Dolly (cinema)
Il dolly è una sorta di carrello sul quale si monta una macchina da presa o una videocamera. Necessita di binari su cui poter essere trainato da uno o più macchinisti ed oltre al peso della macchina da presa deve sopportare anche quello di un operatore. Il carrello base è costituito da binari con segmenti di varie misure (3, 2, 1,5, 1 metri) e da curve che vengono composti dai macchinisti a seconda delle esigenze dell'inquadratura; su detti binari possono scorrere carrelli di vario tipo, il più semplice è costituito da un piano d'alluminio con ruote doppie appaiate e prende il nome di Piattina e su questa può essere montata una torretta idraulica telescopica per regolare l'altezza della macchina da presa, oppure una serie di canne fisse, a segmenti di varie lunghezze e prende il nome di Bazooka, e ancora può essere montato un dolly. Tutti i vari modelli di carrelli costruiti nel tempo mantenevano la stessa misura di scarto dei binari essendo stata brevettata negli anni 1950, dopo che tali Binari sostituirono quelli di legno e ruote di gomma degli anni '40, rendendo compatibili fra loro carrelli costruiti in paesi diversi.
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[modifica] Storia
L'invenzione del dolly sembra attribuibile al regista e tecnico canadese-statunitense Allan Dwan, anche se qualcuno sostiene sia invece un brevetto del 1912 dell'italiano Giovanni Pastrone.
[modifica] Impieghi
Viene utilizzato in film, "live" musicali e trasmissioni televisive. In queste ultime si adotta un dolly motorizzato che supporti solo la camera e che si possa alzare ed abbassare automaticamente.
[modifica] Modelli particolari
Il rotambulator era un dolly il cui peso superava i tre quintali. Poteva sollevare la macchina da presa da 45 cm fino a due metri di altezza, permettendo all'operatore di fare panoramiche, di piegarsi in alto o in basso e spostasi agevolmente su un carrello.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
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