Dago

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Dago (disambigua).
Dago
fumetto
Dago e il suo cane Morte sulla copertina dell'edizione de I classici del fumetto di Repubblica
Dago e il suo cane Morte sulla copertina dell'edizione de I classici del fumetto di Repubblica
Lingua orig. spagnolo
Paese Argentina
Autori
Testi Robin Wood
Disegni
Editore Editorial Columba
1ª edizione 1980
Periodicità mensile
Editore it. Editoriale Aurea
1ª edizione it. 1983
Generi drammatico, storico, avventura

Dago è un fumetto in bianco e nero creato da Robin Wood e Alberto Salinas, pubblicato a partire dal 1980 sulla rivista argentina Nippur Magnum, edita dall'Editorial Columba[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« E poi ti darò un nuovo nome per la tua nuova vita... vediamo... ti chiamerò... Dago... Sì! Splendido nome. Dopotutto, questa Daga è stata come una madre per te. Ti ha fatto nascere a nuova vita... ora non hai più un passato... »
(Il dialogo in cui si spiega l'origine del nomignolo del personaggio)

Dago è un nobile veneziano di nome Cesare Renzi, figlio primogenito ed erede della nobile casata dei Renzi, dignitari della Repubblica di Venezia. Il padre di Cesare scopre un complotto organizzato ai danni della Repubblica dal nobile turco Ahmed Bey e dal mercante greco Kalandrakis, con la complicità di due veneziani molto in vista. Mentre il padre di Cesare espone i suoi sospetti al Principe Bertini, il braccio destro del doge, egli confida tutto al suo miglior amico, Giacomo Barazutti. Tuttavia, anch'essi sono coinvolti nel complotto, e decidono di eliminare il nobile Renzi e tutta la sua famiglia, incluso Cesare. Cesare viene pugnalato alla schiena dallo stesso Barazutti e il suo corpo buttato in mare, mentre dei sicari attaccano palazzo Renzi uccidendo chiunque vi si trovi e lasciando alcuni falsi documenti che indicano nello stesso Renzi il misterioso complice del complotto. Cesare viene recuperato da una nave turca di mercanti di schiavi, e gli viene dato il nome di "Dago", per via della daga conficcata nella schiena[2].

Vive come schiavo presso i turchi dove impara presto da un vecchio greco di nome Selin le piccole astuzie che gli consentono di sopravvivere, giorno dopo giorno, al fine di avere la possibilità di compiere quella che è divenuto il suo unico scopo nella vita: vendicarsi degli assassini della sua famiglia[2].

Affrancatosi dalla schiavitù grazie al pirata arabo Barbarossa (Khayr Al-Din), Dago viene inviato a servire il Sultano Solimano, divenendo così un "rinnegato" per non consentirgli di tornare in patria, visto che conosce bene molte città, le flotte e la consistenza delle difese turche[3]. A Costantinopoli si unisce al corpo dei giannizzeri, élite dei combattenti turchi; qui gli viene dato il soprannome di "giannizzero nero", per via del colore dei suoi abiti ma soprattutto della sua anima. Per caso incontra Kalandrakis, uno dei responsabili del massacro della sua famiglia, e lo affoga nella fontana del palazzo di Barbarossa[3]. In seguito, durante il suo viaggio verso Vienna, Dago incontra Vlad Tepes, chiamato anche Dracula, ed è grazie a quest'ultimo che riesce ad avvicinarsi ad Ahmed-Bey e ad ucciderlo[4]. In Abissinia riesce a tagliare le mani all'ex-amico Giacomo Barazutti[5], il quale in preda alla paura ritorna a Venezia ed esorta Bertini a preparare una trappola contro il rinnegato, che però riesce a salvarsi grazie all'aiuto del suo cane, "Morte"[6]. Successivamente Dago raggiunge Venezia, dove riesce ad avvicinarsi a Bertini, ma riesce unicamente a ferirlo ad una mano.

Nel corso della storia, Dago incontra i grandi personaggi del Mondo di quell'epoca: Barbarossa, Solimano, il Gran Visir Ibrahim, Francesco I di Francia, sua sorella Margherita d'Angoulême di cui diventa amante, il Conestabile di Borbone[7], l'imperatore Carlo V, il cavalier Baiardo, Giovanni dalle Bande Nere, Michelangelo Buonarroti e altri ancora.

Coinvolto suo malgrado nel Sacco di Roma, organizza la difesa della città papale con l'aiuto di Benvenuto Cellini. Durante questo periodo, Dago fa la conoscenza di Antonia de Medina, con cui avrà una relazione sentimentale[8]. Dopo la caduta della città, Dago si trova a vagare nella città razziata dai predoni luterani e accorre in aiuto di tre donne che poi scopre essere la moglie e le figlie di Bertini[9].

Successivamente, Dago viene accusato dalla Santa Inquisizione di eresia e durante la condanna al rogo viene salvato da Cortes, Pizzarro e Antonia de Medina che gli rivelerà di essere incinta di lui a seguito della loro relazione a Roma[10]. Dago, per scampare dalla Santa Inquisizione, è costretto a prendere i voti ed entra in un monastero in Andalusia dove si stabilirà per un certo periodo e farà la conoscenza di vari personaggi, tra cui Jimena, che diventa sua amante, Don Riquelme, Miguel de Medina, rispettivamente padre e fidanzato della fanciulla, il suo stesso figlio Cesare Renzi de Medina[11], ed infine Padre Josè, capo dell'ordine dei monaci, che lascerà il monastero nelle mani di Dago prima di morire a causa della peste[12]. Dago successivamente lascerà a sua volta il monastero nelle mani di Padre Esteban de Zorrilla, un ex cappellano militare salvato e scagionato dall'inquisizione, prima di riprendere il suo viaggio [13]

Dopo aver ripreso il suo viaggio, Dago riuscirà a far fallire la banca Bertini[14]; questo evento sarà motivo di ulteriore odio da parte del Principe, odio che culminerà in un tentativo di omicidio durante una visita alla città di Lucca, che però fallirà a causa della benevolenza che i lucchesi mostrano per il rinnegato; Bertini, in seguito, morirà di infarto nella sua residenza, un attimo prima che Dago riesca a raggiungerlo e ad ucciderlo[15].

In seguito, Dago viene esiliato nel Nuovo Mondo[16], dal quale riesce a fuggire solo dopo numerose avventure. Tornato ad Algeri si unisce alla Compagnia della Spada, un'antica società di spadaccini e paladini della libertà, per uccidere Barazutti a Padova[17]. Tuttavia Barazutti fugge, lasciando solo una lettera per Dago che si lascia alle spalle la città per continuare le sue avventure[18].

Il fumetto e gli autori[modifica | modifica wikitesto]

Le origini, le fatiche di Salinas e l'equipo Dago[modifica | modifica wikitesto]

« Abbiamo Salinas! Vogliamo un personaggio. Quale non importa, ma deve essere epico e deve essere buono. »
(L'Editorial Columba a Robin Wood[19].)
Robin Wood (Coloniaguionista de historietas paraguayo).jpg José Luis enseñando a Alberto Salinas.png
Robin Wood il creatore delle storie di Dago, nella foto a sinistra; nella foto a destra Alberto Salinas, primo disegnatore del fumetto, a destra insieme a suo padre José Luis Salinas (a sinistra).

