Congiuntivite

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Congiuntivite
Conjuntivitis (RPS 03-06-2015).png
Congiuntivite
Specialità oftalmologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
MeSH D003231
MedlinePlus 001010
eMedicine 797874
Sinonimi
Occhio rosso

La congiuntivite, la causa più frequente di occhio rosso, è un'infiammazione dello strato mucoso più esterno che riveste la sclera dell'occhio e la superficie interna della palpebra.[1] Oltre al colorito rossastro caratteristico, si possono associare fastidiosi sintomi quali dolore, bruciore e prurito. L'occhio interessato può essere soggetto all'aumento della lacrimazione e apparire "bloccato" al mattino da secrezioni muco-purulente. Può verificarsi anche gonfiore sulla parte bianca dell'occhio (chemosi congiuntivale).[2] Il prurito oculare è il sintomo più comune nei casi dovuti ad allergia.[3] La congiuntivite può interessare uno o entrambi gli occhi.[2]

L'eziologia infettiva più comune è quella virale e batterica.[3] L'infezione virale può verificarsi insieme agli altri sintomi di un raffreddore comune. I casi virali e batterici possono diffondersi tra le persone.[2] Anche l'allergia a pollini o ai peli degli animali può essere una causa frequente.[3] La diagnosi si basa spesso su segni e sintomi. Nei casi persistenti e resistenti alle terapie viene prelevato un campione e viene inviato per la cultura e l'analisi di laboratorio.[2] Nelle forme croniche è opportuno eseguire un prelievo citologico[4], per individuare i meccanismi causali del processo infiammatorio.

Per la prevenzione è in parte sufficiente il lavaggio delle mani. Il trattamento dipende dalla causa sottostante.[2] Nella maggior parte dei casi virali, non esiste alcun trattamento specifico,[3] mentre gli antibiotici possono ridurre la durata dei casi batterici, anche se nella maggior parte dei casi la condizione si risolve senza un trattamento.[2][3] Coloro che indossano lenti a contatto e nelle infezioni da gonorrea o clamidia, deve essere effettuato trattamento farmacologico. Le forme allergiche possono essere gestite con gli antistaminici o inibitori dei mastociti a gocce.[3]

Ogni anno, nei soli Stati Uniti, da 3 a 6 milioni di persone soffrono di congiuntivite.[2][3] Negli adulti le cause virali sono le più comuni, mentre nei bambini lo sono quelle batteriche.[3] Se sono presenti disturbi della vista, dolore significativo, sensibilità alla luce, segni di herpes o se non si verifica alcun miglioramento dopo una settimana, può essere richiesta una diagnosi da parte dello specialista e un trattamento specifico.[3] La congiuntivite in un neonato, nota come congiuntivite neonatale, richiede una diagnosi specifica[4] e un trattamento mirato.

Epidemiologia e cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La congiuntivite è la più comune malattia degli occhi.[5]

Un ex sovrintendente dell'Istituto regionale di Oftalmologia, nella città di Madras (l'attuale Chennai) Tamil Nadu in India, Kirk Patrick, è stato il primo ad aver scoperto l'adenovirus come causa della congiuntivite; ciò portò a coniare il termine di "occhio di Madras" per la condizione.[6]

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

Per diagnosticare le cause della congiuntivite sono molti i possibili sintomi da cercare:

  • sostanze presenti:
    • a) muco
    • b) membrane
    • c) pus (biancastro o giallastro)
  • scarsa lacrimazione
  • fotofobia
  • prurito
  • gonfiore delle palpebre
  • oscuramento parte superiore o inferiore delle palpebre (come le occhiaie)
  • livello di iperemia congiuntivale:
    • a) lieve
    • b) medio
    • c) forte
  • edema della congiuntiva
  • perdita di trasparenza della congiuntiva
  • capillari neoformati
  • schiuma irritante in prossimità del margine palpebrale inferiore e della carnucola
  • presenza di papille
  • presenza di follicoli

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

La congiuntivite si differenzia, in relazione alla causa dell'infiammazione, in:

Esempi di elementi di rischio non direttamente infettivi: inquinanti presenti nell'aria e nell'acqua, freddo o caldo eccessivo, particolari radiazioni (computer), effetti collaterali dannosi di alcuni farmaci, modificazioni del pH sulla superficie oculare (ad es. in seguito al contatto con acqua durante le abluzioni, al mare o in piscina), contatto con lacche per capelli, deodoranti spray, cosmetici

Congiuntivite infettiva[modifica | modifica wikitesto]

I maggiori responsabili della forma catarrale (acuta, sub-acuta e cronica), la più frequente, sono stafilococco, streptococco, haemophilus, pseudomonas; altre forme sono quella purulenta (da Neisseria gonorrhoeae) e quelle membranose.

La congiuntivite di origine batterica è molto diffusa e contagiosa. Genericamente colpisce bambini, giovani o persone che lavorano in un ambiente scarsamente igienico; ci si può infettare entrando a contatto con acque battericamente inquinate o toccandosi gli occhi con le mani sporche. L'infezione si può trasmettere anche se si utilizzano asciugamani o colliri in comune con altre persone. Si manifesta in uno o tutte e due gli occhi colpendo la mucosa congiuntivale che ricopre la parte interna delle palpebre, la sclera e le zone lacrimali; i sintomi più comuni sono una sensazione di bruciore, secrezioni e disturbi visivi. La lacrimazione è ridotta mentre al contrario si produce un muco o pus di colore giallo/grigio appiccicoso che soprattutto nelle ore notturne, durante il sonno, accumulandosi ai lati dell'occhio e poi fra le ciglia può causare l'effetto d'incollare le palpebre al risveglio; in questo caso basta ammorbidire il muco con un panno inumidito con semplice acqua asportando con cura le croste presenti.

