Chiesa di San Tomaso in Terramara

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Coordinate: 45°28′03.24″N 9°11′08.04″E / 45.467566°N 9.185567°E45.467566; 9.185567

Chiesa di San Tomaso in Terramara
La facciata
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località CoA Città di Milano.svgMilano
Religione Cristiana Cattolica di rito ambrosiano
Titolare Tommaso apostolo
Diocesi Arcidiocesi di Milano
Consacrazione XI secolo
Architetto Gerolamo Arganini
Stile architettonico barocco, neoclassico
Completamento 1576
Sito web XIX secolo

La chiesa di San Tommaso in Terramara o in Terramala è un luogo di culto cattolico di Milano di antica fondazione, situato nel centro storico, in via Broletto. È rettoria della parrocchia di Santa Maria del Carmine dell'arcidiocesi di Milano[1] e cappellania della comunità dei fedeli filippini milanesi.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie della chiesa e della parrocchia si hanno già dall'XI secolo ed appare nell'elenco delle parrocchie del sestriere di porta Comasina. Della origine della singolare dicitura in terramara non si trova una spiegazione certa e diverse sono le ipotesi, ma vale la pena ricordare quanto il conte Giorgio Giulini[3], storiografo milanese del XVIII secolo, scriveva:

«Vediamo altresì che si trova dentro la città un sito chiamato Terra mala, da cui ha preso la denominazione la chiesa di san Tomaso soprannominata in terra mala, ora corrottamente in terra mara. Si può stabilire sicuramente che il sito della città, chiamato fin dal secolo XI Terra mala, abbia dato il soprannome alla chiesa di san Tomaso; per qual ragione poi quel sito così venisse addomandato, io non so dirlo, perchè i motivi che volgarmente se ne adducono, non sono appoggiati ad alcun sodo fondamento».[4]

Il Latuada, nella sua Descrizione di Milano (1738) riferisce quella che potrebbe essere una convincente spiegazione, ovvero che essendo la chiesa di San Tomaso nelle antiche carte spesso citata con due nomi diversi, San Tommaso in Cruce de Sigeriis o, come più spesso si troverà nei secoli più tardi, in Cruce Sichariorum, la chiesa potrebbe essere stata la medesima e che, nata come cappella privata della famiglia dei Sigerii, potrebbe essere stata vicina al luogo dove si eseguivano le condanne a morte dei criminali: da qui l'appellativo in Terra Mala, dal chiaro significato.[5][6]

Per curiosità un'antica leggenda milanese narra che il nome derivi da un episodio in cui Giovanni Maria Visconti, furioso in seguito al rifiuto del parroco della chiesa di celebrare la sepoltura di un uomo la cui vedova non aveva i mezzi per pagare il compenso al prete, fece seppellire lo stesso prete da vivo nella bara del defunto nel cimitero della chiesa, da cui il nome di San Tomaso in Terra Amara o Terra Mala, poi contratto in Terramara o Terramala.

Verosimilmente la dicitura parrebbe essere stata apposta nell'XI secolo da popolazioni sfuggite alle invasioni barbariche di quegli anni e rifugiati nella città di Milano: a memoria delle terre da cui provenivano avrebbero chiamato quell'area Terra Amara o Terra Mala.

Arte e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Interno

Della chiesa originaria non rimane oggi nulla: la struttura odierna è un misto tra interventi seicenteschi e neoclassici. La facciata fu costruita tra il 1825 e il 1827 da Gerolamo Arganini e rappresenta una delle possibili tipologie di chiese neoclassiche: essa è introdotta da un pronao esastilo di ordine ionico sorreggente un frontone triangolare che nasconde parzialmente il finestrone semicircolare[7].

La chiesa si presenta all'interno con una pianta longitudinale ad un un'unica navata che si conclude sull'abside semicircolare che contiene l'altare neoclassico di Giuseppe Zanoia risalente al 1779. Tra le varie pale d'altare nella chiesa si segnala Gloria di San Carlo Borromeo attribuito a Giulio Cesare Procaccini (1610)[8].

Nella prima cappella di destra è da segnalare la Statua della Vergine traslata in San Tomaso nell'anno 1887: la statua, sul cui capo è poggiata una corona posta da San Carlo Borromeo, era originariamente ospitata in San Nazaro in Pietrasanta e fu qui trasferita dopo la demolizione di quella chiesa con una grande processione la notte del 15 dicembre 1887.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S. Tomaso in Terramara in Le chiese delle Diocesi italiane, http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 28 febbraio 2014.
  2. ^ Cappellania filippina "S. Tomaso" in Cappellania generale dei migranti dell'Arcidiocesi di Milano, http://www.cappellaniamigrantimilano.it. URL consultato il 28 febbraio 2014.
  3. ^ Il conte fu sepolto proprio in questa chiesa nel 1780
  4. ^ Memorie spettanti alla storia: al governo ed alla descrizione della città e campagna di Milano ne' secoli bassi, Milano 1854
  5. ^ Capitolo di San Tommaso in Terra Amara dal sito Lombardia beni culturali
  6. ^ Descrizione di Milano : ornata con molti disegni in rame delle fabbriche più cospicue, che si trovano in questa metropoli Serviliano Latuada, 1737
  7. ^ Pisaroni, op. cit., p. 53
  8. ^ Pisaroni, op. cit., p. 54

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Micaela Pisaroni, Il neoclassicismo - Itinerari di Milano e Provincia, Milano, NodoLibri, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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