2000 Light Years from Home

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2000 Light Years from Home
ArtistaThe Rolling Stones
FeaturingNicky Hopkins
Tipo albumSingolo
Pubblicazione1967
Durata4:48
Album di provenienzaTheir Satanic Majesties Request
GenereRock psichedelico[1]
Space rock[2]
EtichettaDecca
London Records
ProduttoreThe Rolling Stones
ArrangiamentiThe Rolling Stones
Registrazioneluglio 1967 agli Olympic Studios di Londra

2000 Light Years from Home è una canzone del gruppo inglese Rolling Stones, pubblicata nel 1967 sull'album Their Satanic Majesties Request. Uscì anche in diversi singoli assieme a She's a Rainbow, talvolta sul lato A ed altre volte sul lato B.[1]

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

Fu scritta da Mick Jagger e Keith Richards nel periodo in cui furono condannati per possesso e uso di stupefacenti, nell'estate del 1967. Jagger scrisse il testo della canzone in un momento di tristezza mentre era da solo in cella nella prigione di Brixton. Il gruppo poté comunque registrare il brano in luglio grazie al rilascio su cauzione di Jagger e Richards dopo due notti in prigione.[3][4] L'evento ha in qualche modo influito sul testo, in cui affiora più volte il tema della solitudine.[5]

Il senso di isolamento e disorientamento che la vicenda causò agli Stones emerge in modo particolare in 2000 Light Years from Home. La compagna di Jagger di quegli anni, Marianne Faithfull, che lo spinse a trasferire nel testo la disperazione di essere in prigione, in seguito affermò che in quei giorni si sentivano in preda a un maligno incantesimo.[4] La canzone è stata interpretata anche come un simbolo dello scontro generazionale e del consumo degli stupefacenti, che contribuissero a scavare un solco tra sé e la mentalità antiquata delle autorità colpevoli di aver montato un processo legale e mediatico di tale entità, ritenuto infondato dalla controcultura giovanile di quel tempo. Furono infatti in molti i giovani che protestarono apertamente contro il sistema in difesa di Jagger e Richards.[4]

Il brano viene aperto dal dissonante piano di Nicky Hopkins in quello che sembra un interludio, quando lo stacco della batteria di Watts e della chitarra elettrica di Richards trasportano l'ascoltatore in un'atmosfera spaziale, basata sul crescendo della batteria e sul martellante lavoro di Wyman al basso,[4] impostato come nei precedenti dischi sul blues.[5] Lo spettrale aspetto spaziale è garantito dalle note surreali del mellotron di Brian Jones, che creano la sensazione di volo su cui si innesta la voce di Jagger.[5] Il testo narra di un viaggio nello spazio in solitudine e del conseguente progressivo allontanamento da casa. Di particolare rilievo sono gli effetti speciali ottenuti con l'overdubbing a fine sessione.[4]

Pubblicazione e accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione americana del singolo, con She's a Rainbow sul lato A, raggiunse il 25º posto nella Billboard Hot 100, nella quale rimase 7 settimane.[6] Il brano è stato considerato il capolavoro dell'album,[5] nonché uno dei più significativi brani di rock psichedelico.[3] Assieme alla coetanea Interstellar Overdrive dei Pink Floyd e a Space Oddity (del 1969) di David Bowie, è citata come uno dei primi notevoli esempi di accostamento del rock alla "musica da fantascienza" iniziata negli anni quaranta da Harry Revel.[7] In particolare, il brano anticipò il tema dell'angosciante smarrirsi nello spazio, che sarà affrontato da Bowie con Space Oddity.[5]

La rivista musicale Rolling Stone, che lo considera il cinquantunesimo brano più bello della band, ha definito 2000 Light Years from Home "un incubo psichedelico, che cattura la desolazione di sentirsi perduti nello spazio, con l'inquietante incantesimo lanciato dal mellotron di Jones".[8] Pur non raggiungendo i livelli di esplorazione spaziale espressi nello stesso periodo dai primi lavori dei Pink Floyd e dai virtuosismi alla chitarra di Jimi Hendrix, viene comunque considerato uno dei brani alle origini dello space rock, che sarebbe esploso qualche anno più tardi.[2][9]

Altre pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Con la pubblicazione dell'album nel 1967, la band realizzò anche una videoclip promozionale a colori del brano diretta da Michael Lindsay-Hogg.[10] Compare inoltre in diverse raccolte dei Rolling Stones, tra cui Through the Past, Darkly (Big Hits Vol.2) (1969), More Hot Rocks (Big Hits & Fazed Cookies) (1972), Rolled Gold: The Very Best of the Rolling Stones (1975), Singles Collection: The London Years (1989) e GRRR! (2012). Fu utilizzata per il film Men in Black 3 uscito nel 2012.

Altre interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1997, quando anche She's a Rainbow fu aggiunta al repertorio dal vivo, la canzone fu l'unica dell'album originale ad essere suonata nei concerti del gruppo. In particolare, fu suonata regolarmente tra il 1989 ed il 1990 nelle date dello Steel Wheels/Urban Jungle Tours. Fu in seguito accantonata e ripresa 23 anni dopo nel concerto del 29 giugno nell'edizione 2013 del Glastonbury Festival nel Regno Unito.

Tra i vari gruppi che hanno eseguito cover di 2000 Light Years from Home, vi sono The Tragically Hip, The Danse Society, Grave Digger, Monster Magnet e Rachael Yamagata.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Ospite

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Rolling Stones, The – She's A Rainbow, discogs.com
  2. ^ a b (FR) Petite histoire du space rock et autres rituels musicaux de l’espace, culture.ulg.ac.be (sito dell'Università di Liegi). URL consultato il 16 giugno 2015.
  3. ^ a b (EN) Stephen Davis, Old Gods Almost Dead: The 40-Year Odyssey of the Rolling Stones, Crown/Archetype, 2001, ISBN 0767909569. URL consultato il 16 giugno 2015.
  4. ^ a b c d e (EN) Bill Janovitz, Rocks Off: 50 Tracks That Tell the Story of the Rolling Stones, Birlinn, 2014, ISBN 0857907905. URL consultato il 16 giugno 2015.
  5. ^ a b c d e (EN) Bill Janowitz, 2000 Light Years from Home, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 17 giugno 2015.
  6. ^ (EN) The Hot 100 - The week of December 30, 1967, su billboard.com. URL consultato il 20 giugno 2017.
  7. ^ (EN) Brian Stableford, Science Fact and Science Fiction: An Encyclopedia, Routledge, 2006, p. 365, ISBN 1135923736. URL consultato il 16 giugno 2015.
  8. ^ (EN) 100 Greatest Rolling Stones Songs - #51 - "2000 Light Years From Home" (1967), rollingstone.com. URL consultato il 16 giugno 2015.
  9. ^ (EN) Sheila Whiteley, The Space Between the Notes: Rock and the Counter-Culture, Routledge, 2003, p. 98, ISBN 1134916620. URL consultato il 16 giugno 2015.
  10. ^ Music Video Database - The Rolling Stones, mvdbase.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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