Cinema spagnolo

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Il cinema spagnolo al momento non occupa una posizione molto rilevante a livello mondiale, e si ricorda storicamente solo per la grande figura di Luis Buñuel, che tuttavia lavorò pochissimo in Spagna, e i saltuari successi internazionali dei registi Segundo de Chomón, Florián Rey, Luis García Berlanga, Carlos Saura, Pedro Almodóvar, Fernando Trueba e Alejandro Amenábar.

Altri successi hanno avuto ancora meno risonanze internazionali. Solo il direttore della fotografia Néstor Almendros (che fece carriera solo fuori dalla Spagna) o gli attori Fernando Rey e Fernando Fernán Gómez (quest'ultimo attivo anche come regista) hanno ottenuto una certa fama, anche se generalmente per i loro lavori all'estero.

La percentuale degli incassi del cinema spagnolo in Patria è tra il 10 e il 20%[di che cosa?], e questo dimostra la crisi che sta peggiorando negli ultimi anni, nonostante una generazione di attori di tutto rispetto: Penélope Cruz, Javier Bardem, Antonio Banderas, fra i tanti.

Il culmine del cinema muto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1914, Barcellona era il centro dell'industria cinematografica del paese. Ha inizio il predominio delle "españoladas" che sarebbe durato fino agli anni '60 del XX secolo, tra le quali si distinsero quelle di Florián Rey che avevano per protagonista Imperio Argentina e la prima versione di Nobleza baturra (1925). Si girarono anche alcuni drammi storici come "Vida de Cristobal Colón y su descubrimiento de América" (Vita di Cristoforo Colombo e la sua scoperta dell'America) del 1917 del francese Gerald Bourgeois, adattamenti come "Los misterios de Barcelona" del 1916 di Joan Maria Codina, opere teatrali come "Don Juan Tenorio" di Ricardo Baños e operette. Lo stesso Jacinto Benavente che disse che nel cinema mi appagano gli sprechi, girerebbe versioni cinematografiche delle sue opere teatrali.

Nel 1928, Ernesto Giménez Caballero e Luis Buñuel fondarono a Madrid il primo cine-club. Allora era Madrid il primo centro industriale, con 44 titoli su 58.

Il dramma rurale La aldea maldita (1929) di Florián Rey divenne un successo anche a Parigi, dove, allo stesso tempo, Buñuel y Dalí presentavano la prima di Un chien andalou.

La crisi del sonoro[modifica | modifica sorgente]

Nel 1931 l'arrivo delle produzioni estere con il sonoro abbatte la produzione nazionale che si riduce ad un unico titolo.

L'anno seguente Manuel Casanova fondò la "Compañía Industrial Film Española S.A." (CIFESA), la casa produttrice più importante del paese che venne considerata destrista. Si girano 6 film, incluso il primo film di Buñuel in Spagna: lo pseudodocumentario Tierra sin pan.

Nel 1933 furono girati 17 film e nel 1934, 21, tra i quali il grande successo La verbena de la paloma (La sagra della colomba) di Benito Perojo.

La produzione di film aumentò fino a 37 film girati nel 1935.

La guerra e il dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Dal 1936, le due fazioni iniziarono a usare il cinema come propaganda e la censura. Nella fazione franchista venne creato il Dipartimento Nazionale di Cinematografia. Questo spinse molti professionisti del settore ad andare a lavorare all'estero.

Col nuovo regime venne imposto l'obbligo di doppiaggio in castigliano di tutti i film in uscita nel territorio nazionale e si misero in evidenza registi come Ignacio F. Iquino, Rafael Gil ("Huella de luz" (1941), Juan de Orduña ("Locura de amor" (1948), Arturo Román, José Luis Sáenz de Heredia ("Raza" (1942) con il copione scritto dallo stesso Franco) e, soprattutto, Edgar Neville. Ottenne anche un discreto successo "Fedra" (1956) di Manuel Mur Oti.

Negli anni '50 apparvero due importanti festival cinematografici in Spagna: il 21 settembre 1953 nacque il Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián che continuò ininterrottamente fino ad oggi, mentre nel 1956 ebbe luogo la prima Settimana Internazionale del Cinema di Valladolid o SEMINCI.

Nel frattempo "Marcellino pane e vino" (1955) di Ladislao Vajda dette inizio alla moda degli attori bambini come Joselito, Marisol, Rocío Dúrcal, Pili y Mili o Ana Belén.

Verso la fine degli anni '50 l'influenza del neorealismo divenne evidente con alcuni nuovi registi come Antonio del Amo, Arturo Nieves Conde, Juan Antonio Bardem e Luis García Berlanga. Nelle conversazioni di Salamanca, Bardem riassunse il cinema del dopoguerra in un manifesto che divenne celebre per la sua durezza: Il cinema spagnolo attuale è politicamente inefficace, socialmente falso, intellettualmente infimo, esteticamente nullo e industrialmente rachitico.

