Viraggio (fotografia)

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Esempio di foto virata seppia

Il viraggio è un procedimento chimico che conferisce alla stampa fotografica un colore particolare, grazie a bagni appositi; il viraggio ha la funzione principale di garantire una migliore conservazione nel tempo della stampa fotografica.

Fotografia[modifica | modifica wikitesto]

Il viraggio è stato molto usato fino all'inizio del XX secolo anche perché conferisce una maggiore stabilità all'immagine. Il più diffuso e più noto è il viraggio seppia, oggi usato soprattutto per dare all'immagine un sapore "d'epoca", ma esistono anche altri tipi di viraggi, dipendenti dalle sostanze usate: viraggio al selenio (tra i più noti e diffusi), ai ferrocianuri (cadmio, cobalto, ferro, nichel, rame, titanio, uranile), all'oro e al platino.

Quando la colorazione è molto lieve si parla più propriamente di intonazione.

Nella fotografia digitale il termine "viraggio" viene usato anche a prescindere dalle originali connotazioni chimiche, con riferimento a una modifica equivalente dell'immagine finale ottenuta con programmi di fotoritocco.

Viraggio seppia[modifica | modifica wikitesto]

Il viraggio seppia è un procedimento di fotografia antica: oltre a rendere un'immagine molto caratteristica, serve ad arrestare l'ossidazione dell'argento col metodo della solfurazione; ciò permette di far durare l'immagine molto più a lungo; praticamente, l'argento metallico, invece di combinarsi con l'ossigeno dell'aria, si combina con lo zolfo. Il procedimento consiste di due bagni successivi:

  1. La sbianca, che prepara al bagno successivo (è simile all'indebolitore di Farmer, ma molto più concentrato);
  2. La solfurazione, con cui lo zolfo si fissa all'argento metallico, dando un'intonazione bruno-marroncina.

Cambiando le proporzioni degli ingredienti si ottengono effetti più o meno pronunciati.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il procedimento del viraggio per la colorazione della pellicola è stato usato nel campo della cinematografia ai tempi del muto, la tecnica fu abbandonata alla fine degli anni venti dato che questa pregiudicava la resa del sonoro. Le colorazioni avevano un significato simbolico, per esempio il blu veniva usato per le sequenze notturne.

Alcuni esempi di film virati: