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Satanismo

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Illustrazione di Martin van Maële sul Sabba, nell'edizione del 1911 di La Sorcière, di Jules Michelet.

Satanismo è un termine generale che ricopre un'ampia gamma di significati, principalmente letterari, artistici, poetici, religiosi e filosofici, che hanno come punto di riferimento la figura di Satana, inteso e rappresentato in numerosi modi, non necessariamente biblici; talvolta come un simbolo o un archetipo, altre volte come un personaggio immaginario, e ancora come un essere realmente esistente.

Originariamente indicava un genere immaginativo poetico-letterario, con iconografie caratteristiche, attestato per la prima volta come fenomeno letterario nell'ambito della letteratura inglese del romanticismo nel XIX secolo; diffusosi poi in Europa, si ritrova anche in alcuni autori del decadentismo come Percy Bysshe Shelley, George Gordon Byron, Oscar Wilde, Charles Baudelaire e vari altri[1].

Storia

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia degli ebrei, Storia di Israele e Storicità della Bibbia.

Età antica

Miti della mezzaluna fertile
serie
Marduk and pet.jpg
Antica mitologia mesopotamica
Antica mitologia levantina
Nomi di Dio nella Bibbia ebraica
Antica mitologia araba
Religione mesopotamica
(EN)

«Satan's ancestry is the result of an elaborate cross-breeding of traditions that has spanned millennia.»

(IT)

«L'ascendenza di Satana è il risultato di un elaborato incrocio di tradizioni che è durato millenni.»

(Mathews, p. 1)

La figura occidentale di Satana o del demonio risale a numerosi secoli antecedenti rispetto alla nascita della cultura giudaico-cristiana: si possono ritrovare le sue origini nella zona del Medio Oriente, in particolare nelle mitologie e religioni del Vicino Oriente antico, mesopotamiche, egizia, zoroastriana, caldea e cananea, caratterizzate da un pantheon o dalla credenza in divinità o spiriti malvagi e crudeli, ma anche neutrali o associati a catastrofi naturali (si confronti con Seth)[2][3].

Fu principalmente a causa dell'influenza zoroastriana sull'élite ebraica di Gerusalemme, avvenuta durante l'esilio babilonese, che l'ebraismo del Secondo Tempio iniziò a sviluppare una complessa teologia morale sul dualismo dell'eterna lotta tra bene e male, le cui tracce si possono abbondantemente ritrovare nell'apocalittica giudaica e nel giudaismo enochico (corrente di pensiero ebraica a cui vanno attribuiti numerosi apocrifi dell'Antico Testamento)[4].

L'influenza zoroastriana e caldea tuttavia fu molto importante anche per il passaggio dal concetto di Sheol a quello dell'Inferno (insieme alla visione greca del Regno dei Morti), del giudizio divino, della punizione per i malvagi, dell'identificazione del male con il serpente[2], e, infine, con la nascita della demonologia nell'ebraismo rabbinico[5].

Nel Tanakh e nell'ebraismo del Secondo Tempio

Il Tanakh o "Bibbia ebraica" è molto povero di riferimenti a Satana (viene citato solo quattro volte)[6], e comunque viene relegato ad un ruolo minore nei pochi libri in cui compare[2]. La maggior parte dei demoni che vengono citati sono in realtà delle divinità presenti nei pantheon cananei ed egizi, che sono stati "demonizzati" in seguito alla divisione degli antichi israeliti dal popolo di Canaan e dalle altre popolazioni che all'epoca risiedevano in Palestina e nel Levante, per ragioni di carattere nazionalistico e indipendentista[7][8][9][10].

Nonostante Satana venisse già citato nel libro di Zaccaria, il primo manoscritto biblico in cui Satana fa la sua vera comparsa è il libro di Giobbe, uno dei testi prodotti dalla corrente del giudaismo sapienziale, la quale, così come gli apocalittici, cercava un modo per spiegare l'origine del male e la sofferenza umana[4].

Illustrazione del libro di Giobbe da un manoscritto miniato (1200).
Nell'immagine sono presenti Giobbe piagato e due diavoli che gli si avvicinano.

La figura di Satana, nel Libro sacro, è spiegata mirabilmente da Gregorio Magno nei Moralia in Iob.