L'idea del fumetto venne a Robin Wood durante un viaggio a Venezia[20]. Wood cominciò a delineare la storia e il protagonista, venendo affiancato nei disegni da Alberto Salinas con cui collaborò fino al 1997.

Come dichiarato dallo stesso Wood, "Dago" doveva essere una miniserie, ma il successo riscosso dalle pubblicazioni in patria e le sue successive traduzioni all'estero hanno spinto l'autore a farne un'opera che durasse nel tempo[19]. La decisione di continuare il fumetto ha, quindi, portato Wood a documentarsi su eventi storici, che solitamente l'autore è costretto a modificare in modo da poter inserire il protagonista nel miglior contesto possibile[20].

All'epoca in cui iniziò a dedicarsi a Dago, Salinas era già una celebrità ed un Maestro riconosciuto delle historietas. Il suo stile, caratterizzato da espressioni intense, tratteggi mai invasivi e uno spazio grottesco, cambiò radicalmente dopo che lui e Robin Wood furono costretti ad accelerare i loro ritmi di lavoro. Mentre Wood non faticò a produrre nuove storie dedicate al personaggio, Salinas rivelò di non riuscire a stare al passo del collega[19]. Per ovviare a questo problema, l'Eura Editoriale propose a Salinas l'aiuto di uno studio preposto ad assisterlo: l'equipo Dago, il cui unico membro era Carlos Pedrazzini[19].

I pessimi esiti di questo esperimento fecero ritornare Salinas a lavorare da solo. Tuttavia, ben presto, l'autore riuscì ad accelerare i ritmi della realizzazione del fumetto e riuscì a stare al passo con Wood, completando diverse storie e tavole in brevissimi periodi[19]. Questo, tuttavia, costrinse Salinas ad apportare vari cambiamenti al fumetto rinnovandolo con numerosi cambiamenti dai tratteggi più fitti e voluminosi e il cambiamento nei volti dei personaggi. Sia in Argentina che in Italia, Dago comincerà ad essere sempre più raro, tanto che la copertina del numero 47 di Lanciostory sarà intitolata "Il ritorno di Dago" appena il personaggio ritornerà in scena[19].

L'arrivo di Carlos Gómez e lo sviluppo del fumetto[modifica | modifica wikitesto]

Prima di diventare il successore ai disegni di Dago, Carlos Gómez aveva già fatto alcuni lavori per la Eura, ma prevalentemente collaborava presso una casa editrice nazionale di minore rilievo[21]. Quando Wood gli offrì l'incarico di nuovo disegnatore, Gomez accettò immediatamente ma con non poca preoccupazione, in quanto temeva di non essere all'altezza di Salinas[21]. Gomez lavorò per un certo periodo con quest'ultimo, dal quale apprese tutte le caratteristiche grafiche che contraddistinguono la saga di Dago, ma nonostante il suo grande impegno riscontrato nella realizzazione del fumetto, Gomez non si definì mai ai livelli del suo predecessore[21]. Gomez nel suo lavoro, venne aiutato da un suo collaboratore, David Tejada[22]. L'impatto con il fumetto, come è ovvio, non fu facile per Gomez in quanto aveva uno stile totalmente differente da quello di Salinas: il suo stile era caratterizzato da un'inchiostrazione piuttosto monocorde e non riusciva a disegnare Dago con il giusto aspetto (solitamente esagerava nella realizzazione della mascella)[19].

Gomez ha affermato di essere stato "costretto" a disegnare Dago in una maniera molto simile a come faceva Salinas sia per non deludere i lettori in quanto questi erano abituati al precedente stile:

« Io vedo che Dago non è lo stesso del primo Dago, che i lettori volevano simile a quello di Salinas. Non è facile per un lettore che è abituato, da anni, alla caratterizzazione di un personaggio, vederlo cambiare in un'altra cosa. Io ho cominciato facendo il personaggio più simile che potevo a quello di Salinas, poi, piano piano, la mia personalità è uscita. Dopo qualche anno disegnavo Dago come piaceva a me e, per dire, all'epoca del sacco di Roma, Dago era più mio che di Salinas»[22]. »

In seguito, però, Gomez è riuscito a perfezionare il suo stile e, attraverso le inquadrature e le sequenze dinamiche, è riuscito a calcare l'espressività dei personaggi e ha saputo ricreare ed aggiornare lo stile di Salinas[19]. A Gomez va anche il merito di aver utilizzato il computer, soprattutto per replicare lo stesso volto in più vignette e zoomare su alcuni personaggi o luoghi[19]. Come dichiarato dallo stesso Wood, la forte espressività del tratto di Gomez, gli è servita ad ampliare e diversificare le storie[23]. Il disegno di Gomez, inoltre, mutò notevolmente l'aspetto del protagonista; Gomez descrive il suo Dago "più moderno, più violento e più umano" rispetto a quello di Salinas, e ha aggiunto di aver proceduto nel disegno verso "un'innovazione stilistica, tentando delle inquadrature più ardite" e delle "soluzioni grafiche di più ampio respiro"[24].

Anni recenti[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2012, Joan Mundet ha preso il posto di Gomez a seguito dell'abbandono di quest'ultimo. Notizia smentita sulla ristampa del numero 121 uscito nel 30 ottobre 2012. Mundet affiancò solamente Gomez.[25]

Riguardo ad una possibile conclusione del fumetto, Robin Wood ha risposto:

« Non lo so, perché non l'ho scritto. Ti ripeto, io non penso mai a quello che scrivo. Dago pensa, io no. Io incomincio a scrivere ma non penso mai alla fine, la fine è un'altra cosa. Arriverà un giorno, può essere che un giorno dirò: "Qui!". Come è successo con altri personaggi, capirò che quello è il momento giusto. Una situazione giusta, qualcosa che lasci il lettore, che per me è la cosa più importante, che lasci il lettore commosso, felice, triste, tutto... pieno di cose in un solo colpo che ricorderà per anni[20]. »

Le pubblicazioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

Prime pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

La stampa italiana iniziò a partire dal 1983 sul settimanale Lanciostory, di Edizioni Lancio che in seguito diventarono il gruppo Eura Editoriale e, a partire dal 2010, Editoriale Aurea[1]

Il monografico[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1995 iniziò la stampa in stile monografico bonellide da edicola intitolato solamente Dago, che presenta storie fuori cronologia[26], nonostante alcune di esse presentino personaggi secondari apparsi anche nella continuity originale del fumetto, come il Principe Bertini[27], Benvenuto Cellini[28] e il re Francesco I di Francia[29]. Nel corso delle avventure sul monografico, inoltre, sono presenti riferimenti alla vita passata del protagonista e di alcune sue avventure non citate all'interno del fumetto originale, ma che comunque hanno importanza minore. In altri casi, invece, le avventure sul monografico servono anche ad ampliare alcuni episodi della vita del protagonista; un esempio importante è l'albo Oltre il ricordo che amplia le avventure di Dago quando, da schiavo, venne mandato a lavorare nella polveriera[30].

