Han Suyin

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Rosalie Matilda Kuanghu Chou (in Cinese: 周光瑚; pinyin: Zhōu Guānghú), meglio nota con il nome inglese Elizabeth Comber e con lo pseudonimo Han Suyin (in Cinese tradizionale: 韓素音; pinyin: Hán Sùyīn) (Xinyang, 12 settembre 1917Losanna, 2 novembre 2012) è stata una scrittrice e medico cinese di origine eurasiatica, autrice di libri scritti in inglese e in francese sulla Cina moderna.

Scrisse anche romanzi ambientati nell'Est e nel Sud-est asiatico e memorie autobiografiche che la fecero annoverare fra le più ardenti sostenitrici della rivoluzione comunista cinese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Han Suyin nasce nel 1917 a Xinyang, nello Henan, da padre cinese, Chou Wei (周煒; pinyin: Zhōu Wěi), di professione ingegnere, e madre belga. Nel 1931, all'età di 14 anni, inizia a lavorare presso l'ospedale di Pechino come dattilografa. Nel 1933 viene ammessa all'università Yenching di Pechino dove però, essendo eurasiatica, si sente discriminata. Nel 1935 si reca a Bruxelles per studiare medicina. Tre anni più tardi torna in Cina e sposa Tang Pao-Huang, un ufficiale cinese che diventerà poi generale. Lavora come ostetrica presso l'American Christian Mission Hospital in Chengdu, nel Sichuan. Il suo primo romanzo, Destinazione Chungking (1942), è basato sulle esperienze maturate in questo periodo. Nel 1940 decide con il marito di adottare una figlia, Tang Yungmei, a cui seguirà, nel 1953, l'adozione di un'altra figlia, Chew Hui-Im (Hueiying) proveniente da Singapore.[1]

Nel 1944 si reca a Londra per continuare a studiare medicina presso il Royal Free Hospital. Nel 1947, mentre è ancora a Londra, suo marito muore in uno scontro durante la guerra civile cinese. Nel 1948 si laurea con lode in MBBS (Bachelor of Medicine & Surgery) e, un anno dopo, si trasferisce a Hong Kong per praticare la professione al Queen Mary Hospital. Qui conosce e si innamora di Ian Morrison, corrispondente di guerra a Singapore che verrà ucciso in Corea nel 1950. Han Suyin scriverà di questa relazione in A Many-Splendoured Thing (1952) e nell'autobiografia My House Has Two Doors (1980).[2]

Nel 1952 sposa Leon F. Comber[3], un ufficiale britannico della Malayan Special Branch, e con lui si reca a Johore, Malaya (oggi Malaysia), dove lavora nella Johore Bahru General Hospital e apre una clinica a Singapore.

Nel 1955 Elizabeth contribuisce alla realizzazione della Nanyang University a Singapore. In particolare, presta servizio come medico per l'Università rifiutando l'incarico di insegnare letteratura propostole da Lin Yutang, scrittore cinese e primo presidente dell'università. Rifiuta tale offerta affermando di voler "fare una nuova letteratura asiatica e non insegnare Dickens".[4] Nello stesso anno il suo romanzo più celebre, Una cosa meravigliosa, viene trasposto in un film dal titolo L'amore è una cosa meravigliosa. Nel film, la canzone Love is a Many-Splendored Thing, vince l'Academy Award per la migliore canzone originale. Nella sua autobiografia, My House Has Two Doors, Han Suyin prende le distanze dal film dicendo di non essere mai andata a vederlo, sebbene abbia avuto un grande successo a Singapore e i proventi derivati dai diritti cinematografici le abbiano permesso di pagare un'operazione per la figlia adottata sofferente di tubercolosi polmonare. Dal film verrà prodotta anche una soap opera, Love Is a Many Splendored Thing, trasmessa in TV in America dal 1967 e 1973.

Nel 1956 Han Suyin pubblica il romanzo And the Rain My Drink ambientato durante il conflitto coloniale nella Malesia britannica di fine anni 1940-1950. La simpatia per i detenuti comunisti malesi e per l'esercito di liberazione nazionale che trasparirebbe dal libro venne interpretata in termini antibritannici, e si dice che il marito Leon F. Comber abbia dato le dimissioni da assistente del commissario di polizia Special Branch proprio per questo. In un'intervista del 2008 disse: "Penso che il romanzo ritrae le forze di sicurezza britanniche in modo un po' distorto. Lei si è comportata decisamente come una pro-intelletuale di sinistra e come un medico. Ho capito le ragioni per cui i comunisti si sono sentiti di fare quello che poi hanno fatto, ma non sono d'accordo con loro nell'usare le armi".[5] Comber, dopo le dimissioni, si trasferì a Londra come rappresentante locale dell'editore Heinemann.[6] Han Suyin e Leon F. Comber divorziarono nel 1958.

