Chi trova un amico, trova un tesoro

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Chi trova un amico, trova un tesoro
Chitrovaunamicotrovauntesoro.jpg
Una scena del film
Titolo originale Chi trova un amico, trova un tesoro
Paese di produzione Italia, USA
Anno 1981
Durata 102 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, azione, avventura
Regia Sergio Corbucci
Soggetto Mario Amendola, Sergio Corbucci
Sceneggiatura Mario Amendola, Sergio Corbucci
Fotografia Luigi Kuveiller
Montaggio Ashley Daleki
Musiche Carmelo e Michelangelo La Bionda
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Non c'è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo! »
(Charlie ad Alan)

Chi trova un amico, trova un tesoro è un film diretto dal regista Sergio Corbucci.

Trama[modifica | modifica sorgente]

«Solo Puffin ti darà forza e grinta a volontà!»
(frase promozionale detta spesso da Charlie (Bud Spencer) per sponsorizzare la sua marmellata proteica)

Alan è un giovane scapestrato che scommette ai cavalli prosciugando i risparmi del vecchio zio Brady. Costui, malato di meningite tropicale, da tempo gli racconta di un tesoro nascosto in un'isola deserta. Charlie è in procinto di partire per una crociera attorno al mondo in solitaria, sponsorizzato dall'azienda produttrice della marmellata Puffin. Alan, inseguito da strozzini intenzionati a dargli una lezione, si rifugia sulla barca di Charlie proprio mentre questi sta per salpare, e riesce a dirottarla verso l'isola del tesoro sabotando la bussola magnetica con una moneta.

Charlie si accorge della presenza di Alan a bordo solo dopo che costui, spinto dai morsi della fame, sottrae il cibo che il marinaio aveva preparato per sé (l'enorme scorta di marmellata Puffin che avrebbe dovuto sostentarlo durante la crociera era stata gettata in mare proprio da Charlie, disgustato, poco dopo la partenza). Quando Charlie scopre che Alan è a bordo e fa sparire sistematicamente il cibo, si infuria e cerca di colpirlo, ma in qualche modo i due arrivano ad una tregua, finché Charlie non si accorge che Alan ha dirottato la barca verso la presunta isola del tesoro.

A quel punto a bordo comincia una nuova colluttazione, che si conclude con il naufragio dei due, caduti fuori bordo. Persa la barca alla deriva i due riescono a raggiungere a nuoto l'isola, dove incontrano una primitiva tribù indigena, i cui personaggi di spicco sono Mama, la regina, e Anulu, suo figlio.

Dopo una prova di forza, con uno scontro fisico tra Anulu e Charlie vinto facilmente da quest'ultimo, i due sono accolti dalla tribù. Charlie e Alan si ritrovano poi a difendere la tribù stessa da moderni pirati, che attaccano ripetutamente l'isola predandola di giovani donne e uomini robusti. Sebbene in netto svantaggio numerico, Charlie e Alan a suon di botte li costringono ad una fuga precipitosa.

In seguito i due si mettono alla ricerca del presunto tesoro sepolto, fallendo ripetutamente. La svolta si verifica quando i due scoprono che sulla sommità dell'isola esiste un fortino giapponese risalente alla seconda guerra mondiale, ancora difeso da un unico anziano soldato fantasma che spara a chiunque tenti di avvicinarsi. In seguito si scoprirà che il giapponese, Kamasuka, padre di Anulu e compagno di Mama, non era mai stato avvertito della fine della guerra. Charlie e Alan riescono a espugnare il fortino rimettendo in moto un vecchio carrarmato giapponese, trovato nascosto nella vegetazione, dietro suggerimento di Mama.

Kamasuka è costretto ad arrendersi, e dopo essere dissuaso dal commettere suicidio rituale per l'onta della sconfitta, porta Alan e Charlie ai sotterranei del fortino, dov'è custodito da decenni un vero tesoro in denaro contante per milioni di dollari. In quel momento arrivano con un idrovolante anche gli strozzini che inseguivano Alan, e che avevano costretto il vecchio zio a farsi ridisegnare la mappa. Con l'aiuto di Kamasuka e Anulu, Alan e Charlie riescono a catturare gli strozzini, e così hanno un mezzo per tornare alla civiltà.

Quella stessa sera, i due partecipano alla festa di matrimonio di Kamasuka e Mama, ma ad un certo punto, questi prendono da parte Alan e lo conducono nella loro capanna, dove gli donano un'antica scultura dell'isola e gli svelano che il denaro è falso. Alan li prega di non rivelare niente a Charlie riguardo al regalo per evitare che ci resti male (e anche perché teme che Charlie possa rivalersi su di lui scoprendo di aver sopportato invano ogni genere di peripezia). Charlie però si trova fuori dalla capanna ed origlia parte della conversazione, convincendosi che Alan intenda tenere per sé l'intero tesoro.