Sul monografico si alternano vari disegnatori che hanno assistito prima Salinas poi Gomez i quali sostanzialmente sono i realizzatori dell'impaginazione delle tavole.[26]

Tra gli sceneggiatori del monografico ci sono:

  • Robin Wood
  • Ricardo Ferrari
  • Morini
  • Marcelo Valentini
  • Rodriguez
  • Enrique Villagran

Tra i disegnatori, invece, ci sono:

  • Gerardo Canelo
  • Alberto Caliva
  • Roman
  • Mendez
  • Yildirim Orer
  • Mulko (solo numero 10 dell'anno 1999)

Tra i disegnatori delle copertine ci sono:

Le ristampe del fumetto[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2002 è in edicola la testata Ristampa Dago, un bonellide che pubblica in ordine cronologico le storie di Dago apparse su Lanciostory (e già ristampate negli inserti di Skorpio)[26]. A partire dal 104º volume, le pagine del fumetto sono diminuite (i capitoli sono scesi da otto a cinque) per ricollegarsi con i capitoli su Lanciostory[31].

Nel 2009 è stata resa nota la scaletta delle uscite relativa all'iniziativa dei quotidiani del Gruppo Caltagirone (Il Messaggero, Il Mattino, Il Gazzettino) dedicata a Dago che si divide in 12 volumi. Contrariamente a Ristampa Dago, queste nuove ristampe sono a colori[32]. Questi costituiscono una ulteriore ristampa delle prime avventure del personaggio in ordine cronologico. In altre parole la nuova collana ristampa i primi Euracomix dedicati a Dago. Inoltre i volumi sono stati messi in vendita a ritmo mensile nelle fumetterie e nelle edicole tra la fine del 2009 e i primi mesi del 2010. Il successo della pubblicazione è stato tale che la Editoriale Aurea (succeduta alla defunta Eura) ha annunciato che continuerà la ristampa del fumetto.

Ambientazione geografico-storica[modifica | modifica wikitesto]

Le avventure di Dago sono imperniate su aspetti centrali della storia europea del XVI secolo. Nel suo vagabondare, infatti, Dago attraversa il Mediterraneo con i corsari turchi, diventando nemico/amico di Barbarossa, partecipa all'assedio di Vienna, tenta di impedire il sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi, conosce Cortez, Machiavelli, Benvenuto Cellini, Nostradamus, perfino il Conte Dracula così come numerosi papi e sovrani, tra i quali Enrico VIII, Francesco I di Valois e Carlo V di Spagna. C'è anche un ampio capitolo nel quale Dago viene costretto a recarsi nel nuovo mondo, dove ritrova una sua vecchia conoscenza: Francisco Pizarro.

Dipinto raffigurante Marguerite d'Angoulême. Nel fumetto il personaggio appare completamente diverso, con occhi azzurri e capelli biondi e ricci.

Ci sono alcuni paradossi storici nelle avventure del personaggio. Ad esempio nel periodo che trascorre come schiavo, e successivamente nel corpo dei giannizzeri del sultano, viene a conoscenza del sacco di Roma e della cattura di Francesco I, lasciando intendere quindi che ci si trovi nel 1527, ma nelle storie successive è egli stesso che partecipa a questi due episodi storici vivendoli in prima persona, creando quindi il paradosso temporale. A questo proposito è importante notare come per esigenze narrative, Dago vive prima l'assedio di Vienna (1529), e solo dopo il sacco di Roma (1527). C'è inoltre l'incontro impossibile con Vlad III, in quanto quest'ultimo era già morto (1476) all'epoca nella quale il fumetto è ambientato. Non mancano però riferimenti storici plausibili, come Solimano il Magnifico, oltre ai personaggi illustri già citati. È invece inventato il personaggio del principe Bertini, in quanto il Doge di Venezia che storicamente si trovava in quel periodo alla guida della repubblica era Andrea Gritti.

I riferimenti storici nel fumetto non si limitano unicamente all'introduzione di personaggi dell'epoca e a battaglie realmente avvenute. Un lavoro encomiabile è stato portato anche nella caratterizzazione dei disegni di ambienti - con una sapiente ricostruzione architettonica e paesaggistica del periodo di riferimento - e di personaggi, presi direttamente da accurati riferimenti storici, come i ritratti realizzati nel periodo. È da notare infatti come personaggi del calibro di Francesco I, papa Clemente VII e Carlo V siano stati disegnati prendendo spunto dai dipinti che li ritraggono. Fa eccezione la caratterizzazione di Margherita d'Angoulême, che nel fumetto risulta molto diversa rispetto al ritratto d'epoca.

Salinas, ma più Gomez, visitarono diverse città per prendere ispirazioni sui luoghi da far visitare al personaggio di Dago; un esempio fu Lucca, luogo che colpì profondamente Gomez e Wood, che venne ritenuta la scelta più giusta su dove ambientare la vendetta di Dago contro il Principe Bertini, evento chiave nella trama del fumetto[33] o come Catania e l'Etna, in una storia in cui si intrecciano eventi e personaggi storici - come la visita di Carlo V in una Sicilia vessata dagli spagnoli al suo rientro dalla Battaglia di Tunisi nel 1535, il soggiorno dell'imperatore a Randazzo, i grandi festeggiamenti speciali in tale occasione - e leggende popolari, come la presenza di una oscura setta chiamata i Beati Paoli o la presenza a Randazzo di una passionale amante dell'imperatore asburgico, ricordata da un ritornello frequente. A Catania avviene lo scontro tra Dago e Molinari, un sicario molto richiesto dalle corti europee, mentre sull'Etna concepisce un figlio di cui ignora l'esistenza, durante un amplesso con una pescivendola locale.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il protagonista[modifica | modifica wikitesto]

« Dago è da quasi un ventennio uno dei personaggi preferiti dal pubblico italiano. »
(Luca Lorenzon, Dago: il più grande successo dell'Eura editoriale[26])
Dago su un francobollo paraguayano di una serie dedicata a Robin Wood

Dago, il cui vero nome è Cesare Renzi è il protagonista assoluto del fumetto. Viene soprannominato il Rinnegato o anche il Giannizzero Nero.

Cesare Renzi nasce a Venezia alla fine del Quattrocento da una famiglia nobile veneziana. Amante della bella vita e profondamente legato alla sua famiglia, Cesare passa le sue giornate tra il divertimento con Giacomo Barazutti gli allenamenti di scherma presso il maestro Lovino (personaggio comparso soltanto sull'albo monografico Lame rosse all'alba)[34]. Fidanzato e promesso sposo di Ginetta della Barca, Cesare ha il desiderio di unirsi alla flotta veneziana per combattere i turchi e i pirati di Barbarossa, ma quando suo padre ostacolerà il complotto di Bertini, Ahmed-Bey, Kalandraikis e Barazutti, Cesare verrà pugnalato a tradimento da quest'ultimo e finirà per essere catturato dai turchi che lo renderanno uno schiavo. Grazie agli insegnamenti del greco Selim, Cesare riuscirà a sopravvivere e diventerà Dago, nome datogli da un capitano al servizio di Barbarossa. Dopo aver sventato un complotto ai danni di Barbarossa, Dago diventerà un giannizzero e comincerà a viaggiare servendo diversi popoli e sovrani e partecipando a quasi tutte le guerre europee, a volte per un esercito, a volte per un altro, a volte come eroe super partes, sempre rispettato (e a volte temuto) dai potenti che trovano in lui un uomo deciso, non avido (quindi non corruttibile), ma soprattutto un uomo giusto. Contemporaneamente a ciò continuerà ad ostacolare i malvagi, a difendere i deboli, ma soprattutto a cercare i responsabili del massacro della sua famiglia.

