Got Live If You Want It!
| Got Live If You Want It! album dal vivo | |
|---|---|
| Artista | The Rolling Stones |
| Pubblicazione | 10 dicembre 1966 |
| Durata | 33:09 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 12 |
| Genere | Pop rock Rhythm and blues |
| Etichetta | London Records ABKCO Records |
| Produttore | Andrew Loog Oldham |
| Registrazione | 1º e 7 ottobre 1966 |
| Formati | LP |
| Note | n. 6 |
| Certificazioni | |
| Dischi d'oro | (vendite: 500 000+) |
| The Rolling Stones - cronologia | |
| Recensione | Giudizio |
|---|---|
| AllMusic | |
| Encyclopedia of Popular Music | |
| Entertainment Weekly | B−[4] |
| MusicHound Rock | 1/5[5] |
| The Rolling Stone Album Guide | |
| Tom Hull – on the Web | B+ |
Got Live If You Want It! è il primo album live del gruppo rock britannico The Rolling Stones pubblicato nel 1966.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il disco fu il risultato di un obbligo contrattuale degli Stones con il loro distributore americano, la London Records, e la band non rimase troppo contenta del prodotto finito. A causa delle pesanti manipolazioni in studio in fase di post-produzione, l'album venne infatti successivamente disconosciuto dagli stessi Stones, che considerarono come loro primo album dal vivo Get Yer Ya-Ya's Out! del 1970.[7]
All'epoca, il disco non venne pubblicato ufficialmente in Inghilterra; dato che esisteva infatti un EP dallo stesso titolo pubblicato per il mercato britannico nel 1965, con una scaletta dei brani totalmente differente.
Le esibizioni catturate sull'album furono registrate il 1° e il 7 ottobre 1966, a Newcastle upon Tyne e a Bristol, nonostante le note del disco asseriscano erroneamente che esse provengano da un concerto alla Royal Albert Hall. Anche se la band tornò in studio nell'ottobre '66 per correggere varie imperfezioni audio di Got Live If You Want It!, per rimpolpare un po' la scaletta dei brani, furono inserite due incisioni inedite di studio (Fortune Teller del 1963 e I've Been Loving You Too Long del 1965) alle quali furono applicati dei falsi effetti live con sovraincisioni di urla ed applausi del pubblico per creare l'impressione che fossero brani suonati dal vivo.
L'album venne pubblicato negli Stati Uniti in dicembre, quando gli Stones erano ormai prossimi alla conclusione delle sessioni per Between the Buttons. In Gran Bretagna la Decca Records pubblicò l'LP come disco d'importazione cambiandogli il titolo in Have You Seen Your Mother Live!, mentre la King Records Japan lo fece uscire come Hits LIVE.
Accoglienza
[modifica | modifica wikitesto]L'album raggiunse la posizione numero 6 nelle classifiche americane.
Tracce
[modifica | modifica wikitesto]- Under My Thumb - 2:54
- Get Off of My Cloud - 2:54
- Lady Jane - 3:08
- Not Fade Away (Holly/Petty) - 2:04
- I've Been Loving You Too Long (Redding/Butler) - 2:55
- Fortune Teller (Neville) - 1:57
- The Last Time - 3:08
- 19th Nervous Breakdown - 3:31
- Time Is on My Side (Meade) - 2:49
- I'm Alright - 2:27
- Have You Seen Your Mother, Baby, Standing in the Shadow? - 2:19
- (I Can't Get No) Satisfaction - 3:05
- Note: Fortune Teller e I've Been Loving You Too Long sono le due canzoni originariamente registrate in studio e utilizzate in questo album con delle sovraincisioni sonore del pubblico.
Formazione
[modifica | modifica wikitesto]- Mick Jagger – voce, percussioni
- Keith Richards – chitarra, cori
- Brian Jones – chitarra, dulcimer, armonica a bocca, cori
- Bill Wyman – basso, cori
- Charlie Watts – batteria, percussioni, marimba
Ristampe
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1986 la ABKCO Records ristampò in formato CD il catalogo degli Stones con la supervisione di Allen Klein, fondatore dell'etichetta ed ex manager della band. La ristampa di Got Live If You Want It! in un primo momento venne rimandata perché Klein ebbe problemi a recuperare i nastri originali.[8] Nell'agosto 2002 il disco fu ristampato in CD una seconda volta dalla ABKCO, questa volta rimasterizzato con le tecnologie più moderne e anche in formato SACD. In questa edizione Under My Thumb appare in un'altra versione e con un'introduzione differente rispetto all'LP originale.[9]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) The Rolling Stones - Got Live If You Want It – Gold & Platinum, su Recording Industry Association of America. URL consultato il 28 aprile 2016.
- ↑ Richie Unterberger, Got Live If You Want It! – The Rolling Stones, su allmusic.com, AllMusic. URL consultato il 10 febbraio 2020 (archiviato il 20 giugno 2020).
- ↑ Colin Larkin, Encyclopedia of Popular Music, 5ª ed., Omnibus Press, 2011, p. 2005, ISBN 978-0857125958.
- ↑ David Browne, Satisfaction?, in Entertainment Weekly, 20 settembre 2002. URL consultato il 30 novembre 2018 (archiviato il 28 novembre 2018).
- ↑ Greg Kot, The Rolling Stones, in MusicHound Rock: The Essential Album Guide, Farmington Hills, MI, Visible Ink Press, 1999, p. 952, ISBN 1-57859-061-2.
- ↑ Album Guide: The Rolling Stones, in Rolling Stone. URL consultato il 17 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2011).
- ↑ (EN) Richard Havers, 'Got Live If You Want It!': The Unadulterated Excitement Of A Rolling Stones Gig, su udiscovermusic.com. URL consultato il 30 novembre 2025.
- ↑ (EN) A Black and Blue Christmas: Rolling Stones Catalog on CD, in Digital Audio and Compact Disc Review, vol. 3, 1–6, 1986, p. 6.
- ↑ (EN) Richard Havers, 'Got Live If You Want It!' The 'Unadulterated Excitement' of a Rolling Stones Gig, in uDiscoverMusic, 10 dicembre 2019. URL consultato il 28 marzo 2020 (archiviato il 29 marzo 2020).
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Got Live If You Want It!, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Got Live If You Want It!, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.