L'esempio ebraico si esplica nello Tanakh e svolge sempre il ruolo di angelo subordinato a Dio ed esegue gli ordini di quest'ultimo, senza mai ribellarsi. L'interpretazione teologica che vede Satana nel serpente di Genesi è in realtà molto tardiva, e non venne formulata dagli ebrei ma dai cristiani, che ancora oggi utilizzano questo modo di considerare il suddetto animale nel mito in questione. Sta di fatto però che nella cultura ebraica il serpente non ha nessun significato particolare[2].

Dopo la scomparsa della corrente apocalittica giudaica e la fine del periodo del Secondo Tempio, i cui unici rimasugli furono le sette del giudeo-cristianesimo e una minore influenza sull'ebraismo rabbinico[11], gli ebrei rabbinici abbandonarono le idee apocalittiche e tornarono a considerare l'esistenza di un esclusivo Dio benevolente, usando come basi gli insegnamenti dei rabbini del Talmud, e l'impossibilità di ribellione da parte degli angeli, in quanto creati senza peccato[12]. Nonostante ciò le tradizioni ebraiche su Samael, che comprendono racconti e leggende riportati nell'Aggadah (ereditate anche dai cristiani) e le spiegazioni sull'esistenza del male presenti nella Qabbalah continuarono in momenti diversi a far riemergere la figura di un angelo ribelle. Tuttavia, nell'ebraismo il diavolo (costruito soprattutto su religioni e tradizioni straniere) rimane un'allegoria delle inclinazioni o comportamenti negativi che fanno parte della natura umana[12].

Nel Nuovo Testamento

Raffigurazione del Leviatano dalla Miscellanea ebraica del Nord della Francia. 1278 circa.

Il Nuovo Testamento presenta Satana, o il diavolo, molto più di frequente rispetto al Tanakh, in una maniera del tutto nuova e assolutamente negativa di questo personaggio[2]. Egli acquisisce un ruolo molto importante nelle narrazioni su Gesù come suo tentatore o accusatore. Viene inoltre associato a numerosi demoni-divinità straniere del Tanakh, come Baal o Beelzebub[13], e a figure mostruose della mitologia ebraica, come il Leviatano, soprattutto nell'Apocalisse di Giovanni.

Il Nuovo Testamento contiene una sorprendente agitazione di forze demoniache. Nel cristianesimo, Satana assume definitivamente il ruolo di spirito maligno e portatore dell'oscurità, contrapposto al Dio buono della luce, in questo caso Ahura Mazdā[2][14][15].

Ahreman scritto in medio persiano, presente nel Libro Pahlavi.

Nel giudeo-cristianesimo, prodotto del giudaismo enochico così come l'essenismo e influenzato anche da quest'ultimo (cfr. Rotoli del Mar Morto)[12][16], Satana assume definitivamente negli scritti evangelici lo stesso ruolo che Angra Mainyu ricopre nello zoroastrismo, cioè di spirito maligno e portatore dell'oscurità contrapposto al Dio buono della luce, in questo caso Ahura Mazdā[2][14][15].

I vangeli hanno contribuito enormemente a costruire una identità malvagia vera e propria di Satana, attribuendogli la totalità del male[16], molto distinta dal suo ruolo di angelo obbediente inviato da Dio, come invece era raffigurato nel Tanakh[2].

Età apostolica e patristica

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Disputa sulla povertà apostolica, Eresie dei primi secoli, Inquisizione medievale, Movimenti ereticali medievali, Riforma dell'XI secolo, Riforma spirituale medievale e Storia del cristianesimo in età medievale.

Il primo scrittore cristiano a identificare il serpente della Genesi con Satana fu probabilmente Giustino, nei capitoli 45 e 79 del Dialogo con Trifone, mentre altri padri della Chiesa a menzionare questo punto di vista furono Tertulliano e Teofilo di Antiochia[16].

Ulteriori interpretazioni errate cristiane sul Tanakh riguardo alla presenza o riferimenti a Satana sono ad esempio il passo biblico 14,12-15 del libro di Isaia, nel quale viene citata la "stella del mattino", cioè il pianeta Venere, che però in questo contesto diventa una metafora per la sconfitta del sovrano babilonese Nabucodonosor II, nemico degli israeliti, presente anche lui nel medesimo capitolo[2].

