Cloruro stannico

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Cloruro stannico
Cloruro stannico pentaidrato
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare SnCl4
Massa molecolare (u) 260,50 g/mol
Aspetto liquido incolore
Numero CAS [7646-78-8]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 2,23 (20 °C)
Solubilità in acqua (20 °C) solubile (decomposizione)
Temperatura di fusione −33 °C (240 K)
Temperatura di ebollizione 114 °C (387 K)
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
corrosivo

pericolo

Frasi H 290 - 314 - 335 - 412
Consigli P 280 - 273 - 301+330+331 - 304+340 - 305+351+338 - 309+310 [1]

Il cloruro stannico o cloruro di stagno (IV) o tetracloruro di stagno, è il sale di stagno (IV) dell'acido cloridrico di formula chimica SnCl4. A temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore dall'odore pungente. Il sale pentaidrato è un solido bianco cristallino deliquescente, stabile tra i 19 e i 56 °C, molto solubile sia in acqua che in alcool, viene spesso usato a posto del prodotto anidro perché meno reattivo.

È solubile in molti solventi organici. Il tetracloruro di stagno è un perfetto isolante elettrico, ma tracce d'acqua lo rendono conduttivo. È un composto corrosivo, pericoloso per l'ambiente.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Materia prima per la produzione dei composti organici dello stagno. Fabbricazione della Fucsina, di coloranti, pigmenti (lacche) e delle carte sensibili. Lavorazione della seta, in passato molto usato soprattutto come mordente per la colorazione. Trattamento della lana (conferisce brillantezza ai colori). Stabilizzante di profumi e saponi per toilette.

Molto usato come trattamento superficiale del vetro per migliorarne le resistenze meccaniche: il vetro appena formato viene passato in una stufa dove risiedono vapori di cloruro stannico; questi a contatto con il vetro si trasformano in ossido di stagno impartendo resistenza all'abrasione e alla rottura e permettendo così la riduzione dello spessore del vetro stesso.

Sintesi[modifica | modifica wikitesto]

Viene preparato per azione del cloro sul metallo, un tempo era chiamato liquido fumante di Libavius. Durante questo processo si forma anche cloruro stannoso da cui il tetracloruro di stagno viene separato per distillazione.

Reattività[modifica | modifica wikitesto]

Avidissimo di acqua, al contatto con l'umidità dell'aria emana un fumo biancastro di acido cloridrico trasformandosi in ossido di stagno finissimo e tetracloruro di stagno pentaidrato solido.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ scheda del tetracloruro di stagno su IFA-GESTIS

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