menzionati da Petronio Arbitro nel suo Satyricon, destinati a propiziare la fecondità che si celebravano in onore del dio Priapo, nei pressi della Crypta Neapolitana (detta anche "Grotta di Pozzuoli" o "Grotta di Posillipo") scavata in epoca greca nella collina di Posillipo. Per un breve periodo (I-II secolo d.C.) si aggiunse anche la celebrazione in memoria del poeta Virgilio, sepolto nelle vicinanze.

La natura orgiastica della festa rimase immutata per molti secoli nonostante l'avvento del cristianesimo, finché anche la festa arcaica di quello che era allora un borgo di pescatori venne incorporata nella religiosità cristiana grazie alla costruzione, nel XIV secolo, di una piccola cappella nata, secondo una leggenda, nel luogo dove tre persone avevano sognato la Madonna, di cui avevano poi trovato un'antica statua lignea.

La statua e la sua chiesa di Santa Maria di Piedrigrotta, rifatta e ingrandita nel XVI secolo, divennero il centro della devozione del borgo marinaro e della sua festa, che fu fissata all'8 settembre, giorno della natività di Maria [1].

La festa, con la sua "Parata di Piedigrotta" alla quale partecipavano anche dignitari del regno (e talvolta gli stessi regnanti), corpi militari in parata, pellegrini e delegazioni di paesi vicini, divenne dal 1528, anno della prima partecipazione del viceré, una delle più importanti di Napoli, anche perché non perse mai del tutto i suoi caratteri orgiastici e paganeggianti, data l'esibizione di canti e danze.[2]

[modifica] La Canzone napoletana nella festa

Buscia! 1° al concorso per la canzone popolare di Piedigrotta del 1902, parole di Giovanni Capurro, musica di Francesco Paolo Frontini

Secondo Svetonio, lo stesso Nerone quando soggiornò a Napoli fece sosta a Piedigrotta per esibire il suo canto di fronte alla cittadinanza, già considerata a quei tempi altamente intenditrice delle arti musicali.[2]

Come in ogni manifestazione popolare il canto era sempre stato parte importante della festa, e le gare tra cantori una delle sue attrazioni. La Piedigrotta canterina venne ufficialmente inaugurata l' 8 settembre del 1839, con il trionfo di Te voglio bene assaje in un'atmosfera variopinta di suoni, visto che oltre all'ascolto delle canzoni in gara, la manifestazione dava ampio spazio ad improvvisazioni basate su strumenti tradizionali, come putipù, triccheballacche, nacchere oppure su strumenti denominati 'e scucciamienti utilizzati per rumoreggiare fastidiosamente.[3]

Sulla scia di questa tradizione la festa di Piedigrotta diventò nel XIX secolo la culla della canzone napoletana classica, che conobbe i suoi anni d'oro tra il 1890 e il 1910: sono gli anni di Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio, Raffaele Sacco e tanti altri ancora. Allora la Piedigrotta era l'occasione per pubblicare le nuove canzoni (nel 1889 i testi furono più di tremila), il cui successo era sancito - prima della radio e della televisione - dalla loro circolazione popolare e dal numero di spartiti venduti dalle maggiori editorie dell'epoca (La Canzonetta, Epifani, Bottega dei Quattro, Gennarelli, ecc.).

Nel 1952 venne introdotto, in concomitanza con la festa, il Festival della Canzone Napoletana, che si svolgerà fino al 1970. Dopo la fine del Festival di Napoli inizierà il declino della Piedigrotta, che verrà sospesa nel 1982.

[modifica] Risuscitare Piedigrotta si può?

Nel 2007 il Comune ha patrocinato una nuova edizione della festa, nel quadro degli eventi estivi, riprendendo in parte le modalità tradizionali: le luminarie in via Piedigrotta, i mortaretti che annunziano l'inizio della festa la mattina dell'8 settembre, la sfilata dei carri allegorici sul lungomare, la sfilata dei bambini con i vestitini di carta, il concerto in Piazza del Plebiscito nonché la batteria di fuochi d'artificio a mare, di durata oltre 30 minuti, spettacolare tra l'altro per l'eco degli scoppi sulla collina del Vomero [4]; questi ultimi sono stati, probabilmente, l'evento più apprezzato.

La nuova Piedigrotta rinata nel 2007 è stata però anche fede, anche perché non bisogna dimenticare che la festa, nella tradizione, nasce come contorno al pellegrinaggio settembrino verso Santa Maria di Piedigrotta. Sono stati innumerevoli i momenti di culto al santuario, quali la celebrazione della messa degli artisti (2 settembre), la concelebrazione della Natività della Vergine presieduta dall'arcivescovo di Napoli (8 settembre), la "Serenata alla Madonna" (10 settembre) e la concelebrazione del Nome di Maria (12 settembre).

Anche il momento musicale è tornato ad essere esaltato, sia con uil grande concerto del 7 settembre in piazza del Plebiscito, che ha visto sfilare ospiti italiani e stranieri di grande prestigio (a cominciare da Massimo Ranieri e Bryan Ferry), sia con le "Audizioni di Piedigrotta", svoltosi alla Rotonda Diaz e concretantesi nell'esibizione di otto selezionati interpreti di brani inediti in lingua napoletana.

A differenza di quanti in molti prevedevano, l'edizione 2007 si è rivelata un vero e proprio fallimento, con il flop delle presenze turistiche in città, pochissime le canzoni di un qualche valore selezionate e in generale una partecipazione all'evento limitata. In origine una festa popolare di tutti che, a detta di molti, si è tentato inutilmente (e impropriamente) di rendere invece proprietà esclusiva del Comune di Napoli.

Ha suscitato grande clamore e molte polemiche la notizia che l'EPT di Napoli - ente titolare del marchio "Piedigrotta" ed organizzatore dell'evento - tramite l'art. 4 del regolamento per il 2008 ha imposto "qualsiasi manifestazione che offenda il decoro, la morale, la religione o che contenga riferimenti a cronaca, attualità, politica e sociale anche se in veste satirica".

Questa decisione ha provocato le proteste di molti artisti, fra cui quella di Dario Fo, che l'ha definita "resa completa dell'intelligenza e dell'ironia al potere". Nei secoli non erano mancati la satira e i riferimenti alla politica ed ai politici, spesso raffigurata sui carri: da Nicola Amore, sindaco del Risanamento, ad Achille Lauro e Giovanni Leone, nonché riferimenti all'attualità forti, a cominciare da quelli molto marcati che erano contenuti nei testi scritti da Raffaele Viviani per la Piedigrotta post-bellica del 1919.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Piedigrotta 2007: carri allegorici

[modifica] Note

  1. ^ La tradizione religiosa prevede che la Madonna di Piedigrotta venga portata in processione ogni 50 anni.
  2. ^ a b Paolo Ruggeri, Canzoni italiane, Fabbri Editori, 1994, Vol.I, pag.2-12
  3. ^ Pasquale Scialo, La canzona napoletana, Newton&Compton, 1998, pag.28-31
  4. ^ Durante la Festa di Piedigrotta 2007, il carro allegorico rappresentante il Vesuvio ha preso fuoco per un cortocircuito ed è andato completamente distrutto.

[modifica] Voci correlate

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