REC (film)
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| REC | |
Manuela Velasco in una scena del film |
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| Titolo originale: | REC |
| Paese: | Spagna |
| Anno: | 2007 |
| Durata: | 75' |
| Colore: | colore |
| Audio: | sonoro |
| Genere: | horror |
| Regia: | Paco Plaza, Jaume Balagueró |
| Soggetto: | Paco Plaza, Luiso Berdejo, Jaume Balagueró |
| Sceneggiatura: | Paco Plaza, Luiso Berdejo, Jaume Balagueró |
| Distribuzione (Italia): | Mediafilm |
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| Fotografia: | Pablo Rosso |
| Montaggio: | David Gallart |
| Scenografia: | Gemma Fauria |
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| Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film | |
| « La paura. In diretta. » | |
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(Slogan promozionale del film)
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REC (o [●REC]) è un film horror del 2007 diretto da Paco Plaza e Jaume Balagueró, prodotto dalla Filmax.
Presentato fuori concorso, il 29 agosto 2007, alla 64a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il film è uscito nelle sale cinematografiche spagnole il 23 novembre 2007 e in quelle italiane il 29 febbraio 2008.
Il film ha raccolto numerosi premi nei festival dedicati al cinema fantastico ai quali ha partecipato (Sitges, Fantastic'Arts, Fantasporto) e ha ottenuto due riconoscimenti anche ai maggiori premi cinematografici spagnoli, i Premi Goya.
Nel 2008 è stato realizzato un remake statunitense shot-for-shot intitolato Quarantena, ambientato in una caserma dei pompieri di Los Angeles.
Indice |
[modifica] Trama
Ángela Vidal (Manuela Velasco), una giovane reporter televisiva, e il suo cameraman Pablo (Pablo Rosso), stanno girando un reportage sull’operato dei pompieri di Barcellona, nella speranza di una grande storia da raccontare. I pompieri Manu e Alex ricevono la chiamata di una signora anziana intrappolata nella sua casa e si precipitano sul posto; i vicini raccontano di strazianti urla provenienti dall’appartamento della signora.
Quando i pompieri ed i due reporter entrano nell'appartamento, trovano l'anziana signora Conchita coperta di sangue che con un urlo si lancia su uno dei due poliziotti che li hanno accompagnati, strappando un pezzo di carne dalla sua faccia con un morso. Scappando dall'appartamento, il gruppo porta il ferito nell'atrio dell'edificio e tutti si domandano cosa stia succedendo. Un medico praticante che vive nell'edificio si prende cura del poliziotto ferito, ma afferma che ha perso fin troppo sangue e che dev'essere portato al più presto possibile in ospedale. Subito dopo l'altro pompiere viene buttato giù dalle scale dalla signora Conchita e rimane in condizioni gravi. L'edificio però viene bloccato dalle autorità che lo mettono in quarantena prima che chiunque possa uscire, successivamente le autorità riveleranno al megafono che il provvedimento è stato preso per evitare la propagazione di uno strano virus proveniente dal suo interno. Cercando di ristabilire la calma tra quelli che sono nell'atrio, il pompiere, il poliziotto ed i cameramen ritornano nell'appartamento solamente per essere attaccati da una giovane donna questa volta, ed ancora dall'anziana, alla quale sparano tre colpi, facendola accasciare a terra. il gruppo si riunisce con i residenti sempre più spaventati che dicono che la donna che hanno visto era probabilmente una colombiana che lavorava per la signora. La rabbia e la frustrazione aumentano quando tutti scoprono che tutte le uscite e finestre sono state chiuse e l'unica risposta delle autorità è quella di aspettare un ufficiale sanitario e di non tentare in nessun modo di uscire dall'edificio. Sia i feriti che gli inquilini si rifugiano in un laboratorio tessile al pianterreno. Angela e Pablo decidono di intervistare i residenti dell'edificio per raccontare i momenti prima dell'incidente; in particolar modo una madre e la sua bambina (di nome Jennifer) che dicono che il loro cane era ammalato ed era stato portato dal veterinario e dunque non era lì con loro, mentre il padre/marito era andato via per comprare della medicina per la bambina che ha la tonsillite. Diverse sono le speculazioni contro la famiglia cinese che ha un negozio di tessuti nell'edificio e che parlano a malapena spagnolo.
