Conduttore del carro

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Omino di Burro
Le avventure di Pinocchio-pag219.jpg
Universo Pinocchio
Lingua orig. Italiano
Autore Carlo Collodi
Sesso Maschio

Il Conduttore del carro, generalmente conosciuto anche come Il Cocchiere, l'Omino o L'Omino di Burro, è un personaggio immaginario del romanzo di Carlo Collodi "Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino", in cui compare nei capitoli XXXI e XXXIII.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Cocchiere è colui che si occupa, grazie alle sue maniere melliflue e alla sua vocina convincente e rassicurante, di attirare ragazzi svogliati sul suo carro, tirato da dodici pariglie di ciuchini, per condurli nel Paese dei Balocchi, il luogo dove ogni fanciullo può divertirsi senza dover ascoltare gli adulti. Il carro ha le ruote fasciate per non far rumore (e non farsi dunque scoprire) e i ventiquattro ciuchini, invece di essere ferrati, hanno ai piedi stivali bianchi.

Viene descritto dall'autore come: «Un omino più largo che lungo, tenero e untuoso come una palla di burro, con un visino di melarosa, una bocchina che rideva sempre e una voce sottile e carezzevole, come quella d'un gatto che si raccomanda al buon cuore della padrona di casa.». È un personaggio diabolico, perverso e, talvolta, persino sadico: per punire i suoi somari recide loro le orecchie a morsi. Mentre il carro corre verso il paese dei Balocchi il cocchiere canta: "Tutti la notte dormono / e io non dormo mai...".

Dopo cinque mesi di cuccagna, tra balocchi e divertimenti, i ragazzi (tra cui Pinocchio e Lucignolo), si trasformano in veri e propri somari con tanto di coda e lungo paio di orecchie. Successivamente l'autore spiegherà che il mestiere dell'Omino è proprio quello di portare i ragazzi al Paese dei Balocchi per attendere il momento in cui si sarebbero trasformati in ciuchini e avrebbe potuto venderli nelle fiere e nei mercati. E che così facendo in pochi anni si era arricchito tanto da diventare milionario.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film Disney Pinocchio del 1940, è il secondo antagonista principale dopo Mangiafuoco e prima di Monstro. Si tratta di un cocchiere malvagio (chiamato Il Postiglione) che appare nell'osteria del Gambero Rosso, con il Gatto e la Volpe, ai quali consiglia di fare raccolta di ragazzi svogliati (ovvero quelli negligenti che non vogliono andare a scuola), per portarli nel Paese dei Balocchi. Il Gatto e la Volpe gli consegnano Pinocchio che, insieme a Lucignolo, è contento di andare in un posto dove non si studia mai. Ma il cocchiere ha un piano malvagio: una volta che i ragazzi si saranno trasformati in ciuchini, vuole venderli per guadagnare molto denaro. Nel film il suo destino è sconosciuto. È doppiato da Charles Judels e in originale parla con accento cockney. Il suo look è lo stesso di Charles Laughton ne La taverna della Giamaica di Alfred Hitchcock. Nel film, anziché lavorare da solo come nel romanzo, possiede degli aiutanti muscolosi e dalle fattezze umanoidi, il cui volto però è oscurato. Per un motivo ignoto è l'unico personaggio umano del film ad avere quattro dita anziché cinque, il che ha portato molti fan ad ipotizzare che non sia effettivamente umano. Sempre in ambito Disney, il Postiglione appare sporadicamente anche nella serie televisiva House of Mouse - Il Topoclub come ospite fisso del locale.
  • Nell'adattamento del 1972 Un burattino di nome Pinocchio di Giuliano Cenci, il Cocchiere, doppiato da Gianni Bonagura, è raffigurato in maniera più simile al libro rispetto alla versione disneyana. Come nel libro, egli lavora da solo, ed è rappresentato come un personaggio effeminato e seducente con la voce acuta, che riesce facilmente a convincere Pinocchio e Lucignolo ad andare con lui nel Paese dei Balocchi. In ogni caso, non è violento come nel libro.