Il giorno dopo Charlie cerca di anticipare il rivale, sottraendo tutti i soldi ed abbandonando l'isola con l'idrovolante, non prima da essere trattenuto con la scusa di un romantico addio da ciascuna delle tre giovani figlie di Mama su espressa richiesta di Alan per permettere a quest'ultimo di salire sul velivolo di nascosto. Tuttavia i due dovranno tornare sull'isola precipitosamente quando Kamasuka li informa via radio del ritorno dei pirati, che liberati gli strozzini hanno catturato e minacciano di morte l'intera tribù. Esaurito il carburante ed atterrati rocambolescamente sul villaggio, danno inizio ad una scazzottata che termina con l'arresto dei malridotti malviventi da parte dei marinai americani della portaerei Forrestal, il cui aiuto era stato richiesto da Alan e Charlie ed accorsi sull'isola per ritirare il denaro.

I militari spiegheranno che il denaro, paga dell'undicesima flotta che combatté durante la seconda guerra mondiale, era autentico. Poiché durante la guerra esso fu trafugato, il Pentagono fece spargere la notizia che era denaro falso. I giapponesi, presa per buona la notizia, abbandonarono tutto sull'isola al termine del conflitto. Un solo uomo, in qualità di sentinella, era al corrente della verità: lo zio Brady.

Dopo che i militari abbandonano l'isola in elicottero, non senza un encomio all'onestà dei due compagni, Charlie insegue Alan, fuori di sé per la perdita del denaro. Il film si conclude con Charlie e Alan che appaiono dentro un museo a fare pulizie, vicino al manufatto dell'isola donato ad Alan da Mama e Kamasuka. La statua, finita dentro uno dei sacchi col denaro, valutata dieci milioni di dollari, reca una targa con un riferimento all'avventura di cui è stata parte.

Colonna Sonora[modifica | modifica sorgente]

A differenza della maggior parte dei film della coppia Spencer-Hill (di solito musicati dagli Oliver Onions) la colonna sonora di questo film è dei fratelli La Bionda.[1] Il brano principale del commento musicale è Movin' cruisin' eseguito dai The Fantastic Oceans.[1]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il nome dell’isola nel film è “Pongo Pongo”, conosciuta anche come “Chow Key”; entrambi sono nomi di fantasia. Una delle tracce della colonna sonora del film s’intitola “Corbucci’s Island” ed è chiaramente ispirata al cognome del regista del film.
  • Durante il film si accenna al fatto che sono passati 36 anni dalla fine della seconda guerra mondiale. Questo imposta il film temporalmente intorno al 1981, che è l’anno in cui il film è uscito nelle sale.
  • La marmellata Puffin è diventata realtà: è prodotta in Germania e il logo e il motto sono quelli del film.[2]
  • Il film è stato girato nella penisola di Key Biscayne, nei pressi di Miami.
  • La portaerei USS Forrestal (CV-59), leadship della sua classe, è visibile su Google Maps a queste coordinate: 41°31′38.02″N 71°18′58.5″W / 41.527228°N 71.31625°W41.527228; -71.31625.
  • La barca utilizzata nel film è una Willard Vega 30 Horizon.
  • In un messaggio inserito nei titoli di coda del film si legge: “Il regista e l’intera produzione ringraziano di cuore le persone e le autorità dell’isola per la collaborazione cortese e generosa fornita durante le riprese di questo film e promettono solennemente di non tornare, né rivelare a nessuno la posizione di questo ultimo paradiso incontaminato”.
  • Nel film fa la sua ultima apparizione cinematografica l'attore Claudio Ruffini.
  • Il personaggio di Kamasuka ricorda la figura di Hiroo Onoda, ex ufficiale dell'intelligence giapponese che continuò a combattere sull'isola filippina di Lubang nonostante la resa del Giappone nella Seconda guerra mondiale. Nel 1974, grazie all'intervento di un suo ex-comandante, si riuscì a convincere Onoda a deporre le armi e ad arrendersi.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b fansite "Bud & Terence".
  2. ^ Il sito è: www.puffin-marmelade.de. Il motto nella versione tedesca è: "Nur Puffin schenkt Dir die Kraft und Ausdauer, die Du brauchst!" ("Solo Puffin ti dà la forza e la resistenza di cui hai bisogno!").
  3. ^ Ansa.it Addio a Hiroo Onoda, si arrese dopo 30 anni

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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