Juan de Orduña ottenne un clamoroso successo commerciale con El último cuplé, del 1957, che aveva come protagonista Sara Montiel.

Buñuel ritornò, inoltre, saltuariamente in Spagna per girare gli scandalosi Viridiana (1961) e Tristana (1970), due dei suoi migliori film.

Il nuovo cinema spagnolo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1962 José María García Escudero ritornò ad occupare la Direzione Generale del Cinema, spingendo a favore degli aiuti statali e della Scuola Ufficiale del Cinema, dalla quale uscirono la maggioranza dei nuovi registi, generalmente della sinistra e contrari alla dittatura franchista. Tra questi si distinsero Mario Camus, Miguel Picazo, Francisco Regueiro, Manuel Summers e, soprattutto, Carlos Saura. Fernando Fernán Gómez, che non faceva parte di questa corrente, realizzò il classico El extraño viaje (1964). Dalla televisione venne inoltre Jaime de Armiñan, autore di Mi querida señorita (1971). Dalla scuola nota come "Scuola di Barcellona", originariamente più sperimentale e cosmopolita, si distinsero Vicente Aranda, Jaime Camino e Gonzalo Suárez, che realizzarono le loro migliori opere negli anni '80.

Il Festival del Cinema di Sitges, conosciuto oggi come il Festival Internazionale del Cinema di Catalogna, venne inaugurato nel 1967, e viene considerato uno dei migliori concorsi cinematografici d'Europa, e il migliore nel settore del cinema fantastico. In questo settore si è distinto Jesús Franco, regista molto conosciuto nel resto del mondo sotto lo pseudonimo di Jess Franco.

Il cinema della democrazia[modifica | modifica sorgente]

Con la fine della dittatura, venne soppressa la censura e venne concesso il permesso per le manifestazioni culturali nelle altre lingue spagnole oltre al castigliano, così venne fondato, ad esempio, l'Istituto del Cinema Catalano.

All'inizio trionfarono i fenomeni popolari del "destape" e il "landismo". Durante la democrazia tutta una serie di nuovi registi trattano temi polemici e rivedono la storia anteriore del paese. Sono Jaime Chávarri, Basilio Martín Patino, Víctor Erice, José Luis Garci, Manuel Gutiérrez Aragón, Eloy de la Iglesia, Pilar Miró o Pedro Olea in alcuni film di grande qualità. Divenne noto anche il cosiddetto "nuovo cinema basco" di Montxo Armendáriz o Juanma Bajo Ulloa.

Il cinema spagnolo dipende oggi però dagli sporadici successi della "comedia madrileña" di Fernando Colomo o Fernando Trueba, dai sofisticati melodrammi di Pedro Almodóvar, dall'umorismo nero di Alex de la Iglesia e dalle opere di Santiago Segura o Alejandro Amenábar, cosicché, secondo il produttore José Antonio Félez, "il 50% dell'incasso totale si concentra in cinque titoli e l'80% di questo tra gli 8 e i 10 film" durante il 2004.

D'altra parte il cinema pornografico ha trovato uno dei suoi centri maggiori nella città di Barcellona e una delle sue stelle in Nacho Vidal.

Anno Spettatori totali (milioni) Spettatori del cinema spagnolo (milioni) Percentuale Successo in Spagna Spettatori (milioni) Percentuale del totale del cinema spagnolo
1996 96,2 10,4 10,8% Two Much (Fernando Trueba) 2,1 20,2%
1997 107,1 13,9 14,9% Airbag (Juanma Bajo Ulloa) 2,1 14,1%
1998 119,8 14,1 13,3% Torrente, el brazo tonto de la ley (Santiago Segura) 3 21,3%
1999 131,3 18,1 16% Tutto su mia madre (Pedro Almodóvar) 2,5 13,8%
2000 135,3 13,4 11% La comunidad (Álex de la Iglesia) 1,6 11,9%
2001 146,8 26,2 17,9% Los otros (Alejandro Amenábar) 6,2 23,8%
2002 140,7 19,0 13,5% El otro lado de la cama (Emilio Martínez Lázaro) 2,7 14,3%
2003 137,5 21,7 15,8% La gran aventura de Mortadelo y Filemón (Javier Fesser) 5,0 22,9%
2004 143,9 19,3 13,4% Mar adentro (Alejandro Amenábar) 4,0 20,7%
2005 126,0 21,0 16,7% Torrente 3: El Protector (Santiago Segura) 3,6 16,9%
2006 (provisional) 27,8 2,7 9,6% Los 2 lados de la cama (Emilio Martínez Lázaro) 0,8 31,1%

Nel 1987 vennero creati i Premi Goya come premio per il cinema spagnolo.

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