Nel 1960 Han Suyin sposa Vincent Ratnaswamy, un colonnello indiano, con il quale vivrà per un periodo a Bangalore, in India. Qualche tempo dopo la coppia si trasferisce prima a Hong Kong e poi in Svizzera, dove lei deciderà di rimanere stabilendosi a Losanna. Anche se tempo dopo i due si separarono, rimasero di fatto sposati fino alla morte di Ratnaswamy, avvenuta nel gennaio del 2003.

Dopo il 1956, Elizabeth visitò la Cina quasi ogni anno e fu una dei primi cittadini stranieri a visitare la Cina post rivoluzionaria del 1949[7] e durante la Rivoluzione Culturale. Le sue pubblicazioni sulla Cina e le sue memorie autobiografiche che descrivono la trasformazione della Cina moderna ricevettero molte lodi dal Partito comunista cinese e dai suoi leader e fu ritenuta anche all'estero una convinta sostenitrice della rivoluzione comunista cinese.

Muore a Losanna il 2 Novembre 2012, all'età di 95 anni. Ha donato la sua biblioteca all'Università di Pechino.

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

Han Suyin finanziò la cinese Writers Association per creare il "Premio nazionale Arcobaleno per la migliore letteratura tradotta" (che oggi si chiama "Lu Xun Literary Award for Best Literary Translation") per aiutare lo sviluppo della traduzione della letteratura in Cina. Il "Premio Han Suyin per giovani traduttori" è sponsorizzato dal Gruppo Editoriale Internazionale Cinese, anch'esso istituito da Han Suyin, che dalla sua fondazione al 2009 ha consegnato i premi per 21 volte.[8]

Han Suyin ha influenzato la letteratura asiatico-americana. I suoi libri sono stati pubblicati in inglese e descrivono gli asiatici in modo radicalmente diverso dalle descrizioni riportate da autori anglo-americani e asiatico-americani. Frank Chin, nel suo saggio "Come All Ye Asian American Writers of the Real and the Fake", ritiene che Han Suyin sia stata una dei pochi scrittori cinese-americani a non aver descritto l'uomo cinese come un "evirato e sessualmente repellente", e ad aver scritto "sapientemente e fedelmente di fiabe cinesi, tradizioni eroiche e storia".[9]

In un'intervista sul New York Times, Han Suyin ha affermato di aver cercato di mettere a frutto la sua doppia identità culturale per spiegare est e ovest: "Anziché rimanere strappata e sfilacciata, come tante altre persone, io rimango una sola cosa e ora entrambi i miei mondi si sono riuniti (...). Per essere onesti, non ero molto felice in un mondo in cui la Cina e l'Occidente erano in contrasto." [10]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Destination Chungking (1942)
  • A Many-Splendoured Thing (1952) -Trad. It.: Han Suyin e Mondadori (a cura di), L'amore è una Cosa Meravigliosa, Milano, Bombiani, 1990, OCLC 800251863.
  • And the Rain My Drink (1956) -Trad. It.: Han Suyin (a cura di), ... E la Pioggia Mia Bevanda, Milano, Martello, 1958, OCLC 797752218.
  • The Mountain Is Young (1958) -Trad. It.: Han Suyin e Mondadori (a cura di), La Montagna è Giovane, Milano, Club degli editori, 1988, OCLC 797280404.
  • Two Loves (1962), which consists of two novelettes: Cast But One Shadow e Winter Love
  • Cast But One Shadow (1962)
  • Four Faces (1963) -Trad. It.: Han Suyin (a cura di), Le Quattro Facce, Milano, A. Martello, 1968, OCLC 878694511.
  • L'abbé Pierre (1965, solo in francese)
  • L'abbé Prévost (1975, solo in francese)
  • Till Morning Comes (1982) -Trad. It.: Han Suyin (a cura di), Fin Che Verrà il Mattino, Milano, Sperling & Kupfer, 1983, OCLC 799715362.
  • The Enchantress (1985) -Trad. It.: Han Suyin (a cura di), La Incantatrice, Milano, Sperling & Kupfer, 1986, OCLC 797537447.

