Sorriso

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una ragazza iraniana sorridente
« Un giorno senza un sorriso è un giorno perso. »
(Charlie Chaplin)

Il sorriso è un'espressione del volto umano[1].

Espressione[modifica | modifica sorgente]

Il sorriso si produce stirando la bocca, inarcando le labbra ed eventualmente mostrando i denti.

Un sorriso con gli occhi

Nonostante ci si riferisca propriamente al sorriso pensando alla sola bocca, l'espressione coinvolge anche gli occhi. La carica espressiva e comunicativa del sorriso deve proprio allo sguardo la sua profondità. Un sorriso sincero e istintivo stira le labbra di netto e rende più vivace e profondo lo sguardo. Al contrario, un sorriso forzato o di circostanza non cambia lo sguardo, limitando a contrarre i muscoli della bocca. L'espressione comune "sorridere con gli occhi" intende proprio questo aspetto.

Un sorriso può diventare una risata, ma differisce dal riso nell'essere meno impulsivo e nervoso, quindi più duraturo, più moderato e di maggior profondità emozionale.

Significati[modifica | modifica sorgente]

Il sorriso di Falstaff dipinto da von Grützner

Il sorriso manifesta serenità, benessere e apertura nei confronti di un'altra persona.

L'espressione viene usata sia per manifestare uno stato emotivo, sia come strumento di comunicazione nel rapportarsi con gli altri. Nel primo caso il sorriso è spontaneo e involontario, compatibilmente con il carattere e le attitudini della persona. Nel secondo caso invece il sorriso è incanalato in un codice di comportamento e può essere dunque semplicemente una forma convenzionale di approccio. Un sorriso può essere dunque più o meno sincero e spontaneo, e non sempre sottintende un atteggiamento di apertura verso l'altro quanto piuttosto l'espressione di un personale stato d'animo.

Il sorriso rappresenta comunque nella cultura comune l'espressione della felicità. È quindi preso a riferimento e spesso stereotipato: nei disegni dei bambini, le persone vengono rappresentate con pochi semplici tratti con un'espressione sorridente. Questo accade spesso anche in illustrazioni e immagini di carattere umoristico, come cartoon o vignette. Il sorriso è poi l'espressione privilegiata per le pose nelle fotografie[2]; è uso comune, nella posa di una foto, pronunciare la parola inglese cheese per stirare la bocca alla vocale i, producendo quindi il sorriso.

Il sorriso dalla nascita[modifica | modifica sorgente]

Il sorriso si presenta spontaneamente in tutti i bambini, non viene dunque appreso per imitazione. Nasce come reazione fisiologica per poi diventare una espressione con intenti comunicativi. In questo senso il sorriso può essere considerato un comportamento tipico e distintivo della specie umana nei confronti delle altre specie animali.

Nei neonati, quello che sembra un sorriso è un semplice stiramento delle labbra. Esso si osserva soprattutto durante il sonno ed è la conseguenza di stimoli dell'attività del sistema nervoso, o da stimoli rumorosi esterni, ad esempio la voce di una persona.[3]

Verso la quinta settimana di vita del bambino, il sorriso viene provocato alla visione di un volto umano, ancora non ben definito e quindi ancora non riconosciuto dal bambino. Questo viene considerato il primo sorriso sociale. Allo stiramento della labbra si aggiunge lo strizzamento degli occhi.

Dal quarto mese, il sorriso acquista un'ulteriore maturazione, diventando non più o non solo una semplice reazione ad uno stimolo, ma una vera e propria espressione dell'individuo. Durante la conoscenza dell'ambiente e il riconoscimento degli oggetti, del proprio corpo e delle altre persone, il bambino utilizza sempre più il sorriso come linguaggio, rivolgendosi prima agli oggetti che ha intorno, come ad esempio le proprie mani, e poi alle altre persone, diventando a tutti gli effetti uno dei primi strumenti comunicativi. Anche l'espressione in sé ormai non coinvolge più solo la bocca ma tutto il volto.

Dopo i sei mesi, il sorriso diventa definitivamente una forma di socializzazione.

Smiley[modifica | modifica sorgente]

Uno smiley

La rappresentazione simbolica del sorriso è lo smiley o smile (traduzione inglese del termine). Lo smile venne creato nel 1963 dall'artista americano Harvey Ball ed è costituito da un cerchio di colore giallo, due punti neri ad indicare gli occhi e un arco verso l'alto ad indicare il sorriso. Lo smile, prima utilizzato semplicemente come logo, si è inserito nello slang degli SMS e soprattutto in internet, sviluppandosi e differenziandosi in più faccine che esprimono non più solo il sorriso ma diverse espressioni, chiamate emoticon. Le faccine possono essere espresse sia con caratteri testuali, come ad esempio :) e :-O oppure, come si utilizza adesso nelle chat e nei forum attraverso immagini appositamente create.

Modi di dire[modifica | modifica sorgente]

  • «Sorriso a trentadue denti» per indicare un ampio sorriso

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Freitas-Magalhães, A., & Castro, E. (2009). The Neuropsychophysiological Construction of the Human Smile. In A. Freitas-Magalhães (Ed.), Emotional Expression: The Brain and The Face (pp.1-18). Porto: University Fernando Pessoa Press. ISBN 978-989-643-034-4.
  2. ^ Sorriso in una giornata piovosa.The Fashionist
  3. ^ René Zazzo, L'evoluzione del fanciullo e dell'adolescente. Fattori e dinamica dell'evoluzione

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