Charles-Lucien Lépine

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Charles-Lucien Lépine (Bordeaux, 3 marzo 1859Torino, 15 gennaio 1941) è stato un inventore e regista cinematografico francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tra i pionieri del cinema francese, Lépine fu il primo ad importare nel suo paese il kinetoscopio di Edison. Conobbe Charles Pathé, e fu tra i primi collaboratori della Pathé-Frères, inizialmente come cameraman, poi promosso nel 1904 a direttore generale degli stabilimenti e come regista. Diresse 15 cortometraggi fino al 1906.

Convinto assieme ad altri tecnici della casa parigina, dall'imprenditore italiano Carlo Rossi a venire a Torino per lavorare nella sua manifattura, la Carlo Rossi & C., di questa ne divenne il direttore artistico nel 1907. Il suo passaggio alla Carlo Rossi & C. (la futura Itala Film), scatenò la dura reazione da parte di Pathè che lo accusò di importare in Italia dei "segreti di fabbricazione"[1] e questo fatto gli costò l'arresto e 10 mesi di prigione[2].

Dopo aver scontato la pena andò a lavorare in Olanda, e poi ritornò in Italia dove alla fine degli anni dieci aprì un'attività per la fabbricazione e vendita di apparecchi e strumenti per la cinematografia, da egli stesso inventati e brevettati. Di sua invenzione la macchina per tagliare pellicole cinematografiche di 35 mm longitudinalmente in due parti, il cui brevetto gli venne rilasciato nel 1927.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. - Filmlexicon degli autori e delle opere - Roma, Bianco e Nero, ed. varie.
  • J. Gili, A. Tassone - Parigi-Roma: 50 anni di coproduzioni italo-francesi (1945-1995) - Milano, Il castoro, 1995, ISBN 8880330594.
  • L. Le Forestier - Aux sources de l'industrie du cinéma: le modèle Pathé, 1905-1908 - Parigi, L'Harmattan, 2006, ISBN 2296022693.
  • M. Marié, L. Le Forestier - La firme Pathé frères, 1896-1914 - Parigi, Association française de recherche sur l'histoire du cinéma, 2004, ISBN 2913758827.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M. Canosa, G. Carluccio, F. Villa, Cinema muto italiano: tecnica e tecnologia vol. 2 , Carocci, 2006, p. 97
  2. ^ (EN) Encyclopedia of early cinema (p. 552) di R. Abel, Taylor & Francis, 2005

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]