Dago è un uomo dal fisico imponente e statuario e dall'altezza elevata, coi capelli neri lunghi e chiarissimi occhi grigi. Il suo corpo, scolpito dagli anni in cui è stato schiavo e dalle guerre combattute, è costellato di cicatrici, cosa evidenziata particolarmente in quasi ogni storia. La caratteristica principale dell'aspetto di Dago è tuttavia il volto dai lineamenti marcati e duri, contraddistinto dall'espressione generalmente accigliata e dallo sguardo freddo. Tuttavia, in molte occasioni, il personaggio è anche caratterizzato da un sorrisetto sarcastico, beffeggiatorio e disincantato perennemente stampato sulle labbra e da una espressione tranquilla e sicura di sé, caratteristiche che infastidiscono ed irritano parecchio i suoi nemici e i suoi superiori.

Dago da nobiluomo vanesio e amante della bella vita[2], diventa un uomo duro e incredibilmente forte durante il suo periodo di schiavitù; si allena spesso con la spada coltivando la sua grande abilità che già possedeva ai tempi in cui viveva a Venezia. Le vicende luttuose della sua giovinezza, così come il lungo periodo di schiavitù, lo hanno segnato rendendolo cinico, disincantato. Dago afferma spesso di vivere solo per ottenere un giorno la sua vendetta. Affronta quindi l'esistenza con l'ironico distacco di chi non ha più nulla da perdere. È tuttavia molto sensibile nei confronti degli umili e bisognosi, avendone condiviso il destino, e ama prendersi gioco dei potenti in ogni possibile occasione. È solito nascondere completamente i suoi sentimenti e tenere chiunque a distanza di sicurezza emotiva, motivo per il quale non si ferma quasi mai nello stesso posto a lungo, anche per evitare vendette dei suoi molti nemici su persone a lui care.

Personaggi storici ricorrenti[modifica | modifica wikitesto]

Dipinto raffigurante Khayr al-Din Barbarossa

Barbarossa, appellativo con il quale era conosciuto il pirata e ammiraglio turco Khayr al-Din, personaggio realmente esistito. Nel fumetto Barbarossa viene presentato come un uomo innamorato del potere e del mare, che dispensa morte e favori a seconda dei suoi principi morali o delle esigenze potere, ma perlopiù è descritto come uomo giusto. Il primo incontro con Dago è sulla riva di una spiaggia, dove il veneziano ed altri schiavi sono impegnati a disincagliare la barca sulla quale si trova il pirata[2]. Dago approfitta dell'occasione per derubare Barbarossa di un prezioso medaglione, che vuole utilizzare per corrompere le guardie affinché facciano riposare un suo amico schiavo gravemente malato[2]. Viene scoperto, ma nonostante le numerose frustate Dago non rivela dove sia il medaglione, in modo che il suo amico possa utilizzarlo per comprare un po' di riposo. Ammirato da tale coraggio Barbarossa decide di giustiziarlo, punendo le guardie che non erano state in grado di farlo parlare, ma l'amico di Dago riporta al pirata il medaglione, perché ormai prossimo alla morte[2]. Capendo il motivo per il quale Dago voleva a tutti i costi tenere nascosto il prezioso oggetto gli risparmia la vita, permettendogli di seppellire l'amico avvolgendolo nel suo mantello di seta[2]. Incontra Dago di nuovo in una polveriera nel quale il personaggio principale lavorava come schiavo[3]. Dago sventa un attentato nei confronti di Barbarossa, aiutandolo a scappare nelle fogne[3]. A seguito di questo avvenimento Dago riceve la libertà dalla sua vita da schiavo, a patto però che si converta alla religione musulmana, vivendo dunque una condizione da rinnegato, un appellativo che lo accompagnerà a lungo nelle sue avventure[3]. Da Barbarossa Dago riceverà anche il compito di occuparsi delle relazioni tra l'impero ottomano e Francesco I, permettendogli dunque di tornare in Europa[3]. Inoltre Dago lo affiancherà quando il pirata si dirigerà a Venezia per salutare sua figlia prossima per richiudersi in convento[7]. Lungo la serie di avventure sono numerosi gli incontri tra Barbarossa e il protagonista, descrivendo il rapporto tra i due una sorta di binomio amicizia-odio, come spesso puntualizzano gli stessi personaggi.

Dipinto raffigurante il Gran Visir Ibrahim

Ibrahim, il Gran visir di Solimano il Magnifico. Spesso si serve di Dago per risolvere questioni diplomatiche, ma soprattutto militari. Nonostante la sua autorità, Ibrahim ha paura del Giannizzero Nero, ma lo stima per le sue doti e per le sue qualità[6]. Nell'albo monografico Kanun viene rivelato che Ibrahim è stato condannato a morte per ordine di Roxana[35] Alla sua morte salirà al potere come Gran Visir il personaggio storico di Rüstem Pasha[35].

Dipinto raffigurante Francesco I di Francia

Francesco I di Francia, personaggio storico. Francesco I viene presentato nel fumetto come un re donnaiolo e dedito ai rapporti con l'impero ottomano per cercare appoggio nella sua guerra contro Carlo V. Incontra Dago quando questi è incaricato di portare un ingente carico d'oro che la Francia dovrà utilizzare per finanziare la guerra[3]. Non riesce nel suo intento di sottrarre l'oro per utilizzarlo come vuole grazie all'astuzia di Dago, che nasconde il tesoro ponendosi nella posizione di amministrare di volta in volta la quantità che dovrà portare al re di Francia, assicurandosi così un riparo da una ritorsione del re, poiché in caso di morte del giannizzero nero il tesoro offertogli dalla sublime porta sarebbe andato perduto[3]. Con Dago partecipa alla battaglia di Pavia, nella quale il re di Francia è fatto prigioniero. È lo stesso Dago che conduce un'operazione per liberare Francesco I dalla prigione spagnola, operazione che però fallirà[36]. Il rapporto tra Dago e Francesco I non è dissimile da quello intrattenuto tra il giannizzero nero e Barbarossa, ma il re di Francia è infastidito anche dal fatto che Dago e sua sorella siano amanti.

Margherita d'Angoulême, personaggio storico, sorella di Francesco I e segretamente innamorata di Dago. La segretezza dura poco, in quanto la voce della storia tra i due si fa presto largo a corte, provocando le ire di Carlo IV di Alençon, marito di Margherita, che per l'onta subita abbandona Francesco I nella battaglia di Pavia negandogli il suo apporto con il proprio battaglione. Margherita e Dago si incontrano in più occasioni durante lo svolgimento della storia, soprattutto nei momenti in cui il giannizzero nero è impegnato in missioni in Francia. I due si amano profondamente, ma Dago non esplicita chiaramente il suo amore per Margherita, che a causa dell'apparente indifferenza del veneziano vorrebbe odiare quell'uomo.