Nabucodonosor, dipinto di William Blake, 1795-1805, Tate Britain

Questa interpretazione cristiana e la sua erroneità va attribuita a san Girolamo, che tradusse, verso il 408[17], la Bibbia dal greco al latino, quindi dal termine Φωσφόρος (Phosphoros, cioè "portatore della luce") dedusse quello di Lucifer ("Lucifero"), il quale era già ricco di significati e proveniente da una tradizione letteraria e mitologica greco-romana affermata, che lo metteva in relazione con il leggendario Prometeo[2]. A causa di questa traduzione, la Vulgata, ma più che altro della sua interpretazione letterale, nella quale Girolamo considerava la "stella del mattino" di Isaia un angelo ribelle che cade dal cielo, egli pensò che si riferisse a Satana, e non al sovrano Nabucodonosor II, facendo entrare il termine "Lucifero" nel linguaggio cristiano come uno dei nomi di Satana.

Allo stesso modo anche altri passi del Tanakh; ad esempio il 28,14-15 del libro di Ezechiele viene interpretato dai cristiani come un riferimento a Satana, perché narra di un cherubino che, nonostante la sua perfezione, cadde in disgrazia. Il passo in questione, insieme all'intero capitolo, è però riferito al re di Tiro[18].

La concezione dualistica tra bene e male del paleocristianesimo venne influenzata anche dal contrasto tra materia e spirito dell'orfismo e platonismo greci[19]. Già dal 94-97 i cristiani del Mediterraneo concepivano Satana come un antagonista il cui obbiettivo è di condurre la cristianità alla dannazione. Ignazio di Antiochia affermava nelle sue lettere che Satana regna sul mondo da quando quest'ultimo è nato e che, grazie all'incarnazione di Gesù e all'imminente parousia, la fine del suo dominio sarebbe arrivata molto presto.

È chiaro quindi che Ignazio, così come la stragrande maggioranza dei successivi padri della Chiesa e leader cristiani, prendeva la Bibbia alla lettera invece di interpretarla. Ad ogni modo, le opere di Ignazio sono importanti dal punto di vista linguistico, poiché egli utilizza per primo per riferirsi a Satana la parola ἄρχων ("arconte")[19], termine che avrebbe assunto un particolare significato nello gnosticismo.

L'insistenza di Ignazio per Satana era dovuta al suo continuo e incessante pensiero verso il martirio, ed era tale da considerare persino un'iniziativa ecclesiastica priva dell'autorizzazione di un vescovo come un atto effettuato da un adoratore del diavolo[12]. In seguito venne bollata come un'opera di Satana la comparsa di scismatici ed eretici, contro i quali la Chiesa pronunciava anatemi sull'impossibilità di raggiungere il regno di Dio[20][21][22]. Dopo il I secolo diventò una misura standard da parte della Chiesa, accusare gli eretici o gli eterodossi di essere alla mercé del diavolo.[23]

Età moderna e contemporanea

Illustrazione dal Compendium maleficarum (1620 circa)

Le origini dei movimenti culturali e filosofici aventi come culto la figura di Satana non possono essere fatte risalire anteriormente al XIX secolo:[24] in particolare, secondo Dawn Perlmutter, la nascita del Satanismo inteso come fenomeno religioso potrebbe essere fatta risalire alla figura di Aleister Crowley e ai suoi scritti.[25]

A cominciare dal XV secolo si era tuttavia diffusa la credenza, in ambito cristiano, dell'esistenza di fenomeni organizzati di devozione a Satana, che furono pesantemente condannati in opere sulla stregoneria quali il Malleus maleficarum (1486 circa) e il Compendium maleficarum (1620 circa)[26]. I movimenti aventi come culto la figura di Satana hanno avuto sorti alterne di repressione e di revivescenza «a partire dai tempi di Luigi XIV, alla cui corte vengono celebrate le prime messe nere per ottenere favori e vantaggi materiali[26] fino al Satanismo contemporaneo, che nasce con Aleister Crowley, un facoltoso inglese vissuto nella seconda metà dell'Ottocento, che dedicò la sua vita all'occultismo. Crowley fondò la prima congregazione satanista della storia, a cui nel 1911 fornì un'abbazia a Cefalù, in Italia, dove Crowley visse per qualche anno.

Nella storia del Satanismo riveste grande importanza la figura del regista underground di Hollywood, Kenneth Angaer e il suo amico Anton Szandor LaVey — pseudonimo di Howard Stanton Levey (1930-1997) — e con il cineasta underground di Hollywood Kenneth Anger, fondatori del Magic Circle nel 1961 e della Chiesa di Satana nel 1966»[27].