Autobiografie[modifica | modifica wikitesto]

  • The Crippled Tree (1965) – covers China and her and her family's life from 1885 to 1928
  • A Mortal Flower (1966) – copre gli anni 1928 – 1938
  • Birdless Summer (1968) – copre gli anni 1938 – 1948
  • My House Has Two Doors (1980) – copre gli anni 1949 – 1979 – diviso in due quando fu rilasciato come brussura nel 1982, con la seconda parte dal titolo Phoenix Harvest
  • Wind in My Sleeve (1992) – copre gli anni 1977 – 1991
  • A Share of Loving (1987) – una ancora più personale autobiografia su Han Suyin, suo marito Vicent e la famiglia di Vincent
  • Fleur de soleil – Histoire de ma vie (1988) – solo in francese: Flower of sun – The story about my life

Studi storici[modifica | modifica wikitesto]

  • China in the Year 2001 (1967)
  • Asia Today: Two Outlooks (1969)
  • The Morning Deluge: Mao Tsetung and the Chinese Revolution 1893–1954 (1972)
  • Lhasa, the Open City (1976)
  • Wind in the Tower: Mao Tsetung and the Chinese Revolution, 1949–1965 (1976)
  • China 1890–1938: From the Warlords to World War (1989)
  • Eldest Son: Zhou Enlai and the Making of Modern China (1994)

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Tigers and Butterflies: Selected Writings on Politics, Culture and Society (London: Earthscan, 1990)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Han Suyin, My House Has Two Doors, Londra, Jonathan Cape Ltd., 1980, p. 217.
  2. ^ (EN) Guiyou Huang, Han Suyin (Rosalie Chou), in Asian-American Autobiographers: A Bio-bibliographical Critical Sourcebook, Westport, Connecticut, Greenwood Press, 2011, p. 104.
  3. ^ (EN) Dr. Leon Comber's Chinese Temples, chinatownology.com.
  4. ^ (EN) Rueben Dudley, The splendour of Han Suyin's works, pressreader.com, Petaling Jaya, 26 novembre 2012.
  5. ^ (EN) martin vengadesan, The officer who loved Malaya, thestar.com.my, 30 novembre 2008.
  6. ^ (EN) Leon Comber, Malaya's secret police, 1945-60 : the role of the Special Branch in the Malayan Emergency, Clayton : Monash Asia Institute ; Singapore : Institute of Southeast Asian Studies, 2008.
  7. ^ La rivoluzione cinese (1911-49), homolaicus.com.
  8. ^ (EN) Han Suyin Award for Young Translators, china.org.cn, 4 dicembre 2012.
  9. ^ (EN) Frank Chin, Come All Ye Asian American Writers of the Real and the Fake, in Kent A Ono (a cura di), A companion to Asian American studies, Malden, MA, Blackwell Publishing, 2005, p. 12, OCLC 56069035.
  10. ^ (EN) Georgia Dullea, Han Suyin's Many splendored World, in New York Times, 25 gennaio 1985. URL consultato l'11 ottobre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Gitting, John, Han Suyin obituary, in The Guardian, 4 novembre 2012. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  • (EN) Gerald Marcus Glaskin, A Many-Splendoured Woman: A Memoir of Han Suyin, Singapore, Graham Brash, 1995, OCLC 51078134.
  • (EN) Han, John Jae-nam, Han Suyin (Rosalie Chou), in Guiyou Huang (a cura di), Asian-American Autobiographers: A Bio-bibliographical Critical Sourcebook, Westport, Connecticut, Greenwood Press, 2011, pp. 104-109.
  • (EN) Lily Xiao Hong Lee e A. D. Stefanowska (a cura di), Biographical Dictionary of Chinese Women : The Twentieth Century, 1912-2000, Armonk, N.Y., M.E. Sharpe, 2003, pp. 190-192.
  • (EN) Mimi Chan e Roy Harris (a cura di), Asian Voices in English, Hong Kong, Hong Kong University Press, 1991.
  • (EN) Teresa Kowalska (a cura di), Tea, Ivory and Ebony: Tracing Colonial Threads in the Inseparable Life and Literature of Han Suyin, in Journal of the Hong Kong Branch of the Royal Asiatic Society, vol. 40, 2000, pp. 21-32.
  • (EN) Wang Xuding (a cura di), Of Bridge Construction : a Critical Study of Han Suyin's Historical and Autobiographical Writings, Memorial University of Newfoundland: Department of English; St. John's, Newfoundland, 1996.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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