Giovanni Bucaro

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Giovanni Bucaro
Giovanni Bucaro.jpg
Giovanni Bucaro con la maglia del Foggia (1994)
Nazionalità Italia Italia
Altezza 181 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 2003 - giocatore
Carriera
Giovanili
Sorrento
Squadre di club1
1986-1988 Sorrento 31 (0)
1988-1991 Foggia 41 (2)
1991 Fiorentina 0 (0)
1991-1992 Modena 22 (1)
1992-1993 Bologna 29 (1)
1993-1996 Foggia 43 (1)
1996-1997 SPAL 17 (0)
1997-2000 Ascoli 87 (4)
2000-2003 Avellino 46 (1)
Carriera da allenatore
2004-2005 Ascoli Vice
2005-2006 Salernitana Vice
2007-2009 Pomigliano
2009-2010 Manfredonia
2010-2011 Juventus Primavera
2011-2012 Avellino
2012-2013 Sorrento
2014 Savoia
2016 Arezzo
2017 Monopoli
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 6 aprile 2017

Giovanni Bucaro (Palermo, 20 novembre 1970) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore centrale.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Ha giocato oltre che in Serie A anche nelle serie minori. Ha legato il suo nome soprattutto al Foggia, dove ha militato per sei stagioni (dal 1988 al 1996, con le parentesi di Fiorentina, Modena e Bologna), proprio nel miglior periodo della storia del club pugliese che si meritò l'appellativo di "Foggia dei Miracoli" alla guida del tecnico boemo Zdeněk Zeman.

Dopo aver giocato nello SPAL e nell'Ascoli, chiude la sua carriera da calciatore nell'Avellino nel 2003.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Intraprende subito la carriera di allenatore, prima come collaboratore nell'Ascoli e nella Salernitana, poi alla guida tecnica del Campobello di Mazara e l'anno successivo approda nel Pomigliano in Serie D dove rimane per due stagioni, ottenendo due quarti posti in classifica, tra i migliori risultati in assoluto nella storia del club[1]. Proprio l'esperienza di Pomigliano verrà da lui stesso definita "determinante per la mia carriera"[2]. Nella città dell'Alfa si fa conoscere e apprezzare entrando subito nel cuore dei tifosi, anche grazie a un curioso record difficilmente battibile: il suo Pomigliano realizza un gol dopo solo sei secondi della prima partita da lui condotta in panchina, una rete tra le più veloci in assoluto della storia del calcio italiano.

Nella stagione 2009-2010 viene chiamato ad allenare il Manfredonia in Seconda Divisione[3], la squadra composta a larghi tratti da giovani, trova la salvezza sul campo.

Nel luglio 2010 diventa allenatore della Primavera della Juventus ruolo che lascia a fine stagione dopo la fine del contratto annuale. Pesano i risultati non brillanti ottenuti dalla sua formazione.[4]

Il 24 agosto 2011 subentra a Salvatore Vullo alla guida dell'Avellino[5] a pochi giorni dall'inizio del campionato di Lega Pro Prima Divisione, per poi a stagione terminata, rimettere l'incarico nelle mani della società biancoverde e fare posto a Massimo Rastelli. Nella stagione successiva diviene l'allenatore del Sorrento.

Il 10 dicembre 2012 inizia a frequentare a Coverciano il corso di abilitazione per il master di allenatori professionisti Prima Categoria-UEFA Pro.[6]

Il 1º luglio 2014 diviene il nuovo allenatore del Savoia, neopromossa in Lega Pro unica venendo esonerato alla decima giornata alla luce degli scarsi risultati conseguiti[7].

Torna in panchina il 18 aprile 2016, quando viene ingaggiato dall'Arezzo per guidare la squadra nelle ultime tre giornate di campionato al posto dell'esonerato Ezio Capuano[8].

Il 14 febbraio 2017 subentra sulla panchina del Monopoli al posto di Diego Zanin. Il 5 aprile 2017 viene esonerato dopo la sconfitta per 6-2 con il Cosenza.[9]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Foggia: 1990-1991
Avellino: 2002-2003

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]