Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Citigroup Inc. è la più grande azienda di servizi finanziari del mondo. Nel 2005 risulta la terza più grande azienda in termini di capitalizzazione del mercato e la più grande in termini di assets. La formazione di Citigroup fu annunciata il 7 aprile 1998 attraverso una fusione tra Citicorp e Travelers Group. È stata la prima azienda statunitense a combinare i servizi bancari con quelli assicurativi dopo la Grande depressione. L'azienda ha più di 300.000 dipendenti e oltre 200 milioni di conti correnti in 100 paesi. Secondo la classifica Forbes Global 2000 pubblicata nel 2008, si tratta della ventiquattresima società al mondo per importanza (vendite, utili, attivi e valore di mercato).
2008–2009 Aiuti federali per bancarotta [modifica]
Mentre la crisi dei mutui subprime inizia a svilupparsi, le forti esposizioni ai mutui "tossici" nelle forme di Collateralized debt obligations (CDOs), aggravate dalla cattiva gestione del rischio, porta l'azienda in guai seri. All inizio del 2007, Citigroup comincia a eliminare il 5 per cento dei posti di lavoro in un progetto di ampia ristrutturazione per tagliare i costi e rafforza le sue azioni, a lungo sottoperformate.[1] Dal Novembre 2008, la crisi in corso colpisce duramente Citigroup e nonostante l'aiuto monetario TARP federale, la società annuncia ulteriori tagli di personale che provoca oltre 100,000 disoccupati.[2] Il suo valore di borsa scende a $20.5 miliardi, in calo dai $244 miliardi di due anni prima.[3] In seguito, Citigroup e i regolatori federali negoziano un piano per stabilizzare la società.[4]
- ^ Jonathan Stempel, Citigroup to slash 17,000 jobs, Reuters, 12 aprile 2007. URL consultato in data 16 febbraio 2011.
- ^ Citigroup job cull to hit 75,000, BBC News, 17 novembre 2008. URL consultato in data 17 novembre 2008.
- ^ Eric Dash, Citigroup Saw No Red Flags Even as It Made Bolder Bets, The New York Times, 22 novembre 2008. URL consultato in data 23 novembre 2008.
- ^ Eric Dash, U.S. Approves Plan to Help Citigroup Weather Losses, The New York Times, 23 novembre 2008. URL consultato in data 23 novembre 2008.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]