Dipinto raffigurante Vlad III

Vlad III, personaggio storico. La caratteristiche che maggiormente risaltano in Vlad sono il suo sguardo freddo e sottile e l'enigmatico sorriso, dettagli i quali lo caratterizzano come estremamente ambiguo e rendono difficile capire quale sia il suo reale schieramento o se stia dicendo o meno la verità. Vlad è un uomo spietato, malvagio sadico, incline all'omicidio, al massacro, alla violenza, ma soprattutto alla tortura; tra tutti gli strumenti di tortura, Vlad preferisce l'impalamento. Frequentemente afferma che per lui gli altri non contano o non esistano, e si ritiene superiore a chiunque. Vlad si allea con chiunque ritenga possa essere utile ad assicurare la sopravvivenza del suo regno, senza però essere veramente fedele a nessuno. Incontra Dago in Transilvania e lo cattura poiché colpito dal suo coraggio[4]. Decide di trasformarlo in un suo schiavo dopo averlo rinchiuso per mesi in una delle sue prigioni, ma il protagonista riuscirà ad invertire le sorti della situazione catturando Vlad e minacciandolo di morte; a seguito di questo, Vlad accoglierà Dago nel suo palazzo e, pur minacciandolo di morte, deciderà di rimandare il suo desiderio di vendetta poiché incuriosito dalla capacità di sopravvivere del rinnegato e dalla sua sete di vendetta, motivo per il quale farà in modo che Dago incontri ed uccida uno dei sicari dell'omicidio della famiglia del protagonista, Ahmed-Bey[4]. In seguito rincontrerà Dago, organizzandogli una trappola, dalla quale il rinnegato riuscirà a scampare[6]. Come già detto sopra, l'incontro tra Vlad e Dago è impossibile nella storia poiché, nell'ambientazione del fumetto, il primo dovrebbe essere già morto.

Solimano il Magnifico, personaggio storico ed è il sultano di Costantinopoli al tempo in cui è ambientato il fumetto. Come il Gran Visir Ibrahim anche Solimano teme Dago, ma lo rispetta profondamente.

Roxelana, personaggio storico, favorita di Solimano il Magnifico, nonché nemica giurata di Dago. Nel fumetto appare come una donna fredda, cinica, inaffidabile, doppiogiochista, egoista e priva di compassione. Dopo che Dago la libererà dal pirata Kastriotas del quale si era innamorata, la donna tenterà più volte di uccidere il Giannizzero Nero, ma fallirà in ogni occasione.

Dipinto raffigurante Benvenuto Cellini

Benvenuto Cellini, personaggio storico. Viene presentato nel fumetto come un libertino che passa il tempo a sedurre donne e a doversi poi scontrare con i rispettivi mariti. Coraggioso, audace e incosciente, Cellini è un amante dell'arte e della cultura e non ama le armi ma è disposto ad utilizzarle per necessità. Incontrerà Dago a Roma e con quest'ultimo difenderà la città durante il sacco dall'attacco dei predoni luterani. Cellini fa anche una comparsa nell'albo monografico Genio e Sregolatezza, nel quale verrà imprigionato e accusato di aver rubato delle gemme appartenenti al Papa[28]. Proprio nella sua stessa prigione, Benvenuto scoprirà una Grottesca[28]. Successivamente, grazie a Dago, riuscirà a dimostrare la sua innocenza e diventerà capo delle grotte papali[28].

Conestabile di Borbone, personaggio storico, nobile francese che a causa di una congiura venne costretto a tradire il popolo francese e a schierarsi con i suoi nemici. Dago lo incontrerà nel corso del viaggio verso Roma nel quale il nobile e il rinnegato stringeranno un rapporto di stima e di amicizia[37]. Il Conestabile tenterà di impedire all'esercito imperiale di attaccare e saccheggiare Roma. Per questo andrà contro la volontà di Enfeldt, uno dei maggiori sostenitori riguardo l'attacco alla città. Alle porte di Roma avrà una discussione con Dago e, in segno di amicizia, deciderà di regalargli la sua spada. Benvenuto Cellini, tuttavia, credendo che il conestabile stia per attaccare Dago, spara al primo e lo uccide. Con la morte del Conestabile di Borbone, Enfeldt si mette alla guida dell'esercito luterano ed attacca Roma[38].

Baiardo, personaggio storico e cavaliere francese, ricordato soprattutto per il suo coraggio, per la sua forza e la sua bontà. Incontrerà Dago nella battaglia di Pavia dove morirà venendo ucciso dagli spagnoli[39].

Michelangelo Buonarroti, personaggio storico. Con Dago raggiungerà Lucca dove lo scultore realizzerà una statua su commissione della dama Laura Paravini[14]. Nel corso delle varie battaglie nella città, Michelangelo sarà più volte d'aiuto per Dago e lo difenderà dagli uomini di Bertini[14][15].

Dipinto raffigurante Hernán Cortés

Hernán Cortés, personaggio storico e conquistatore del Messico. Si recherà in Spagna per difendersi dalle false accuse dei suoi nemici e qui incontrerà Dago, con il quale instaurerà un grande rapporto di amicizia e stima. Cortes apprezzerà subito il protagonista e lo salverà quando verrà attaccato da un gruppo di sicari inviati da Madonna Leonora[40]. Durante il viaggio i due imparano molte cose l'uno dall'altro e Dago apprende, così, le meraviglie del Messico e le guerre che Cortes ha dato vita per conquistare il luogo dalle popolazioni azteche[40]. Grazie a Dago, Cortes riuscirà ad eliminare con l'astuzia e l'inganno tutti i suoi nemici a corte[41]. Quando, però, Dago verrà catturato dalla Santa Inquisizione, Cortes si getterà in suo aiuto e riuscirà a salvarlo grazie alla collaborazione di Pizarro e di Antonia de Medina[10].

Dipinto raffigurante Francisco Pizarro

Francisco Pizarro, personaggio storico e conquistatore del Perù. Viene presentato nel fumetto come un uomo superbo, avido, ma anche come coraggioso e irruente. Egli afferma che l'unica verità è la gloria, il potere e la ricchezza[40]. Aiuta Cortes a liberare Dago dalla Santa Inquisizione[10]. Successivamente rincontrerà il Rinnegato e lo esorterà a seguirlo nella sua spedizione verso il Perù[42]. Pizarro considera la conquista del Perù come qualcosa di personale e non dimostra di nutrire il minimo interesse nello spezzare vite altrui se questo è necessario per espandere il suo impero. Proprio per questo sono molti a temerlo e a rispettarlo, sia come stratega che come guerriero. Il suo metodo è, tuttavia, più volte messo in discussione da Dago e da Hernan de Soto che sono contrari alle violenze e ai massacri che Pizarro lascia spargere liberamente[40] Per questo, quando il conquistatore darà l'ordine di invadere Cuzco, Dago deciderà di ritirarsi dalla conquista e di lasciarsi alle spalle il massacro[40].

Hernando de Soto, personaggio storico. Inizialmente membro della spedizione di Pizarro in Perù, in questo periodo fa la conoscenza di Dago, diventandone amico. De Soto si innamorerà di Stella d'oro, la favorita di Atahualpa, la quale ricambierà il suo amore ma sarà costretta a lasciarlo per recuperare una statua di enorme valore raffigurante il dio Inti[40][43]. De Soto è un personaggio simile a Dago e, come lui, non ama il metodo di Pizarro e le rappresaglie causate da quest'ultimo e dai suoi uomini[40]. Successivamente, De Soto esorterà Dago a seguirlo nella spedizione in Florida alla ricerca della Fonte della giovinezza[44], nella quale lo stesso De Soto morirà a causa di febbri[45].

Carlo V d'Asburgo, personaggio storico e re di Spagna. Tra lui e Dago non corre buon sangue in quanto il protagonista è un rinnegato al servizio del Sultano, il principale nemico di Carlo V, e contemporaneamente è l'inviato del Barbarossa presso la corte di Francesco I di Francia. A Toledo, Carlo V consegnerà Dago alla Santa Inquisizione[41]. Successivamente incontrerà di nuovo Dago in diverse occasioni e, pur mantenendo nei suoi confronti un forte rapporto di ostilità, deciderà di lasciarlo andare per la sua strada, soprattutto dopo che il Giannizzero Nero sventa un attentato nei suoi confronti[46].