Nel 1966 il californiano Anton LaVey fondò a San Francisco la Chiesa di Satana, diffondendo questo culto prima negli Stati Uniti e, successivamente, in Europa, durante il periodo della cosiddetta controcultura[26]. In questo contesto venne proposto il "mito" dell'esistenza di un "Satanismo antico" che andava recuperato al fine di generare un autentico "Satanismo moderno". La stessa biografia "leggendaria" di Anton Lavey è oggi messa in discussione.[28]

Nel 1975 Michael Aquino, il quale aveva aderito nel 1969 alla Chiesa di Satana fondata da Lavey, se ne distaccò per fondare un movimento satanista alternativo, il Tempio di Set.[28] Il tramonto della controcultura ha progressivamente ridotto il proselitismo delle Chiese sataniche anche se non ha ridotto l'interesse per il Satanismo. Durante gli anni ottanta negli Stati Uniti d'America, in Canada e in Europa le autorità pubbliche, allarmate da una serie di episodi criminali, sospetti o presunti rinvenimenti di sacrifici umani o animali, nonché da numerose testimonianze di psicoterapeuti che riferivano di abusi satanici durante l'infanzia da parte di loro pazienti, nonché testimonianze di bambini maltrattati, hanno avviato una serie di indagini coinvolgendo le chiese sataniste e creando "allarme sociale" intorno ai loro culti. David G. Bromley[29] evidenzia tuttavia che non vi è alcuna prova del coinvolgimento della Chiesa di Satana e del Tempio di Set in questi presunti accadimenti, i quali, peraltro, sono stati frequentemente via via spiegati diversamente. Questi accadimenti, occorsi negli anni ottanta, hanno ridotto drasticamente, sempre secondo David G. Bromley, la diffusione delle Chiese di Satana.[29]

Caratteristiche del Satanismo

Il Satanismo in senso stretto è un movimento che ha come perno della propria filosofia il culto di Satana, e ne fa il punto di riferimento principale della sua ritualità.

Secondo lo scrittore decadente Joris Karl Huysmans (1848-1907), il Satanismo è un atteggiamento che «consiste in una pratica sacrilega, in una ribellione morale, in un'orgia spirituale, in un'aberrazione per nulla ideale e cristiana; risiede anche in un godimento temperato dal timore... la gioia proibita di trasferire a Satana gli omaggi e le preghiere dovute a Dio; consiste nell'inosservanza dei precetti cattolici che vengon seguiti all'incontrario, commettendo, per oltraggiare più gravemente Cristo, i peccati che egli ha più espressamente maledetti: la contaminazione del culto e l'orgia carnale»[30].

Movimenti e sette sataniche

Esistono differenti tipi di movimenti e sette sataniche.[31] Il sociologo delle religioni Massimo Introvigne e il CESNUR hanno classificato diverse tipologie di satanismo.[32]

Dalla varie sette, Satana viene concepito in diverse maniere: come archetipo di uno stato di coscienza superiore dell'uomo (Satanismo gnostico), che talora tende verso l'ateismo materialista (Satanismo razionalista); come una divinità a tutti gli effetti (Satanismo luciferiano e spirituale), o come un'entità spirituale preternaturale (Satanismo occultista).[senza fonte]

Satanismo occultista

Il satanismo occultista rappresenta la corrente più "nera" del Satanismo, comprendendo quel particolare percorso denominato "via della mano sinistra" che per secoli è stato concepito, appreso e trasmesso su base individuale.[senza fonte] Il Satanismo tradizionale è occultista proprio poiché segue il sentiero oscuro tracciato dalla via della mano sinistra, che è molto legato all'uso della magia nera[33], la quale assorbe molti concetti proposti dalle divulgazioni di John Milton, Eliphas Lévi e Aleister Crowley.

Croce rovesciata (o di San Pietro), simbolo sia anticlericale che dell'anticristo molto usato nell'ambito del Satanismo
Bafometto, di Eliphas Lévi. Simbolo esoterico e magico collegato al Satanismo

Il Satanismo occultista rappresenta la corrente più tradizionale ed ha una forte connotazione di stampo anticlericale. In questa corrente Satana viene considerato in grado di premiare chi si schiera con lui. Gli adepti tengono ben presente il racconto riportato dalla Bibbia giudeo-cristiana che descrive Satana come "principe delle tenebre", "angelo caduto" o "anticristo", e ne fanno un uso stereotipato del loro antagonismo. Tra i vari satanisti presenti sul territorio italiano, soprattutto a Torino[32], la tendenza comune è quella di venerare Satana compiendo rituali magici finalizzati ad ottenere il suo aiuto e la sua protezione[34].