L'ufficiale sanitario arriva e chiede di vedere i due feriti. Angela e Pablo non vengono ammessi nella stanza, ma trovano una piccola apertura in una delle finestre dalla quale sbirciano cosa stia succedendo; vedono il poliziotto e l'ufficiale che ammanettano il pompiere ferito nel lettino e gli iniettano un misterioso siero nelle vene, ma subito dopo questi si rialza ed attacca il medico che lo curava pochi istanti prima. Tutti scappano, lasciando il medico rinchiuso nello stanzino al suo destino, e chiedono delle spiegazioni all'ufficiale medico. Il virus con cui hanno a che fare si manifesta come una semplice influenza, e, simile alla rabbia, viene trasmesso mediante la saliva, e fa sì che chi ne viene infettato, dopo pochi minuti di lucidità comincia a attaccare chi gli sta vicino per divorarlo. Le autorità vengono a sapere di questo virus quando ricevono una chiamata da un veterinario, che racconta il caso di un cane malato di un strano virus che dopo quella che sembrava una morte clinica si era rialzato ed aveva attaccato tutti gli animali della clinica in maniera estremamente aggressiva. Il cane in questione era il cane di Jennifer, che ora tutti guardano con aria sospettosa.
La madre cerca di difendere la bambina, ma Jennifer, dopo aver morso la madre che la teneva in braccio, con uno scatto si libera e corre urlando su per le scale. La madre viene ammanettata per impedirle di seguire la figlia ed il poliziotto, il pompiere e Pablo s'affrettano a cercare di riprendere la bambina che si nasconde nell'appartamento della vecchia signora; la bambina finisce per mordere il poliziotto che la blocca, lasciando che il resto del gruppo possa scappare. Essi riescono a tornare giù (colpendo la vecchia che bloccava il loro passaggio) ma vedono che gli infetti rinchiusi nel laboratorio tessile stanno per liberarsi e la loro unica opzione è quella di abbandonare la donna ammanettata, la famiglia cinese ed una coppia di anziani per potersi rinchiudere in uno degli appartamenti. Riescono a mettersi al sicuro, ma l'ufficiale sanitario afferma di essere stato morso e si rinchiude in uno sgabuzzino. Uno degli inquilini dice che c'è una possibilità di fuga: sotto il laboratorio di tessuti c'è un passaggio sotterraneo che conduce nei canali di scarico della città, ma per aprire la porta che da a questo passaggio devono andare nell'appartamento dell'amministratore del condominio, dove c'è la chiave. Il residente allora viene attaccato dall'ufficiale sanitario e Angela, Manu e Pablo si precipitano a cercare la casa del proprietario. Manu però rimane indietro nel tentativo di fermare uno degli infetti ed Angela e Pablo, dopo aver messo sotto sopra l'appartamento trovano solamente un mucchio di chiavi di cui non conoscono quella giusta.
Ritornati alle scale, i due protagonisti, guardando in giù verso il piano terra, scoprono con orrore che tutte le persone, compreso Manu, sono diventate infette e con inaudita ferocia stanno salendo rapidamente per raggiungerli. Angela e Pablo riescono a rifugiarsi nell'attico, dove trovano un laboratorio medico abbandonato da anni, con le pareti ricoperte di immagini sacre, crocifissi, madonne e pezzi di giornale che parlano di un vecchio caso di una bambina posseduta, di cui si vedono anche diverse fotografie ingiallite dal tempo dove indossa il vestito della prima comunione. Grazie a delle registrazioni ascoltate tramite un vecchio mangianastri e diari, Pablo e Angela scoprono che il residente era un medico del Vaticano che aveva rinchiuso con lui in quel posto una bambina portoghese, che aveva portato via dall'ospedale in cui era internata perchè ritenuta "posseduta", per capire se fosse stato possibile curarla con il metodo scientifico. Mandando avanti il nastro, si viene a sapere che il medico era riuscito ad isolare un enzima, nella speranza di poter creare un vaccino, ma era molto instabile e mutava in contatto con l'aria, arrivando alla conclusione che quel morbo era contagioso come l'influenza. Dalle seguenti registrazioni i due scoprono che il medico non riuscì a curarla e dopo aver ricevuto un telegramma da Roma in cui vi era riportato che la piccola Tristana Medeiros, (questo è il nome della bambina); doveva morire e che la Chiesa aveva deciso di cancellare per sempre ogni traccia di questa storia, decise semplicemente di abbandonarla sigillando ogni via di uscita affinché lei non potesse infettare nessuno. Ma inspiegabilmente, la bambina ormai cresciuta, è ancora viva !