Dragut, personaggio storico. È un corsaro ottomano e braccio destro di Barbarossa. Lui e Dago si incontrano casualmente, finendo per diventare buoni compagni di avventure[47].

Gli assassini della famiglia Renzi[modifica | modifica wikitesto]

Principe Bertini, il doge di Venezia nonché il mandante dell'omicidio della famiglia di Dago, i Renzi. Bertini viene presentato nel fumetto come un uomo austero, rilassato e dotato di grande autocontrollo ma anche infido, manipolatore e senza scrupoli. Il suo unico scopo, inizialmente, è quello di prendere il controllo di Venezia e diventare doge; per questo decide di ideare un complotto organizzato ai danni della Repubblica di Venezia che lo porterà al potere, ma per sua sfortuna il padre di Cesare Renzi riuscirà a scoprire i suoi obbiettivi e tenterà di fermarli. Bertini, sarà, quindi costretto a sterminare la famiglia veneziana e, dopo tale evento, diventerà finalmente doge della repubblica[2]. Sarà ignaro che Cesare Renzi, figlio primogenito della famiglia assassinata, è riuscito a scampare alla morte e verrà informato di tale notizia solo dal rientro di Barazutti dalla guerra in Abissinia[6]. La gratitudine di sua moglie e delle sue figlie nei confronti di Dago che le ha salvate dal Sacco di Roma sarà motivo di ulteriore odio da parte del Principe, odio che culminerà in un tentativo di omicidio durante una visita alla città di Lucca, che però fallirà a causa della benevolenza che i lucchesi mostrano per il rinnegato; Bertini, in seguito, morirà di infarto nella sua residenza, un attimo prima che Dago riesca a raggiungerlo e ad ucciderlo[15].

Giacomo Barazutti è un conte veneziano, nonché il migliore amico di Cesare Renzi ai tempi in cui il giovane viveva ancora a Venezia. Si unirà al complotto organizzato da Bertini per ottenere in sposa Ginetta de la Barca, fidanzata di Cesare[2]. Quando Bertini gli ordinerà di uccidere l'amico dopo averlo condotto fuori dalla residenza dei Renzi, Barazutti obbedirà all'ordine del suo superiore e colpirà l'amico a tradimento su una gondola, evento dopo il quale Cesare cadrà dall'imbarcazione sparendo nelle acque[2]. Successivamente, Barazutti verrà inviato in Abissinia a capo delle truppe veneziane ed è qui che rincontrerà Cesare il quale gli taglierà entrambe le mani[5], motivo per il quale verrà soprannominato Mani d'oro al suo rientro a Venezia[17]. Per sfuggire a Dago che intende ucciderlo a Padova, Barazutti arruolerà la Legione Nera[48]. Una volta che quest'ultima sarà sconfitta, Barazutti riuscirà a scappare dalla città, dopo aver fatto ricevere a Dago un suo messaggio[18].

Ahmed-Bey è il ministro del Sultano Solimano il Magnifico da cui ricevette l'ordine di distruggere l'alleanza tra Venezia e l'imperatore Carlo V[2]. Per riuscire nel suo intento, Ahmed-Bey appoggiò il Principe Bertini come nuovo doge della repubblica e divenne complice di quest'ultimo riguardo l'omicidio della famiglia Renzi[2]. Dopo la morte di Kalandraikis, Ahmed-Bey sospetterà del ritorno di Cesare Renzi e gli organizzerà una trappola in Transilvania[4]. Per sua sfortuna verrà ostacolato da Vlad Tepes e affronterà Dago che, dopo un breve duello, lo getterà in mezzo ad alcuni serpenti velenosi; Ahmed verrà, così, divorato dai serpenti, destino che aveva riservato a Dago[4].

Kalandrakis è un banchiere che ha ammassato fortune in Europa. Per riuscire a mantenere integra la sua economia, Kalandrakis appoggiò il Principe Bertini come nuovo doge della repubblica e divenne complice di quest'ultimo riguardo l'omicidio della famiglia Renzi[2]. Incontrerà per caso Dago che, dopo averlo riconosciuto, lo affogherà nella fontana del palazzo di Barbarossa[3].

Altri personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Ginetta della Barca è la promessa sposa di Cesare Renzi durante la sua vita veneziana[2], la quale pur avendo sposato Barazutti è rimasta innamorata del protagonista. All'epoca in cui era fidanzata con quest'ultimo era considerata la donna più bella di Venezia[2][6].

Selim, uno schiavo greco che incontra Dago quando quest'ultimo viene catturato dai turchi dopo l'omicidio della famiglia Renzi[2]. Insegna a Dago come sopravvivere alla vita di schiavitù. Nel corso dei vari lavori come schiavo, Selim comincerà ad ammalarsi e, dopo aver sofferto molto, morirà ad Algeri dopo aver convinto Barbarossa a risparmiare la vita a Dago che aveva derubato il pirata nel tentativo di curare l'amico greco[2].

Orbasha', il signore del deserto e dei banditi. Figlio del nobile arabo Caid Di Fez, Orbasha assiste giovanissimo allo sterminio della sua famiglia per mano di un sicario di Barbarossa, Mustafa' Bey. Orbasha' si rifugia nel deserto e diventa il capo di un numeroso gruppo di banditi, combattendo più volte Barbarossa e i suoi alleati. L'incontro con Dago avviene nel deserto, quando ancora il giovane veneziano era schiavo e all'inizio delle sue avventure. Orbasha' lo cattura e comincia piano piano ad ammirarlo. Dago lo salva da un attentato e Orbasha' lo ripaga nominandolo suo guerriero. I due, dopo un'iniziale odio, cominciano a diventare ottimi amici.[49]

Kastriotas, pirata greco che rapirà Roxelana di cui si innamorerà profondamente, venendo anche ricambiato dalla donna. Dago, per ordine del Gran Visir Ibrahim, recluterà un gruppo di uomini per liberare Roxelana[50] Riusciti nell'intento, il gruppo del Gianizzero Nero verrà inseguito da Kastriotas che, durante l'inseguimento, perirà insieme alla maggior parte dei suoi uomini[51]

Kerim Bey, una pirata saracena e l'ultima superstite di una famiglia massacrata a tradimento. Incontra Dago durante il viaggio di quest'ultimo a Costantinopoli e se ne innamora. I due successivamente si separeranno per seguire le loro rispettive avventure.

Roma, ultima rimasta di un gruppo di donne guerriere che vennero uccise dai turchi. Incontra Dago quando quest'ultimo rimane ferito e, dopo averlo curato, comincerà ad innamorarsene venendo ricambiato. Purtroppo, durante una gara a cavallo, verrà avvelenata da un servo di un pascià turco da lei sfidato. Sarà Dago, in seguito, a vendicarla e ad uccidere il colpevole[52].

