Segundo de Chomón

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Segundo de Chomón

Segundo Víctor Aurelio de Chomón y Ruiz (Teruel, 17 ottobre 1871Parigi, 2 maggio 1929) è stato un cineasta spagnolo, pioniere del cinema nel suo paese e a livello internazionale, e innovatore delle tecniche cinematografiche.

La casa hechizada (1906)
Fotogramma da:Hotel electrico

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Discendente da una nobile famiglia di origini francesi[1], studiò meccanica e ingegneria a Saragozza. Tra il 1895 e il 1897 fece un viaggio a Parigi, città dove scoprì il Cinématographe dei fratelli Lumière e conobbe l'attrice Julienne Mathieu, che lo avvicinò a questo strumento e che divenne sua moglie.

Nel 1898 compì il servizio militare a Cuba, dove si svolse la guerra ispano-americana. Rientrato dal conflitto, lasciò il suo paese natale e si recò nuovamente a Parigi per dedicarsi alla cinematografia. Iniziò lavorando nel laboratorio di Georges Méliès, e qui ideò un particolare sistema di colorazione a mano dei fotogrammi mediante anilina.

Dal 1902 girò i primi documentari e film "a soggetto", tra cui Choque de trenes. Sempre in quell'anno a Barcellona creò due stabilimenti, uno per lo sfruttamento industriale del sistema, l'altro di sviluppo e stampa. Nella città catalana collaborò inoltre con le case cinematografiche Macaya y Marro e Hispano Films.

Nel 1906 ritornò a Parigi dove fu assunto dalla Pathé Frères, casa con la quale collaborò qualche anno prima in Spagna, per la coloritura dei fotogrammi dei film destinati al mercato dei paesi ispanofoni. Nella casa parigina vi lavorò per quattro anni e collaborò alla realizzazione di oltre 150 film e creò il sistema Pathécolor.

Negli anni passati alla Pathé, il Chomón si affermò come uno dei maestri degli effetti speciali, visto che fu tra i primi in assoluto a utilizzarli. Nei suoi film si divertì a passare da un trucco visivo all'altro usando dissolvenze, riprese dall'alto, sovrapposizioni di inquadrature, mascherini e contromascherini, arresto di fotogramma (per apparizioni e sparizioni), scatto singolo (per animare gli oggetti), ecc.

Mise a punto la tecnica del giro di manovella o scatto singolo nel film Hotel elettrico (1908) che dava l'impressione che gli oggetti si muovessero da soli.

Inoltre, il Chomón, per la sua capacità di rappresentare cinematograficamente temi scientifici, venne definito il "Méliès spagnolo"[2].

Ritornò a Barcellona nel 1910, e qui assieme a Joan Furster Garí fondò una propria manifattura denominata Chomón y Furster, le cui attività durarono due anni e produsse oltre 37 pellicole di vario genere.

Nel 1912 fu assunto dall'Itala Film di Torino come direttore della fotografia e operatore di ripresa. De Chomón diede un notevole contributo alla modernizzazione del cinema italiano con l'introduzione degli effetti speciali, e assieme al patron dell'Itala, Pastrone, ideò il sistema del carrello utilizzato nelle riprese del kolossal del 1914, Cabiria.

Presso la casa torinese, il Chomón collaborò a molte altre pellicole, come alcune della serie Maciste, e vi realizzò il primo film italiano d'animazione dal titolo La guerra e il sogno di Momi (1917), dove creò una sequenza a pupazzi animati, colorata utilizzando le tecniche del viraggio e dell'imbibizione[3].

Dal 1919 al 1921 fu all'Albertini Film, piccola casa cinematografica diretta dall'attore Luciano Albertini. Nuovamente in Francia nel 1923, vi furono le sue ultime collaborazioni, come nel film Napoleone del 1927.

Schermata dal film -La guerra ed il sogno di Momi- 1917

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Transformations elastiques (1908)
Metamorphoses du papillon
Les Lunatiques (1908)
Le theatre electrique de Bob (1909)
Le Spectre rouge (1907)

Regista[modifica | modifica sorgente]

Direttore della fotografia[modifica | modifica sorgente]

Effetti speciali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ de Chomón è la forma ispanizzata del cognome francese de Chaumont
  2. ^ M. Merzagora, Scienza da vedere: l'immaginario scientifico sul grande e sul piccolo schermo, Alpha Test, 2006, p. 49
  3. ^ S. Bernardi, Svolte tecnologiche nel cinema italiano: sonoro e colore, una felice relazione fra tecnica ed estetica, Carocci, 2006, p. 141

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV. - Enciclopedia dello spettacolo - Roma, Le Maschere editore, ed. varie.
  • E. Pasculli - Il grande cinema europeo: linguaggi, tendenze, tecnologie - Roma, Cinecittà International, 1992, ISBN 8820210495.
  • J. G. Tharrats - Los 500 films de Segundo de Chomón - Saragozza, Universidad de Zaragoza, 1988, ISBN 8477330409.
  • J. G. Tharrats - Segundo de Chomón: un pionnier méconnu du cinéma européen; Espagne, France, Italie, 1902 - 1928 - Parigi, L'Harmattan, 2009, ISBN 229609970X.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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