La congiuntivite subacuta, portata dal diplobacillo di morax-Axenfeld, presenta un caratteristico interessamento delle zone in prossimità dei canti ed alterazioni eczematose della cute agli angoli delle palpebre.

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Normalmente questo tipo di congiuntivite scompare autonomamente dopo 3 o 4 giorni ma nei casi più gravi e persistenti può durare anche fino a 3 o 4 settimane; la terapia consiste nell'asportare il pus con premura e delicatezza utilizzando poi un collirio antibatterico idoneo per questo tipo d'infezione. Nel caso in cui, dopo 3 o 4 giorni, la situazione non dovesse migliorare è opportuno contattare un medico. È estremamente importante non bendare gli occhi o strofinarli, lavarsi sempre le mani dopo aver toccato gli occhi e, se l'occhio infetto fosse solo uno, evitare di trasmettere l'infezione all'altro occhio. In commercio esistono unguenti oftalmici antibatterici, spesso costituiti da un antibiotico e un chemioterapico antibatterico, che applicati circa 3-4 volte al giorno, secondo prescrizione, bloccano la proliferazione dei microrganismi batterici responsabili dell'infezione congiuntivale. Alcuni principi attivi utilizzati sono:

È consigliabile richiedere la prescrizione medica o comunque un'indicazione farmaceutica in merito al tipo di collirio e al metodo di somministrazione.

Congiuntivite cronica[modifica | modifica wikitesto]

Se presenta un andamento cronico ha una sintomatologia meno appariscente e può rappresentare, la non completa guarigione da vecchie congiuntiviti acute oppure può derivare dal cali del sistema immunitario in seguito a malattie come acne, diabete, ipercolesterolemia, o può essere sostenuta dall'azione costante di agenti irritanti ambientali, compresa l'iposecrezione lacrimale. Di questo gruppo fanno parte anche: la congiuntivite meibomiana, dovuta ad alterazioni delle ghiandole di meibomio; la congiuntivite lacrimale, causata da un'ostruzione delle vie lacrimali che provoca ristagno di lacrime e favorisce l'infezione anche da miceti; le congiuntiviti purulente, causate da microrganismi altamente patogeni che vengono detti piogeni per la capacità di far sviluppare del pus. In molti casi la cronicizzazione è legata alla concomitanza di varie cause, che favoriscono la persistenza dei fenomeni infiammatori e rendono difficoltoso l'approccio terapeutico . In questi casi è di fondamentale importanza l'identificazione dei diversi momenti eziopatogenetici e una terapia personalizzata che tenga conto di tutte le alterazioni patologiche riscontrate. Per una corretta diagnosi si rende spesso necessario effettuare anche esami di secondo livello, come i test sulle lacrime, colorazioni vitali, esami colturali e strisci citologici.

Congiuntivite virali[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti follicoli, spesso è presente rigonfiamento del linfonodo preauricolare, frequentemente colpisce un solo occhio. Compaiono nel corso di malattie esantematiche (morbillo, varicella, rosolia,...), di influenza o infezioni da herpes simplex o zoster o da diversi tipi di adenovirus. in questi casi le lesioni riguardano quasi sempre anche la cornea.

Le congiuntiviti da herpes zoster passano attraverso i nervi facciali seguendone il decorso. Creano caratteristiche ulcerazioni dette dendritiche per la forma simile a quella dei dendriti dei neuroni.

Una forma di congiuntivite che da una sintomatologia simile a quella virale è quella follicolare cronica che può avere origine causata da mollisco contagioso del margine palpebrale oppure da una sostanza tossica. Una forma più grave della stessa è il tracoma, dalla clamidia tracomatis che è un microorganismo simile ad un virus, questa malattia porta alla cecità interessando la cornea nella forme avanzate.

Congiuntiviti allergiche[modifica | modifica wikitesto]

La forma stagionale è frequente ed è caratterizzata da intenso prurito a lacrimazione (possono essere usati colliri antistaminici). È una forma dovuta ai pollini o ad altri allergeni. Le manifestazioni più frequenti della congiuntivite allergica sono prurito, iperemia, presenza di papille e follicoli, intolleranza alle lenti a contatto, secrezione biancastra, arrossamento oculare. La forma gigantopapillare è poco frequente tranne che per i portatori di lenti a contatto o per chi porta di protesi oculari o suture chirurgiche. Nel caso delle lenti a contatto si ritiene siano le proteine, che dopo circa 15 giorni degenerano se non vengono accuratamente rimosse, a fare da antigene.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Richards A, Guzman-Cottrill JA, Conjunctivitis, in Pediatr Rev, vol. 31, nº 5, May 2010, pp. 196–208, DOI:10.1542/pir.31-5-196, PMID 20435711.
  2. ^ a b c d e f g Facts About Pink Eye, su National Eye Institute, November 2015. URL consultato l'8 marzo 2016.
  3. ^ a b c d e f g h i AA Azari e NP Barney, Conjunctivitis: a systematic review of diagnosis and treatment., in JAMA, vol. 310, nº 16, 23 ottobre 2013, pp. 1721–9, DOI:10.1001/jama.2013.280318, PMID 24150468.
  4. ^ a b Troisi Salvatore, Del Prete Antonio, “L'esame citologico nelle flogosi della superficie oculare”, Typos ed., Bari, 2008, pp. 1-46
  5. ^ Suzanne C. Smeltzer, Brunner & Suddarth's textbook of medical-surgical nursing., 12th, Philadelphia, Wolters Kluwer Health/Lippincott Williams & Wilkins, 2010, p. 1787, ISBN 978-0-7817-8589-1.
  6. ^ Chennai's medical history unveiled, in The Times of India (Chennai), 23 agosto 2011. URL consultato il 16 settembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina