Dissolvenza

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La dissolvenza (il corrispondente termine inglese è fade) è uno dei segni di interpunzione del linguaggio cinematografico o televisivo e sta ad indicare la fine di una scena o di una sequenza. Il suo opposto è l'assolvenza (fade in), posta all'inizio di una sequenza.

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

La dissolvenza si differenzia dallo stacco (che consiste nel passaggio istantaneo da un'inquadratura ad un'altra) per lo sfumare graduale dell'immagine.

  • La dissolvenza in nero, ad esempio, in cui l'immagine si oscura gradualmente fino ad essere sostituita dallo schermo nero indica la pacata conclusione di una scena, così come un'assolvenza di un'inquadratura da schermo nero ne segnala il lento avvio.
Effetto di dissolvenza in nero
Effetto di assolvenza in nero

In teoria un'inquadratura può sfumare da o verso qualunque colore, ma nella pratica ha senso solo l'uso del nero, essendo la dissolvenza un effetto utile solo per terminare o iniziare una scena.

  • Quando un'inquadratura si dissolve non verso un colore ma verso un'altra inquadratura, che si sovrappone a questa tramite assolvenza si parla invece di dissolvenza incrociata. Un uso comune della dissolvenza incrociata è quello di delimitare un flashback.
Effetto di dissolvenza incrociata

Lo stacco morbido[modifica | modifica wikitesto]

Nel linguaggio televisivo, una dissolvenza incrociata molto breve (indicativamente sotto i 5 fotogrammi) viene talvolta chiama soft cut o stacco morbido e viene utilizzata, per esempio, quando la narrazione ha un ritmo sostenuto su uno sfondo musicale, oppure per raccordare tra di loro immagini molto simili, riprese dallo stesso punto di vista, evitando l'aspetto sgradevole di uno stacco in asse e dando nel contempo l'idea di un ritmo narrativo accelerato. Un esempio di questa tecnica si ha nelle interviste doppie rese celebri dalla trasmissione Le Iene.

Esempio di dissolvenza incrociata tra due immagini fisse.

La dissolvenza tenuta[modifica | modifica wikitesto]

La dissolvenza tenuta è un tipo particolare di dissolvenza, dove la transizione tra le due immagini viene fermata a un certo punto. Viene usata per effetti particolari soprattutto nel campo televisivo, mantenendo contemporaneamente le due immagini sovrapposte, variandone a volte la percentuale di opacità.

Aspetti tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Dissolvenza, assolvenza e dissolvenza incrociata sono tutte operazioni che in campo cinematografico vengono eseguite durante la fase di montaggio di un film o di un documentario. La tecnica più comune prevede la realizzazione durante la fase di stampa, e in particolare con la stampa A/B che prevede la divisione del negativo in due rulli, uno con dissolvenza e uno con l'assolvenza.

La prima dissolvenza della storia del cinema fu realizzata nel 1899 da Georges Méliès per la transizione tra le scene nel film Cendrillon (Cenerentola).

In campo televisivo, la dissolvenza viene eseguita dal mixer video sia in diretta che in produzioni registrate, tramite l'interpolazione dei livelli di voltaggio del segnale video nel caso del video analogico e tramite l'interpolazione dei campioni nel caso di video digitale. I mixer più moderni possono eseguire sia la dissolvenza incrociata classica che la dissolvenza additiva, la quale prevede, invece della contemporanea dissolvenza e assolvenza delle due immagini, la somma delle prima immagine alla seconda fino al punto centrale di sovrapposizione delle due immagini e la successiva, graduale sottrazione della seconda.

Nei software di montaggio non lineare, ogni tipo di dissolvenza viene eseguita interpolando i valori delle immagini digitalizzate.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Solarino, Video produzione digitale, Vertical 1999