Eurotunnel

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Groupe Eurotunnel S.A.
Stato Francia Francia
Tipo société anonyme
Borse valori Euronext: GET
Fondazione 1986
Sede principale Parigi
Filiali Europorte
Persone chiave Jacques Gounon (Chairman e Chief Executive Officer)
Settore ingegneria civile
Prodotti costruzioni
concessioni
trasporto ferroviario
Fatturato 571,133 milioni di euro (2009)
Risultato operativo 161,329 milioni di euro (2009)
Utile netto 1,431 milioni di euro (2009)
Sito web www.eurotunnel.com

Il Groupe Eurotunnel (o semplicemente Eurotunnel) è una società privata franco-britannica concessionaria per 99 anni del tunnel della Manica di cui è gestore dell'infrastruttura. È uno dei leader in Europa del trasporto ferroviario combinato. La sua storia è segnata da una successione di ristrutturazioni finanziarie. È quotata a Parigi e listata a Londra e ha avuto una crescita importante a seguito della ristrutturazione avviata da Jacques Gounon. Essa collega, quindi, la Francia con l'Inghilterra.

Questa è una delle poche società francesi dove sono rappresentati i piccoli azionisti, molto attivi, che sono presenti nel consiglio d'amministrazione con l'Association de défense des actionnaires minoritaires di Colette Neuville. Gli azionisti possiedono circa il 30% del capitale del gruppo.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La società venne fondata il 13 agosto 1986 con l'obiettivo di finanziare, costruire e gestire una galleria tra il Regno Unito e la Francia.[1]

La società appaltò la costruzione della galleria alla TransManche Link. Il costo finale fu di 9,5 miliardi di sterline, circa il doppio della stima iniziale di 4,7 miliardi.[2] La galleria venne finanziata in parte dall'investimento degli azionisti e in parte attraverso un debito di 8 miliardi di sterline e venne inaugurata il 6 maggio 1994 dalla Regina Elisabetta II e dal Presidente François Mitterrand.[1] Nel suo primo anno di operatività la società incassò una perdita di 925 milioni di sterline a causa delle deludenti entrate da passeggeri e merci, assieme ai pesanti interessi dovuti sugli 8 miliardi di debito.[3]

Nell'aprile 2004, un gruppo di azionisti dissidenti guidati da Nicolas Miguet riuscì a prendere il controllo del consiglio di amministrazione. Tuttavia nel febbraio 2005 Jean-Louis Raymond, il nuovo amministratore delegato, si dimise e il presidente del consiglio di amministrazione Jacques Gounon ne prese il posto.[4]

Nel luglio 2006, gli azionisti votarono un accordo preliminare di ristrutturazione del debito per il suo dimezzamento, poi ridotto a 6,2 miliardi di sterline, in cambio dell'87% delle azioni.[5][6] Tuttavia quest'accordo fallì e il 2 agosto 2006 la società venne posta in amministrazione controllata da un tribunale francese per 6 mesi.[7]

Nel maggio 2007 un nuovo piano di ristrutturazione venne approvato dagli azionisti in cui Deutsche Bank, Goldman Sachs e Citigroup si impegnavano a garantire un prestito a lungo termine da 2,8 miliardi di sterline, saldando il debito rimanente in cambio di azioni, e gli azionisti rinunciavano ai viaggi gratis illimitati e altri privilegi che avevano.[8]

Azionisti[modifica | modifica sorgente]

  • Goldman Sachs Group 17.2 %
  • Franklin Resources 4.99 %
  • Prudential 4.86 %
fonte: COFISEM - aggiornamento: 19/10/10

Indici borsistici[modifica | modifica sorgente]

Indice e peso

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) History, Eurotunnel, 30 novembre 1984. URL consultato il 27 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 23 novembre 2010).
  2. ^ (EN) Dominic O'Connell, Channel tunnel project has made Britain £10bn poorer in The Times, 8 gennaio 2006. URL consultato il 17 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2011).
  3. ^ (EN) Erik Ipsen, Bank debt causes £925m loss at Eurotunnel in International Herald Tribune, 23 aprile 1996. URL consultato il 27 aprile 2010.
  4. ^ (EN) Floyd Norris, Chief of Eurotunnel quits amid turmoil on board in The New York Times, 11 giugno 2005. URL consultato il 17 dicembre 2013.
  5. ^ (EN) Eurotunnel faces debt opposition in BBC News, 4 giugno 2006.
  6. ^ (EN) Michael Harrison, Eurotunnel blames Deutsche as it files for bankruptcy protection in The Independent, 14 luglio 2006. URL consultato il 2 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2007).
  7. ^ (EN) Eurotunnel gets court protection in BBC News, 2 agosto 2006. URL consultato il 3 agosto 2006.
  8. ^ (EN) Eurotunnel 'saved' by investors in BBC News, 25 maggio 2007. URL consultato il 26 maggio 2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]