Morte è il cane di Dago. I due si incontrano la prima volta quando Morte stava per essere ucciso dal suo precedente padrone e, in questa occasione, viene salvato proprio da Dago che lo porta con sé nella sua residenza ad Algeri. L'affetto che lega Morte e Dago è molto forte, motivo per cui il cane non fa avvicinare nessuno all'infuori del suo padrone. Quando Dago è in missione per conto di Barbarossa, Morte partirà da Costantinopoli e attraverserà l'intera Europa per raggiungerlo in Francia, dove Dago lo affiderà a Margherita d'Angoulême[53][54]. Morirà proprio in Francia, a seguito del dolore per la mancanza di Dago.

Ragno è una spietata assassina che è alla disperata ricerca di sua sorella gemella, insieme alla quale è la vera erede di un regno usurpato da suo fratellastro e dalla sua matrigna. Dopo aver trovato sua sorella con l'aiuto di Dago e Orbasha, Ragno si riprende il suo regno, ma muore tra le braccia di Dago durante un combattimento con dei mercenari.[55]

Magdalena, una mercenaria svizzera che cattura Dago in Francia per ordine di un nobile al servizio del re Carlo V[56]. Si innamorerà di Dago dopo che quest'ultimo riesce a salvare suo fratello da una morte per annegamento[56]. Nel corso della missione a Venezia organizzata da Barbarossa, Magdalena rimarrà ferita e, in seguito, morirà; il suo corpo verrà seppellito in mare da Dago[7].

Antonia de Medina de' Medici, nobildonna italiana che incontra Dago durante il Sacco di Roma[57]. Da bambina venne sposata ad un nobile spagnolo (dal quale appunto deriva il cognome de Medina) la quale la violentò e permise anche ad altri di abusare di lei[57]. Quando il nobile spagnolo morì, Antonia prese il potere ed uccise tutti i suoi nemici: da quel momento diventò una delle donne più potenti e ricche d'Europa[57]. Sebbene l'esperienza da ragazzina sia stata traumatizzante, Antonia riuscirà a lasciarsi il passato alle spalle grazie a Dago, con il quale avrà una profonda relazione sentimentale a seguito della quale la donna rimarrà incinta e più tardi partorirà Cesare Renzi de Medina. Inoltre, Antonia aiuterà Dago a sfuggire alla Santa Inquisizione con l'aiuto di Cortes e Pizarro e farà in modo che il suo amato si nasconda in Andalusia[10].

Enfeldt, mercenario luterano nonché guida del Sacco di Roma. Odia profondamente Dago e cercherà di ucciderlo molte volte. Morirà a Roma per mano dello stesso Dago dopo un duello di spada[9]

Leonora, nobile italiana che si divertiva a rapire i viandanti e a sottoporli a crudeli torture[58]. I suoi piani verranno sventati da Dago il quale, dopo un lungo viaggio, deciderà di punirla imbarcandola su una nave diretta in America e condannandola ai lavori forzati[40].

Jimena, figlia di Don Riquelme e amante di Dago nel periodo in cui il rinnegato risiede in Andalusia. Inizialmente timida e pacata, grazie a Dago muterà nel carattere diventando una donna matura. Successivamente, dopo aver messo da parte i suoi sentimenti per Dago, sposerà Miguel de Medina, pur rimanendo affezionata al rinnegato[11].

Don Riquelme, lo zorbutico nobile dell'Andalusia che ostacola Dago, inizialmente, nello sviluppo del monastero dei monaci del luogo. Con il tempo inizia a stimare particolarmente il rinnegato e accetterà la relazione tra lui e sua figlia Jimena. Successivamente si innamorerà di una giovane ragazza che deciderà di sposare e dalla quale scoprirà di aspettare un figlio[11].

Miguel de Medina, sposo di Jimesa nonché cugino di Antonia de Medina. Prima del suo matrimonio con Jimena farà in modo che Antonia incontri nuovamente Dago dopo che quest'ultimo si era rifugiato in Andalusia per sfuggire all'Inquisizione[11].

Joao è un portoghese tenuto prigioniero dalle amazzoni.[59] Sarà il compagno di viaggio di Dago nelle avventure ambientate nella foresta amazzonica e a Eldorado. Una volta ritornati tra la civiltà, Joao prenderà la prima nave per il Portogallo e saluterà con nostalgia il Giannizzero Nero.[60]

Uria è la figlia del Re d'Oro, il saggio sovrano di El Dorado. Diventa l'amante di Dago durante il soggiorno di quest'ultimo nel suo regno, ma in realtà ella intende ingannare il rinnegato ed uccidere segretamente suo padre per prendere il controllo di El Dorado. Viene uccisa dal guerriero Maracui.[61]

Maracui è il malvagio guerriero che si unisce ad Uria per uccidere il Re d'Oro. Dopo la morte di quest'ultimo e la caduta di El Dorado per mano di violente inondazioni, Maracui diventa il capo di un grandissimo esercito di indigeni e lo usa per sottomettere tutte le altre popolazioni del Nuovo Mondo. L'intervento di Anahi e Dago, che aveva ucciso il fratello di Maracui, Queroneo, impediscono al guerriero di compiere il suo piano. Nello scontro finale, Maracui viene ucciso da Dago.[61]

Anahi su un francobollo paraguayano di una serie dedicata a Robin Wood

Anahi è una giovane e pacifica indigena del popolo dei Guaranì. Dopo essere stata brutalmente violentata dagli uomini di Maracui, Anahi si trasforma in una guerriera assetata di vendetta. Insieme a Dago raduna i popoli indigeni per fermare l'esercito di Maracui, ma uno dei suoi soldati la tradisce e la consegna ai nemici. Morirà su un rogo costruito da Maracui, ma verrà vendicata da Dago.[61]

Cesare Renzi de Medina è il figlio legittimo di Dago avuto con Antonia de Medina. Identico al padre sia nell'aspetto che nel carattere, Cesare è orgoglioso di essere il figlio di Dago, anche prima di conoscere il genitore di persona[46]. L'incontro tra i due avviene la prima volta in Andalusia quando Cesare era ancora un neonato[11]. Successivamente i due si incontreranno anni più tardi quando Dago raggiunge il palazzo di Antonia nell'occasione dell'arrivo in città di Carlo V[46].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Dago ha ottenuto ben presto un giudizio molto positivo ed è stato definito come il "più grande successo della Eura Editoriale", nonché uno dei fumetti più conosciuti e famosi in Italia[26] insieme a Tex e Dylan Dog che, però, possono vantare cifre superiori[62]. Già dalla sua prima pubblicazione, avvenuta nel 1980, la critica ha più volte elogiato il lavoro di Robin Wood e di Alberto Salinas, soprattutto per quanto riguarda l'evoluzione di Dago nei primi numeri che ha permesso al pubblico di affezionarsi al personaggio in breve tempo[19]. Luca Lorenzon su Fucine Mute ha affermato che «Dago è da quasi un ventennio uno dei personaggi preferiti dal pubblico italiano»[26].

Il sito afNews ha affermato «Se amate la Storia e non disdegnate le avventure dalle tinte forti, condite da grandi quantità di cinismo in cui si intravvedono ogni tanto degli sprazzi di onestà e giustizia, Dago può essere la serie che fa per voi. E se anche non fosse così, dubito che ne restereste delusi»[26].

