Palazzo Tornabuoni

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Palazzo Tornabuoni
Palazzo corsi tornabuoni 14.JPG
Palazzo Corsi-Tornabuoni
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàFirenze
Indirizzovia de' Tornabuoni 16
Coordinate43°46′18.83″N 11°15′05.96″E / 43.771897°N 11.251656°E43.771897; 11.251656Coordinate: 43°46′18.83″N 11°15′05.96″E / 43.771897°N 11.251656°E43.771897; 11.251656
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXV secolo
Realizzazione
CommittenteGiovanni Tornabuoni

Palazzo Tornabuoni (o Corsi-Tornabuoni) si trova in via de' Tornabuoni 16 a Firenze, dove occupa un intero isolato urbano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Appartenne ai Tornaquinci, famiglia che, nel XV secolo, cambiò il cognome in quello di Tornabuoni per poter partecipare ai pubblici uffici. Il palazzo fu costruito per Giovanni Tornabuoni a metà del XV secolo accorpando numerosi altri edifici, su disegno di Michelozzo. I Tornabuoni erano imparentati con i Medici (la madre di Lorenzo il Magnifico era Lucrezia Tornabuoni) e come essi furono mecenati di artisti (come con Domenico Ghirlandaio per la Cappella Tornabuoni in Santa Maria Novella) e appassionati collezionisti di oggetti di valore, arredi, sculture, opere pittoriche e libri rari.

Biblioteca del palazzo Tornabuoni

Nel 1563 il loro palazzo venne venduto a Lorenzo di Piero Ridolfi, il quale lo cedette poi ad Alessandro de' Medici arcivescovo di Firenze e futuro "Papa Lampo".

Alla fine del Cinquecento il palazzo pervenne alla famiglia Corsi. Il marchese Jacopo Corsi, che amava la musica, vi riunì la prima "Accademia di Musica" di Firenze: qui nacque il melodramma italiano con la prima rappresentazione de La favola di Dafne, su libretto di Ottavio Rinuccini, nel 1594, come ricorda anche una lapide posta su via dei Corsi.

La Loggia del Cigoli

In quel periodo il palazzo venne ristrutturato dal Cigoli che rifece anche la loggetta un tempo situata nell'angolo sud-ovest, dove prima era presente la loggia della consorteria dei Tornaquinci. Nel 1736 l'architetto Francesco Ruggieri riunificò la facciata e la loggia, ridisegnando anche il prospetto su via Strozzi.

Quando tra il 1857 e il 1867 si procedette l'allargamento della via Tornabuoni, l'architetto Telemaco Buonaiuti tagliò via una considerevole fetta del palazzo michelozziano, salvando però la loggetta dorica, che venne trasportata all'angolo nord-ovest, su via de' Corsi, di fronte alla chiesa di San Gaetano. La facciata venne rifatta, passando dai primitivi diciotto assi a dodici ed aprendo al piano terra una serie di fondi per attività commerciali.

Il palazzo restò di proprietà dei Corsi fino al 1894 per poi essere venduto, disperdendo gli arredi e la quadreria, a Maria Arconati Visconti ed entrare in seguito nei possedimenti della Banca Commerciale, che nel 1924 approntò numerosi lavori per adeguare il palazzo a sede dell'istituto di credito, non sempre tenendo conto delle preesistenze. Altri restauri si sono conclusi nel 1990 e nel 2005-2008 si è avuto un vasto progetto di recupero ad opera degli architetti fiorentini Noferi e Locorotondo. Nel cortile è stato aperto un ristorante.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La facciata originaria di Michelozzo era composta da ben diciotto assi con finestre ad arco su due piani paritetici sovrapposti, che componevano una distesa con effetti di pieni e vuoti mai vista fino ad allora.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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