Mentre la registrazione finisce una botola si spalanca dal tetto; Pablo, tentando di vedere cosa vi sia nella soffitta, subisce un colpo alla telecamera da parte di un bambino (probabilmente un altro bambino a cui il dottore faceva esperimenti); con il colpo la luce della camera si rompe, e i due riescono a vedere la bambina precedentemente citata attraverso l'infrarosso, che adesso è diventata un derelitto schelettrico mostruoso e armata di martello, comincia setacciare in ogni angolo per trovarli, cercando di fare più silenzio possibile Pablo e Angela cominciano a muoversi su di un lato del laboratorio attaccati al muro. Nel tentativo di fuggire nel buio più totale, però vengono scoperti ed uccisi.
Nel finale ascoltiamo soltanto la telecamera che resta a terra accesa, riprendendo il muro.
[modifica] Produzione
Il film è stato girato a Barcellona, nella Rambla de Catalunya, sotto assoluto segreto, utilizzando telecamere digitali per narrare la storia in tempo reale. Il costo del film è stato di 1,5 milioni di euro.
I registi hanno scelto di mostrare tutto il film attraverso la cinepresa, per far vivere in prima persona l'angoscia delle persone coinvolte, come se tutta la vicenda stesse succedendo realmente. Questa tecnica è stata utilizzata anche nei film Cannibal Holocaust, 84C MoPic altrimenti noto come 84 Charlie MoPic, The Blair Witch Project e Cloverfield con notevole successo.
[modifica] Curiosità
- Il cameraman Pablo non viene mai ripreso interamente: compaiono solo le sue scarpe in un momento in cui la videocamera era stata momentaneamente abbandonata a terra e le sue mani quando cerca le chiavi nella stanza del proprietario dell'edifico.
- Per l'aspetto della bambina Medeiros cresciuta, i registi Paco Plaza, Jaume Balagueró si sono rivolti all'attore spagnolo Javier Botet, un uomo alto e magrissimo, ci sono volute 7 ore di lavoro perchè il trucco sul corpo Botet fosse ultimato, il truccatore è David Ambito.
- Appese alle pareti del laboratorio medico, teatro dell'ultima parte del film, ci sono titoli di articoli di vecchi giornali che parlano tutti del caso della bambina portoghese posseduta, tra questi ce n'è uno scritto in italiano, (probabilmente il giornale veniva da Roma, dato che il Vaticano voleva investigare su questo agghiacciante fenomeno).
I titoli che si intravvedono sono i seguenti; (POSESIÓN: El vaticano investiga la posible posesión de la niña portuguesa), (Portugal conmocionado por el caso de la niña poseída), (Bambina arrabbiata: possessione o malattia?), (Sospendido o caso Medeiros), (Da menina Tristana Medeiros), (O caso da polêmica: a máo do homem, náo a do diabo), (La niña Medeiros desaparece misteriosamente).
[modifica] Sequel
È stato annunciato in Spagna il sequel di REC intitolato REC 2. Una locandina teaser è apparsa on line sul sito spagnolo Aullidos.com ed inoltre sono usciti due diversi teaser trailer del film su alcuni siti di cinema italiani.
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su REC dell'Internet Movie Database
- Sito ufficiale italiano
- Scheda su REC de Il mondo dei doppiatori