Il Satanismo tradizionale occultista è quello che può contare sul maggior numero di adepti. In questo ambito Satana è venerato come un'entità spirituale antica, non malvagia, in grado di dare conoscenze occulte e poteri terreni ai maghi più preparati.[senza fonte] La ritualistica occultista è molto complessa e ha molte fonti, come ad esempio la Clavicula Salomonis, il Grimorium Verum, o la Cabala ermetica. Questa corrente pratica l'oscura via dell'Ars goetia. Il satanismo tradizionale occultista opera anche sul piano sociale, andando contro le sovrastrutture consuete della società, dal monoteismo al materialismo, passando per tutti quei riti, considerati vuoti e inutili, del cerimoniale religioso odierno. Gli occultisti nei loro rituali trattano con demoni di varia natura, riconosciuti dalle caratteristiche peculiari di ognuno, che spesso sono opposte a quelle rivelate dalle religioni monoteiste.[senza fonte]

Il panorama italiano dei satanisti occultisti si concentra soprattutto nel torinese,[35] dove tra i tanti, dal 2013 è presente il Tempio di Satana.[35] Alla corrente occulta del satanismo appartengono i seguaci del Tempio di Set di Michael Aquino, il quale, ex sostenitore dell'ateismo materialista propinato dalla Chiesa di Satana di Anton LaVey, si rese protagonista di uno scisma da quest'ultima, per concepire una visione più concreta di Satana, riconoscendolo come essere reale. A questa corrente di satanismo appartiene anche l'Ordine dei Nove Angoli che è stato il primo gruppo a descrivere il suo occultismo come "Satanismo tradizionale" nel suo Libro Nero di Satana, pubblicato nel 1984, e che rappresenta il gruppo più estremo di tale corrente.[senza fonte]

Satanismo razionalista (o ateo)

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Satanismo di LaVey e Chiesa di Satana.
Logo della Chiesa di Satana

Il satanismo razionalista nasce negli anni sessanta per opera del musicista Anton S. LaVey, che, attraverso La Bibbia Satanica, tentò di dare un fondamento razionale e compiuto alla sua visione del Satanismo. LaVey è stato il fondatore della Chiesa di Satana.[36]

Il satanismo razionalista è ateo ed è concepito in chiave estremamente materialista, edonista, anticristiana e umanista: i suoi adepti, pur non credendo in alcuna divinità, adottano il nome "Satana" — considerato il "ribelle" contro il dio cristiano, e dunque, Satana viene visto semplicemente come una figura emblematica di ribellione contro il sistema di valori cristiani — in contrapposizione alla dottrina cristiana, che ritengono essere oscurantista, in quanto mortificherebbe l'uomo togliendogli ogni valore. I razionalisti propongono una visione antropocentrica della realtà.[31]

Satanismo spirituale (o teista)

Pentacolo rovesciato, uno dei simboli più comuni nel satanismo

Il satanismo spirituale nasce nei primi anni duemila con la creazione del sito internet Joy of Satan (abbreviato: JoS) per opera di Andrea Herrington (nota anche come "Maxine Dietrich"),[37] moglie di Clifford Herrington,[37] entrambi militanti del Partito Nazista Americano,[37] un'organizzazione neonazista,[37][38] neofascista,[37][38] antisemita[37][38] e omofoba[37][38] che promuove la segregazione razziale e la supremazia della razza bianca negli Stati Uniti,[37][38] iscritta all'Unione Mondiale dei Nazional-Socialisti; la dottrina di JoS è quasi completamente basata sull'ideologia del Partito,[37] eccetto che per una maggiore enfasi sul rifiuto delle religioni abramitiche,[39] una forte componente antiebraica[39] e anticristiana,[39] e la conseguente simpatia per le religioni pagane, in particolare le religioni sumero-babilonesi, e per un estremo monoteismo sincretistico secondo il quale Satana sarebbe da identificare con tutte le divinità pagane delle religioni antiche non più esistenti, che, secondo JoS, sarebbero state occultate dagli ebrei;[39] nello specifico, Satana viene spesso identificato da JoS con il dio sumero Enki[39] e con Melek Taus,[39] dio degli Yazidi (quest'ultimo per influsso degli scritti di LaVey).[39]

