Congiuntivite primaverile

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In campo oculistico, si intende per congiuntivite primaverile o cheratocongiuntivite Vernal (dal latino “primaverile”, appunto) o semplicemente VKC (acronimo dell'inglese "Vernal keratoconjunctivitis"), una rara malattia cronica infiammatoria della congiuntiva, cioè la superficie dell'occhio che vediamo come bianca, anche se in realtà la congiuntiva è praticamente trasparente, e il colore che vediamo è quella della sclera su cui è appoggiata.

Tale forma di congiuntivite è di tipo noduloiperplastica, ovvero caratterizzata da fenomeni produttivi. Nelle forme più gravi la visione è preclusa, con la chiusura delle palpebre. Di tale rara forma di cheratocongiuntivite esistono testimonianze di studio risalenti agli anni 1846 (Artl) e 1855 (Desmarres), ma è ad Edwin Theodor Saemisch che si devono le prime definizioni di "catarro primaverile" o "catarro Vernal",

nel 1872.[1]

esempio di cheratocongiuntivite Vernal (abbr. VKC), in forma grave

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Si riscontra la presenza di ipertrofia papillare (nella congiuntiva tarsale)
  • È una forma bilaterale (interessa entrambi gli occhi)
  • La congiuntiva bulbare diventa gelatinosa

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi e segni clinici nel paziente possono manifestarsi come prurito, lacrimazione, produzione di muco biancastro, fotofobia (fastidio o dolore alla luce), dolore alla palpazione e sensazione di corpo estraneo. [2]

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Le cause scatenanti sono sconosciute, alcuni autori sospettano che sia una reazione anormale ad uno stimolo fotodinamico.

Terapie[modifica | modifica wikitesto]

Molti farmaci comuni non riescono a risolvere l'anomalia, in questo caso le cure quindi saranno chirurgiche, con la crioterapia e la sostituzione dell'ipertrofia papillare con mucosa buccale. Oltre alle terapie più comuni come antiallergici, cortisonici e vasocostrittori negli ultimi anni sono in fase di studio in varie cliniche (ad esempio all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze) colliri a base di ciclosporina e tacrolimus[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maurice N Beigelman, Vernal conjunctivitis, Los Angeles, University of Southern California Press, 1950.
  2. ^ Bonini S, Sacchetti M, Mantelli F, Lambiase A, Clinical grading of vernal keratoconjunctivitis., in Current Opinion in Allergy and Clinical Immunology, 7(5), 2007, p. 436–441.
  3. ^ La cheratocongiuntivite Vernal (VKC) | Allegria ONLUS

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Peduzzi, Manuale d’oculistica terza edizione, Milano, McGraw-Hill, 2004, ISBN 978-88-386-2389-9.
  • Joseph C. Sengen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.

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