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Cattedrale di San Cetteo

Coordinate: 42°27′36.97″N 14°12′45.36″E
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Cattedrale di San Cetteo
Cattedrale di San Cetteo, Pescara
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneAbruzzo
LocalitàPescara
Coordinate42°27′36.97″N 14°12′45.36″E
Religionecattolica di rito romano
TitolareSan Cetteo
Arcidiocesi Pescara-Penne
ArchitettoCesare Bazzani
Stile architettonicoArchitettura neoromanica
Inizio costruzione1933[1]
Completamento1938
Sito websancetteo.it

La cattedrale di San Cetteo è un edificio di culto cattolico della città di Pescara, cattedrale dell'arcidiocesi di Pescara-Penne e sede dell'omonima parrocchia. È dedicata a san Cetteo, il patrono della città.

Il nome originale dell'odierna costruzione, Tempio della Conciliazione, è legato al concordato dello Stato italiano con la chiesa cattolica.

Edifici precedenti

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Vecchia chiesa di San Cetteo o del Sacramento

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La chiesa storica di San Cetteo (detta anche del Santissimo Sacramento) ospitava la parrocchia dedicata al santo patrono amiternino, da almeno il XVII secolo.

La chiesa del Santissimo Sacramento era una piccola struttura con la facciata rivolta verso piazza Garibaldi. Viene descritta, in una relazione della visita pastorale dell'arcivescovo di Chieti del 1841, di forma irregolare, non conforme a qualsiasi ordine architettonico e priva di abbellimenti rilevanti all'esterno, se non il portale in stile classico rinascimentale. Il campanile era a torre, con cuspide conica, modificata nel primo Novecento in cuspide cipollinea, per poi essere abbattuto insieme a gran parte della torre perché pericolante. La facciata aveva il portale in stile classico e due piccoli rosoni circolari; l'interno era a due navate irregolari, con otto finestre laterali per le luci. Il portale corrispondeva alla navata di destra, vi erano un piccolo organo, il pulpito in gesso, otto altari e una piccola cappella dedicata a San Cetteo. Le due navate erano divise da cinque arcate, quella di destra era più piccola. La chiesa fu descritta nelle Novelle della Pescara da Gabriele D'Annunzio, nel racconto de "La vergine Orsola", accennando ai pilastri, ai lacerti di mosaici e all'ambone decorato con motivi vegetali.

Edificio attuale

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La costruzione della chiesa è legata all'attività edilizia intensificatasi in città dopo l'istituzione della provincia di Pescara del 1927: la vecchia chiesa del Santissimo Sacramento, risalente al XVII secolo e situata dove poi venne costruita la Cattedrale, era ridotta in pessime condizioni già dalla fine del XIX secolo, e venne quindi demolita per sostituirla con il nuovo edificio.[2] Sino al 1892, erano ancora visibili i resti di un antico edificio di culto di origine romana, noto dall'epoca medievale come chiesa di Santa Gerusalemme; l'edificio era collocato tra il sagrato della cattedreale e l'asse stradale di viale Gabriele D'Annunzio, e i resti di alcune colonne, di evidente stile tardo antico, sono conservati e visibili tramite coperture in vetro pochi metri al di sotto del piano stradale.

La costruzione della chiesa nuova fu fortemente voluta da Gabriele D'Annunzio, il quale mise a disposizione anche fondi finanziari propri. D'Annunzio si consultò con l'architetto Cesare Bazzani e volle trovare in questa chiesa un luogo di sepoltura per la madre,[3] la cui cappella si trova sulla destra dell'altare maggiore. L'opera giunse a termine nel 1938, ma la facciata dovette essere ricostruita già dopo gli eventi della seconda guerra mondiale.

La chiesa divenne cattedrale nel 1949[1], nello stesso anno in cui la diocesi di Penne che prese il nome di Penne-Pescara, e dal 1982 sede dell'arcidiocesi.

Interno
Guercino, San Francesco in adorazione del crocifisso (1649?)

La chiesa fu costruita seguendo i criteri della tradizione abruzzese, dalla facciata di forma rettangolare e decorata a rosoni. Sulla facciata sono presenti tre portali strombati con lunetta a botte dipinta, ad archi a tutto sesto. Il portale centrale inoltre è sormontato da tre statue di santi tra cui San Cetteo, il patrono. Due lesene aggettanti mettono in evidenza la suddivisione interna in tre navate.

A sinistra della facciata, un campanile su base quadrata si conclude con tamburo a pianta ottagonale.

Ha un impianto architettonico a basilica a tre navate. La tripartizione è data da colonne in marmo. Il soffitto della navata principale è a cassettoni lignei non intagliati, le colonne delle arcate sono cilindriche con capitelli ionici; il coro è sottolineato da un'abside semicircolare. La chiesa dispone di un transetto, rialzato come nella tradizione romanica: da un lato del transetto si trova una cappella dedicata a San Cetteo, con un suo busto in argento.

L'organo a canne è opera della ditta Mascioni (opus 497) ed è stato costruito nel 1937. Dispone di 53 registri e la sua consolle ha tre tastiere di 61 note e pedaliera concavo-radiale di 32 note. Si trova sulla cantoria in controfacciata.

  1. 1 2 Chiesa di San Cetteo Vescovo e Martire, BeWeB - Beni ecclesiasitici in Web, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 5 luglio 2025 (archiviato il 3 aprile 2017).
  2. S. Cetteo - Diocesi Pescara, su diocesipescara.it, luglio 2018.
  3. "Il presidente del Consiglio Comunale Antonio Blasioli su Luisa De Benedictis" - Comune di Pescara, su comune.pescara.it, luglio 2018. URL consultato il 22 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2018).

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