La dottrina di JoS, che si ispira alla mitologia sumero-babilonese e la riformula a proprio piacimento, mescolandola al razzismo scientifico di derivazione nazista e ad un'ampia gamma di teorie del complotto di vario genere[39] (complotto giudaico, alieni, antichi astronauti, rettiliani, ecc.)[39], in particolare quelle degli scrittori complottisti David Icke e Zecharia Sitchin,[39] sostiene che l'universo sia invischiato in una battaglia cosmica tra una razza di "alieni illuminati"[39] e una di alieni malvagi, i rettiliani.[39] Enki (Satana), uno degli alieni buoni, fu colui il quale "creò" insieme ai suoi collaboratori la razza umana formata solo da esseri umani "nordico-ariani"[39] sul pianeta Terra, attraverso un processo di ingegneria genetica e le diede la conoscenza.[39] I rettiliani invece crearono gli ebrei,[39] combinando il loro DNA con quello di alcuni animali semi-umanoidi.[39] Dopo che gli alieni buoni lasciarono la Terra più di diecimila anni fa, gli ebrei, in quanto discendenti dei rettiliani, crearono delle false religioni per nascondere la verità, incluso il cristianesimo;[39] attraverso queste religioni, gli ebrei-rettiliani avrebbero demonizzato gli alieni buoni, instaurando un clima di terrore, specie la fobia per la sessualità, per poter controllare e "programmare" gli umani nordico-ariani.[39] Tuttavia, Enki (Satana) si sarebbe rivelato direttamente ad Andrea Herrington tramite il Black Book of Satan,[39] per poter fondare il sito Joy of Satan e affinché i suoi adepti "collaborino direttamente con Satana"[39] attraverso meditazione, rituali per evocare demoni e magia sessuale.[39]

Un'altra organizzazione italiana di satanisti spirituali è l'Unione Satanisti Italiani (USI), fondata nel 2010 da Jennifer Crepuscolo. La dottrina dell'organizzazione pone una forte enfasi sulla libertà individuale e spirituale dei fedeli rispetto a istituzioni e organizzazioni di qualunque religione, comprese quelle sataniste, con la sola eccezione dei satanisti "acidi": l'USI non pratica "messe nere", sacrifici animali o altre azioni contrarie alle leggi oppure offensive verso altri credi.[40] Nel 2014 un gruppo dissidente guidato da Giulia Conti si è separato dall'USI e ha fondato il movimento Satanismo Razionalista, che abbraccia il satanismo di LaVey.[41]

Satanismo gnostico

Il satanismo gnostico[42] è una corrente spesso confusa con il Luciferismo;[43] in questo ambito Satana non è visto come il malefico descritto nella Bibbia, ma come una divinità che ha dato all'uomo la capacità di evolversi e tornare al suo stato divino originario. Prende molti concetti dalle dottrine dello gnosticismo, anche se rinnega la visione gnostica del mondo materiale inteso come una prigione da cui fuggire. Il fondatore di questa corrente, Dean Joseph Martin, riordinò tutta una serie di idee riferendosi agli aspetti religiosi mistici del pitagorismo, dello gnosticismo, dell'ermetismo e della Cabala esoterica.

Il tratto distintivo di questo lavoro di riordino e di unione di idee in apparenza dissimili tra loro è anche la principale chiave di lettura della corrente gnostica: ovvero che sia spiegabile anche il cosiddetto "dio" o "soprannaturale" con lo studio e le leggi scientifiche, in quanto parte di una realtà superiore, ma non per questo priva di logica, anzi strettamente soggetta alle leggi scientifiche. Si prefigge l'evoluzione dell'uomo fino al ritorno a uno stato di divinità, da cui proviene, utilizzando gli strumenti di cui è stato dotato, e che Satana ha contribuito a rendere utilizzabili concretamente. L'ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza, è vista come un vero e proprio peccato, una condizione da cui l'uomo deve riscattarsi mediante lo studio e la conoscenza in senso lato, che si ottengono con il costante ragionamento sia sulle esperienze spirituali, sia su quelle fisiche. La vita stessa è intesa come una sorta di aula di studio, le cui esperienze sono una fonte inestimabile di conoscenza ed illuminazione. Vita che quindi, secondo il Satanismo gnostico, va vissuta pienamente, senza condizionamenti esterni quali superstizioni o convenzioni sociali, ma nel rispetto di se stessi, degli altri e della legalità. Alcuni di questi principi del Satanismo gnostico risultano, quindi, molto simili a quelli della corrente razionalista di LaVey, per il quale Martin ammise sempre di avere rispetto e ammirazione. L'organizzazione satanista gnostica di riferimento è il capitolo italiano del TST (The Satanic Temple), che ha la sua sede a Torino.[44].

