Palazzo Arcivescovile (Firenze)

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Palazzo arcivescovile
Palazzo arcivescovile.JPG
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàFirenze
IndirizzoPiazza San Giovanni, 3 - 50123 Firenze
Coordinate43°46′23.06″N 11°15′15.59″E / 43.773072°N 11.254331°E43.773072; 11.254331Coordinate: 43°46′23.06″N 11°15′15.59″E / 43.773072°N 11.254331°E43.773072; 11.254331
Informazioni
CondizioniIn uso
Costruzione1573-1584
Usoresidenza dell'arcivescovo e sede della curia diocesana
Realizzazione
ArchitettoGiovanni Antonio Dosio

Il palazzo Arcivescovile a Firenze si trova in piazza San Giovanni, davanti all'abside del Battistero di San Giovanni.

Profilo storico-artistico[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Un edificio vescovile a Firenze esiste in questo sito almeno dall'VIII secolo, quando la Domus Sancti Johannis si ergeva davanti al Battistero molto vicino alla cosiddetta Porta del Vescovo, che si apriva nelle mura altomedievali all'altezza dell'angolo tra via dei Cerretani ed il Borgo San Lorenzo, al termine di quello che era il cardo della città romana. Un primo ingrandimento fu probabilmente attuato nel XII secolo, quando l'allargamento della cerchia di mura mise a disposizioni alcuni terreni nella zona, assumendo un'articolazione che fu peculiare del palazzo fino all'Ottocento.

La residenza vescovile ("arcivescovile" solo dal 1419) era costituita da due edifici principali, separati dal prolungamento di via Roma (all'epoca via dell'Arcivescovado), collegate, solo a partire dalla seconda metà del XV secolo, da un passaggio sospeso. La parte più antica, secondo alcuni documenti, era quella a ridosso del Battistero (non esisteva Piazza San Giovanni, occupata appunto da questo edificio), mentre il Palazzo Nuovo, della prima metà del XII secolo con aggiunte successive, si trovava grosso modo sul sito del palazzo attuale ed inglobava già l'antica chiesa di San Salvatore al Vescovo (ristrutturata nel 1221, forse da Arnolfo di Cambio).

Ristrutturazione cinquecentesca[modifica | modifica wikitesto]

L'antica sede arcivescovile, soprattutto la parte più vicina la battistero, andò distrutta da un disastroso incendio nel 1533, e l'arcivescovo Andrea Buondelmonti poté solo fare alcuni primi interventi usando il suo denaro. La ricostruzione vera e propria avvenne su iniziativa di Alessandro di Ottaviano de' Medici (Papa Leone XI per meno di un mese nel 1605), che incaricò l'architetto Giovanni Antonio Dosio tra il 1573 ed il 1584. Nel 1583 l'arcivescovo (divenuto nel frattempo cardinale) fece apporre il proprio stemma personale (l'inconfondibile stemma dei Medici con gli attributi ecclesiastici) sullo spigolo nord del Palazzo all'angolo con via de' Cerretani, che venne scolpito da Alessandro di Giovanni da Settignano.

Il palazzo arcivescovile secondo la mappa del Buonsignori del 1584 (Museo di Firenze com'era)

Fu durante questi lavori che i due corpi di fabbrica vennero unificati in un complesso unitario e la facciata venne definita, con due file di finestre rettangolari incorniciate (con e senza cimasa) ai piani secondari e una fila di finestre timpanate su una cornice marcapiano al piano nobile. Nel tipico stile fiorentino le decorazioni sono in pietra ed "emergono" dall'intonaco chiaro. La facciata su via de' Cerretani, sebbene prevista, non venne mai realizzata, inoltre il lato opposto mantenne un aspetto asimmetrico, con la parte verso la piazza più alta e maestosa a fronte del retro più basso e spoglio. Esisteva un cortile centrale, forse realizzato dal Dosio, forse quando vi lavorò l'architetto Bernardino Ciurini, tra il 1736 e il 1738 su incarico dell'arcivescovo Giuseppe Maria Martelli.

Sei e Settecento[modifica | modifica wikitesto]

Nel tempo si ebbero lavori di manutenzione e abbellimento da parte di vari arcivescovi, tra i quali nel 1615-20 venne ristrutturata la Sala di Udienza, già sede del Tribunale ecclesiastico, e decorata dagli affreschi di Nicodemo Ferrucci, dei quali rimane una serie dei primi sedici arcivescovi dipinti a busto sui pennacchi delle volte a crociera. Nel 1677 fu aperto sul retro un grande portale per far passare le carrozze, ancora visibile accanto alla chiesa di San Salvatore.

Lo sventramento ottocentesco[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso arcivescovile fu completamente ristrutturato fra il 1893 ed il 1895 da Felice Franciolini, quando venne demolito il vecchio episcopio a ridosso del Battistero e fu ricostruita arretrando alquanto la facciata cinquecentesca. Scomparve così via dell'Arcivescovado e venne ampliata piazza San Giovanni. Al termine dei lavori, nel settembre 1895, anche lo stemma dell'arcivescovo Agostino Bausa, disegnato da Vincenzo Rosignoli, fu collocato sulla facciata, allo spigolo meridionale del Palazzo.

Oggi il palazzo appare nelle forme data dal Dosio, ma la sua concezione urbanistica è ormai completamente snaturata dalla scomparsa di via dell'Arcivescovado; l'unificazione delle facciate su via dei Cerretani e su un tratto di piazza dell'Olio risale all'intervento ottocentesco. Al pian terreno si allineano una file di esercizi commerciali nelle aperture per botteghe già previste dal Dosio.

All'interno esiste un cortile rettangolare con arcate a tutto sesto su colonne doriche e pilastri su tre lati; sui lati corti si trovano due serliane; superiormente vi si apre un loggiato con colline ioniche. Lo scalone è settecentesco e venne progettato da Bernardo Ciurini

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sandra Carlini, Lara Mercanti, Giovanni Straffi, I Palazzi parte prima. Arte e storia degli edifici civili di Firenze, Alinea, Firenze 2001.
  • Marcello Vannucci, Splendidi palazzi di Firenze, Le Lettere, Firenze 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]