Non sempre critiche positive nei confronti di Carlos Gómez, sostituito di Salinas, soprattutto nei primi anni di mestiere. Gomez, infatti, venne criticato fortemente per il modo di disegnare Dago e quindi non venne definito l'erede più indicato per il fumetto[19]. Successivamente la critica ha premiato il lavoro di Gomez, motivo per il quale il disegnatore venne premiato con uno Yellow Kid ad Expocartoon, nonostante la disapprovazione di Sergio Rossi che insistette che il premio dovesse andare a Salinas, vero creatore e disegnatore del fumetto[19]. Lo stesso Salinas espresse il suo giudizio positivo sul suo successore ed affermò «Lo considero un magnifico prosecutore del personaggio. Voglio ringraziarlo, perché è riuscito a farlo sopravvivere e mi ha dato modo di lavorare su altre cose quando io non volevo più farlo»[19].

Fuori serie[modifica | modifica wikitesto]

Dago ha avuto un team-up con John Doe, pubblicato nella serie di quest'ultimo sugli albi n. 22 Cinque cuori di pietra e n. 23 Il Gianizzero Nero. In questi due numeri, Dago non fa un breve comparsa, ma è un co-protagonista a pieno titolo. Inoltre Roberto Recchioni e Lorenzo Bartoli, autori di John Doe, rielaborano le origini del Gianizzero Nero narrando un incontro tra Morte (da non confondere con l'omonimo cane di Dago) e lo stesso Dago, quando quest'ultimo stava annegando nelle acque veneziane[63].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b General infos on ubcfumetti.com
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Ristampa Dago,  n. 1. "Schiavo".
  3. ^ a b c d e f g h i Ristampa Dago,  n. 4. "Un fantasma che uccide".
  4. ^ a b c d e Ristampa Dago,  n. 7. "Alla corte di Vlad Tepes".
  5. ^ a b Ristampa Dago,  n. 9. "I lontani palazzi dell'anima".
  6. ^ a b c d e Ristampa Dago,  n. 10. "... e Venezia aspetta".
  7. ^ a b c Ristampa Dago,  n. 22. "Le fredde acque della laguna".
  8. ^ Ristampa Dago,  n. 29. "Anno Domini 1527".
  9. ^ a b Ristampa Dago,  n. 31. "Oltre il fuoco del rancore".
  10. ^ a b c d Ristampa Dago,  n. 35. "Confessione".
  11. ^ a b c d e Ristampa Dago,  n. 45. "Il figlio di Dago".
  12. ^ Ristampa Dago,  n. 44. "L'ombra della peste".
  13. ^ {Cita | I grandi fumetti Aurea: DAGO| collezione tuttocolore n. 19 - "Il richiamo dei lupi".}}
  14. ^ a b c Ristampa Dago,  n. 50. "La maschera ed il volto".
  15. ^ a b c Ristampa Dago,  n. 51. "Il sapore amaro della vendetta".
  16. ^ Ristampa Dago,  n. 60. "Panamà".
  17. ^ a b Ristampa Dago,  n. 78. "Un segreto oscuro".
  18. ^ a b Ristampa Dago,  n. 80. "La legione nera".
  19. ^ a b c d e f g h i j k l m Luca Lorenzon, Dago: il più grande successo dell'Eura editoriale, Fucine Mute, 1º aprile 2003. URL consultato il 13 agosto 2011.
  20. ^ a b c Cris Tridello, I 30 anni di Dago: intervista a Robin Wood, comicus.it, 25 novembre 2011. URL consultato il 27 settembre 2014.
  21. ^ a b c Carlos Gomez di Giampaolo Giampaoli
  22. ^ a b Cris Tridello, I 30 anni di Dago: intervista a Carlos Gomez, comicus.it, 25 novembre 2011. URL consultato il 27 settembre 2014.
  23. ^ IL GIANNIZZERO NERO Incontro con Robin Wood
  24. ^ L'EREDE DI SALINAS Incontro con Carlos Gomez
  25. ^ Joan Mundet disegna DAGO
  26. ^ a b c d e f g Marco Spitella, Dago - Un avventuriero a spasso per il mondo nel XVI secolo, UBC Fumetti, 28 marzo 2007. URL consultato il 13 agosto 2011.
  27. ^ Dago,  anno IX n. 5. "Sotto la maschera dell'odio".
  28. ^ a b c d Dago,  anno XII n. 1. "Genio e Sregolatezza".
  29. ^ Dago,  anno VIII n. 6. "E venne il giorno del giudizio".
  30. ^ Dago,  anno X n. 1. "Oltre il ricordo".
  31. ^ Ristampa Dago,  n. 104. "La terra delle aquile".
  32. ^ Dago collezione tuttocolore
  33. ^ Lucca - La città in una storia di Dago 23 gennaio 2012
  34. ^ Dago,  anno VIII n. 4. "Lame rosse all'alba".
  35. ^ a b Dago,  anno IX n. 9. "Kanun".
  36. ^ Ristampa Dago,  n. 27. "Verso la Spagna".
  37. ^ Ristampa Dago,  n. 28. "Sotto le bandiere dell'impero".
  38. ^ Ristampa Dago,  n. 30. "L'angelo nero".
  39. ^ Ristampa Dago,  n. 23. "Il cavaliere senza macchia e senza paura".
  40. ^ a b c d e f g h Ristampa Dago,  n. 33. "Per salvare Cortes".
  41. ^ a b Ristampa Dago,  n. 34. "Per Veglia per un soldato".
  42. ^ Ristampa Dago,  n. 61. "Viaggio all'inferno".
  43. ^ Ristampa Dago,  n. 62. "L'oro e il buio".
  44. ^ Ristampa Dago,  n. 70. "Il destino è un pagliaccio crudele".
  45. ^ Ristampa Dago,  n. 71. "La fonte della gioventù".
  46. ^ a b c Ristampa Dago,  n. 93. "Il mio nome è Cesare".
  47. ^ Ristampa Dago,  n. 54. "I due fari".
  48. ^ Ristampa Dago,  n. 79. "Un amore impossibile".
  49. ^ Ristampa Dago,  n. 3. "Un grido nel deserto".
  50. ^ Ristampa Dago,  n. 11. "Non si tradisce un sogno".
  51. ^ Ristampa Dago,  n. 12. "Un ricordo per il futuro".
  52. ^ Ristampa Dago,  n. 8. "Sotto le mure di Vienna".
  53. ^ Ristampa Dago,  n. 25. "Il viaggio di Morte".
  54. ^ Ristampa Dago,  n. 26. "Nostradamus".
  55. ^ Ristampa Dago,  n. 18. "La chiamavano Ragno".
  56. ^ a b Ristampa Dago,  n. 21. "La mercenaria".
  57. ^ a b c Ristampa Dago,  n. 29. "Anno domini 1527".
  58. ^ Ristampa Dago,  n. 32. "Sortilegio di sangue".
  59. ^ Ristampa Dago,  n. 64. "La lotta per la libertà".
  60. ^ Ristampa Dago,  n. 68. "Lo sfregiato".
  61. ^ a b c Ristampa Dago,  n. 66. "Il canto dell'acqua grande".
  62. ^ Bepi vigna, in Speciale Eura - 1994, Robin Wood.
  63. ^ Il cerchio si chiude! - Il vecchio John Doe cede la strada a uno nuovo... ma senza Morte.. URL consultato il 10 febbraio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Robin Wood, Alberto Salinas, Carlos Gómez, Ristampa Dago, Editoriale Aurea, 2002.
  • Robin Wood, Alberto Salinas, Carlos Gómez, Dago (monografico), Editoriale Aurea, 1995.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

fumetti Portale Fumetti: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di fumetti