Satanismo luciferiano

In questo contesto del satanismo è più corretto parlare di "Luciferismo" in quanto qui si collocano la figura e il culto di Lucifero, considerato nella dottrina catara, l'angelo che era stato ingiustamente cacciato dal Cielo e di cui si attendeva il ritorno in Terra. Lucifero viene venerato come principio del "bene" in opposizione al dio del male e creatore del mondo: il Demiurgo. Questo perché Dio ha voluto negare agli uomini la conoscenza, che invece ha offerto Lucifero sotto forma di serpente dell'Eden. Lucifero, per inciso, non viene neanche identificato come Satana, bensì come l'Eone della Conoscenza, chiamato anche Sophia.[45] Gli aderenti a questa corrente, detti luciferiani,[46] non si definiscono neppure satanisti; proclamano che la salvezza si raggiunge tramite la conoscenza che viene ostacolata dai dogmi e dalla "cieca" fede. Un esempio di Luciferismo venne fornito dalla Process Church of the Final Judgment,[32] fondata negli anni sessanta dall'inglese Robert De Grimston (oggi scomparsa). Oggi il Luciferismo è rappresentato da due congregazioni strutturate: la Greater Church of Lucifer[47] e la Neo-Luciferian Church[48].

Satanismo acido

In questo contesto sarebbe più appropriato e corretto parlare di "Acidismo", poiché più che una corrente satanica, questo è in realtà un fenomeno del tutto indipendente dal movimento satanista, da interpretare e connettere più propriamente alla sottocultura giovanile; ossia a quei gruppi di giovani disadattati, dediti a episodi criminosi di vario tipo, tra cui: le azioni violente, la profanazione di cimiteri, l'abuso e lo spaccio di sostanze stupefacenti,[49][50] che loro dichiarano di compiere nel nome di "Satana" e contro il dio cristiano.[32]

In Italia un gruppo di tal natura furono le cosiddette Bestie di Satana, una banda criminale giovanile dedita alla pratica di pseudo-messe nere e omicidi rituali, ispirata proprio all'Acidismo[51]. Analogamente, negli Stati Uniti d'America e in altri Paesi, criminali solitari e leader carismatici come Ricky Kasso e Charles Manson rientrano nei diversi casi di notorietà mediatica dedicati a tale subcultura[49].

Note

  1. ^ Mario Praz, Satanismo, in Enciclopedia Italiana, vol. 30, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
  2. ^ a b c d e f g h i j Mathews[Manca la pagina]
  3. ^ De La Torre e Hernandez, pp. 50-51
  4. ^ a b Sacchi[Manca la pagina]
  5. ^ (EN) Demonologia, in Jewish Encyclopedia, New York, Funk & Wagnalls, 1901-1906.
  6. ^ Silvano Petrosino, L'intenzionalità di Satana e l'autocondanna dello sguardo, p.84, in Il peccato originale e il male, Communio, num. 118. Jaca Book, Milano, 1991. ISBN 978-88-1670-118-2.
  7. ^ McNutt, Paula (1999). Reconstructing the Society of Ancient Israel, p.35. Westminster John Knox Press. ISBN 978-06-64-22265-9.
  8. ^ Finkelstein e Silberman in The Bible Unearthed (2001). Free Press, New York, p. 107. ISBN 0-684-86912-8.
  9. ^ Avraham Faust, How Did Israel Become a People? The Genesis of Israelite Identity. Biblical Archaeology Review 201: p. 62-69, 92-94.
  10. ^ (EN)

    «So what we are dealing with is a movement of peoples but not an invasion of an armed corps from the outside. A social and economic revolution, if you will, rather than a military revolution. [...] A slow process in which the Israelites distinguish themselves from their Canaanite ancestors, particularly in religion—with a new deity, new religious laws and customs, new ethnic markers, as we would call them today.»

