Pomodoro di San Marzano dell'agro sarnese-nocerino
| Pomodoro di San Marzano (DOP) | |
|---|---|
| Origini | |
| Luogo d'origine | |
| Zona di produzione | Valle del Sarno |
| Dettagli | |
| Categoria | ortofrutticolo |
| Riconoscimento | D.O.P. |
| Settore | Ortofrutticoli e cereali |
| Consorzio di tutela | http://www.consorziopomodorosanmarzanodop.it/ Consorzio San Marzano |
| Altre informazioni | Reg. CE n.1263/96 (GUCE L. 163/96 del 02.07.1996) |
Pomodoro di San Marzano dell'agro sarnese-nocerino (DOP) è una varietà di pomodoro riconosciuta come prodotto ortofrutticolo italiano a Denominazione di Origine Protetta.
Il nome proviene dalla città di San Marzano sul Sarno. Ha una forma allungata, ed è particolarmente adatto per preparare pelati e conserve.
La denominazione di origine protetta (DOP) "Pomodoro San Marzano dell'agro sarnese-nocerino" è riservata al pomodoro che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dalle norme della Disciplinare di produzione e trasformazione della Denominazione di Origine Protetta "Pomodoro San Marzano dell’agro sarnese-nocerino".
La denominazione d'origine protetta (DOP) "Pomodoro San Marzano dell'agro sarnese-nocerino," senza altra qualificazione, è riservata al pomodoro pelato ottenuto da piante dell'ecotipo S. Marzano.
Possono concorrere alla produzione di questo pomodoro, linee ottenute a seguito di miglioramento genetico dell'ecotipo S. Marzano sempre che, sia il miglioramento che la coltivazione, avvenga nell'ambito del territorio così come delimitato nell'articolo 3 e presentino caratteristiche conformi allo standard descritto nell'articolo 5 dello stesso documento disciplinare.
L'articolo 3 della disciplinare indica che il pomodoro ottenuto dall'ecotipo S. Marzano o da linee migliorate, per avvalersi della denominazione di origine protetta (DOP) "Pomodoro San Marzano dell'agro sarnese-nocerino" deve essere prodotto da aziende agricole e trasformato da aziende industriali entrambe ricadenti nelle aree territoriali così delimitate:
| Provincia | Comune | Località |
|---|---|---|
| Salerno | San Marzano sul Sarno | intero territorio |
| San Valentino Torio | intero territorio | |
| Scafati | intero territorio | |
| Baronissi | parte del territorio. | |
| Fisciano | parte del territorio. | |
| Mercato San Severino | parte del territorio. | |
| Siano | parte del territorio. | |
| Roccapiemonte | intero territorio comunale con esclusione della zona ad est della strada provinciale Camerelle - Mercato San Severino. | |
| Nocera Inferiore | parte del territorio. | |
| Nocera Superiore | parte del territorio. | |
| Sarno | l'intero territorio comunale con esclusione della zona NE del tracciato: sorgente San Marino, Masseria Scarola, ponte Alaria, centro urbano, cimitero, Santa Maria della Foce, La Marmora (fino al confine provinciale). | |
| Pagani | l'intero territorio comunale con esclusione della zona sud della strada San Lorenzo - Pagani. | |
| Sant'Egidio del Monte Albino | l'intero territorio comunale con esclusione della zona a sud della strada intercomunale Angri - Pagani. | |
| Angri | l'intero territorio comunale con esclusione dell'intera zona a sud dell'acquedotto dell'Ausino. | |
| Avellino | Montoro Superiore | parte del territorio. |
| Montoro Inferiore | parte del territorio. | |
| Napoli | Striano | intero territorio |
| Poggiomarino | intero territorio | |
| Pompei | intero territorio | |
| Sant'Antonio Abate | intero territorio | |
| Castello di Cisterna | intero territorio | |
| Santa Maria la Carità | intero territorio | |
| Boscoreale | intero territorio | |
| Castellammare di Stabia | parte del territorio | |
| Gragnano | parte del territorio | |
| Acerra | parte del territorio | |
| Afragola | parte del territorio | |
| Brusciano | parte del territorio | |
| Caivano | parte del territorio | |
| Casalnuovo | parte del territorio | |
| Camposano | parte del territorio | |
| Cicciano | parte del territorio | |
| Cimitile | parte del territorio | |
| Mariglianella | parte del territorio | |
| Marigliano | ||
| Nola | ||
| Palma Campania | ||
| Pomigliano | ||
| Scisciano | ||
| San Vitaliano |
L'area sopraddetta è riportata nella cartina della provincia di Salerno con propaggine nelle province di Napoli e Avellino. Tutti i comuni sono inclusi nell'agro sarnese-nocerino e zone viciniori e sono interessati, per la parte di pianura e come utilizzazione, alla zona seminativa irrigua o irrigabile. La parte collinare o a basso rilievo è naturalmente esclusa, non essendo irrigua.
Il pomodoro San Marzano è prodotto nella parte dell'agro sarnese-nocerino che si estende nella pianura del Sarno che è ricoperta per la maggior parte da materiale piroclastico di origine vulcanica.
I terreni dell'agro sarnese-nocerino si presentano molto profondi, soffici, con buona dotazione di sostanza organica ed un'elevata quantità di fosforo assimilabile e di potassio scambiabile. L'idrologia del territorio è molto ricca per la presenza di numerose sorgenti e di abbondanti falde a diversa profondità. L'acqua per uso irriguo, in genere viene derivata da pozzi che si alimentano direttamente dalla falda freatica.
Circa il clima, l'agro sarnese-nocerino risente della benefica influenza del mare. Le escursioni termiche non sono notevoli e qualora il termometro scende al disotto dello zero, non vi permane a lungo; la grandine è piuttosto rara. I venti dominanti sono il Maestro del nord e lo Scirocco del sud. Le piogge sono abbondanti in autunno, inverno e primavera; scarse o quasi nulle nell'estate. Sebbene le piogge difettino nei mesi estivi, l'umidità relativa dell'aria si mantiene piuttosto alta il trapianto, di norma, si esegue nella prima quindicina del mese di aprile, però può protrarsi fino alla prima decade di maggio.
Secondo la normativa, la raccolta dei frutti dev'essere eseguita esclusivamente a mano, in maniera scalare, quando essi raggiungono la completa maturazione, ed avviene in più riprese.
I frutti raccolti devono essere sistemati e trasportati in contenitori di plastica, la cui capienza è di circa kg 25. Per il trasporto all'industria di trasformazione, le bacche arrivate al centro di raccolta aziendale e/o collettivo possono successivamente essere trasferite in cassoni, singolarmente identificati, che non superino 2,5 quintali.