    (William G. Dever in Archeology of the Hebrew Bible. NOVA.)
  11. ^ Gabriele Boccaccini, I giudaismi del secondo tempio. Da Ezechiele a Daniele, 2008. Morcelliana (collana Antico e Nuovo Testamento).
  12. ^ a b c d Russell[Manca la pagina]
  13. ^ Kersey Graves, Biography of Satan, ristampa 1999. Book Tree. ISBN 978-1885395115.
  14. ^ a b Winn, Shan M.M. (1995). Heaven, heroes, and happiness: the Indo-European roots of Western ideology. Lanham, Md.: University press of America. p. 203. ISBN 0819198609.
  15. ^ a b Antonino Pagliaro, Ahriman in "Enciclopedia Italiana" (1929). Enciclopedia Treccani.
  16. ^ a b c Kelly[Manca la pagina]
  17. ^ Philippe Henne, Saint Jérôme, Cerf, collana «Histoire», ottobre 2009, p.282.
  18. ^ Carel Bakkes, Satan, Fact or Fiction?, 2004. Xulon Press, Inc. ISBN 978-15-91-60484-6.
  19. ^ a b Russell, p. 33
  20. ^ R. M. Grant, Gnosticism and Early Christianity, p.178. Seconda edizione, 1966, New York.
  21. ^ Roland Bainton, The Parable of the Tares as the Proof Text for Religious Liberty to the End of the Sixteenth Century, in Church History, volume 1 (1932). pp.67-89. Yale University.
  22. ^ Russell, p. 36
  23. ^ Mathews, p. 7
  24. ^ Massimo Introvigne, op. cit.[A quale opera si fa riferimento?]
  25. ^ Dawn Perlmutter, Satanisti e terroristi (II), su bibliosofia.net. URL consultato l'08-11-2018.
  26. ^ a b c Encyclopedia of Religion, p. 8126
  27. ^ Introvigne 1997, pp. 10-24
  28. ^ a b David G. Bromley, Op. cit.
  29. ^ a b David G. Bromley, Op. cit..
  30. ^ Joris Karl Huysmans, Controcorrente. Oscar Mondadori, 2013.
  31. ^ a b David Monti, Moreno Fiori, Alessia Micoli, L'abisso del sé: satanismo e sette sataniche, Giuffrè Editore, 2011, pag. 254.
  32. ^ a b c d Massimo Introvigne, op. cit., pag. 676[A quale opera si fa riferimento?]
  33. ^ La magia nera vol.2 di Richard Cavendish - Edizioni Mediterranee Biblioteca dei Misteri, 1999
  34. ^ Andrea Accorsi, Daniela Ferro, Milano giallo e nera, Newton Compton Editori, 2013, pag. 87.
  35. ^ a b M. Introvigne, Le chiese di Satana a Torino, su Cesnur.com.
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  45. ^ Cosimo Lorè, Tra scienza e società, Giuffrè Editore, 2008 p.840
  46. ^ Termine che li accomuna ai seguaci del vescovo San Lucifero di Cagliari, vissuto tra il III e il IV secolo, che combatté con estremo rigore l'eresia ariana. Fu giudicato a sua volta scismatico da Sant'Ambrogio. (in Pio Paschini, Enciclopedia italiana Treccani alla voce "Luciferiani")
  47. ^ https://gcol.wildapricot.org
  48. ^ Copia archiviata, su neoluciferianchurch.dk. URL consultato l'8 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2017).
  49. ^ a b (EN)

    «Relatively unorganized black-magic groups include not only sexually oriented groups but also the highly publicized, though rare, Acid Satanists of the Charles Manson variety. Such groups are almost completely untraditional and revolve around the hypnotic or charismatic nature of the cult leadership. As the name "Acid Satanism" implies, the use of drugs, especially LSD, is central to these cults.»

    (Charles Y. Glock, Robert N. Bellah (a cura di), The New Religious Consciousness. 1976, University of California Press, p.183. ISBN 978-05-20-03472-3)
  50. ^ (EN)

    «[...] adolescent Satanism (also called "acid Satanism" for its association with drugs) composed of small groups of young people [...]. They are lacking in ritual and organizational continuity ad contacts with the groups of organized Satanism. [...] they perform eclectic Satanic rituals under the influence of movies, television, comics, and certain musical subcultures, but they are also affected by reports on Satanism made by the mass media which appear as stereotypical shocking narratives.»

    (Jesper Aagaard Petersen (a cura di), Contemporary Religious Satanism: A Critical Anthology. 2009, Ashgate Publishing Limited, p.200. ISBN 978-0-7546-5286-1)
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