La vergogna

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La vergogna
La vergogna (film 1968).JPG
Liv Ullmann e Max von Sydow
Titolo originale Skammen
Lingua originale svedese
Paese di produzione Svezia
Anno 1968
Durata 103 min
Colore B/N
Audio sonoro (mono)
Rapporto 1,37:1
Genere guerra
Regia Ingmar Bergman
Soggetto Ingmar Bergman
Sceneggiatura Ingmar Bergman
Produttore Lars-Owe Carlberg
Casa di produzione Cinematograph AB, Svensk Filmindustri (SF)
Fotografia Sven Nykvist
Montaggio Ulla Ryghe
Scenografia P.A. Lundgren
Costumi Mago
Interpreti e personaggi
Premi
« La prima parte, dedicata alla guerra, è brutta, la seconda parte, sugli effetti della guerra, è bella »
(Ingmar Bergman)

La vergogna (Skammen) è un film del 1968, diretto da Ingmar Bergman.

Trama[modifica | modifica sorgente]

C'è una guerra in corso ed Eva e Jan Rosenberg, marito e moglie e di professione violinisti, si sono rifugiati su un'isola dove trascorrono i giorni, lontano dal conflitto, coltivando un frutteto e vivendo del suo ricavato. Mentre stanno innaffiando le piante, dopo essere stati in città per vendere i lamponi raccolti e aver discusso sulla possibilità di avere un bambino per rinsaldare il loro rapporto, da un aereo si getta con il paracadute un pilota. Inutilmente cercano di prestargli soccorso. Il pilota è morto e i due vengono interrogati da alcuni soldati che li accusano di aver sparato al pilota, e registrano le loro parole con una cinepresa. Jan, che soffre di disturbi cardiaci, sviene e la moglie, dopo avergli somministrato una pillola, lo conforta. Nella scena seguente i due sposi, abbracciati al lume di candela, parlano nuovamente di figli e mentre Jan dice che ne avranno quando ci sarà la pace, Eva risponde che non ne vorrà mai.

Si sentono degli spari e Jan ed Eva decidono di fuggire in auto, ma, dopo aver attraversato la campagna disseminata di cadaveri, trovano la strada bloccata e sono costretti a ritornare indietro. Il giorno dopo si recano in città per fare delle compere e vengono fermati dai militari che, dopo averli condotti al comando di polizia, li interrogano dopo averli malmenati. L'intervista del giorno prima era infatti stata manipolata e i due vengono accusati di collaborazionismo con il nemico e imprigionati.

Nella scena che segue si assiste all'adunata nel cortile del carcere dove vengono decretate le pene; i due vengono condotti nell'ufficio del colonnello Jacobi che, conoscendo Eva ed avendo avuto per lei in passato una simpatia, li favorisce e li libera. In seguito, Jacobi porta alcuni doni: a Jan uno spartito di una composizione di Dvořák e ad Eva un anello. In un momento di intimità, Jacobi esprime verso Eva delle chiare avance, e le dà parecchio denaro, ma ella gli dice che non ha mai tradito Jan; nel frattempo Jan beve molto e si addormenta, mentre Eva e Jacobi si allontanano verso la serra. La scena lascia il dubbio sull'accaduto nella serra, se cioè Eva si dà completamente o se conforta Jacobi, ma Jan, che nel frattempo si è svegliato, cerca la moglie in casa, ma invece trova il denaro sul letto. Ansimante, scorge dalla finestra Eva e Jacobi mentre escono dalla serra e resta sconvolto tra il piangente e l'adirato.

Giungono nel frattempo dei soldati nemici di Jacobi, che lo catturano e gli chiedono dei soldi; egli prega Eva di restituirgli quanto le aveva dato. Ma Eva non ha più il denaro, che è stato preso da Jan, il quale asserisce di non saperne nulla. La casa viene brutalmente messa a soqquadro dai soldati, senza trovare il denaro. A questo punto il comandante nemico fa porre Jacobi di spalle e porge una pistola a Jan, che dopo una prima esitazione spara contro Jacobi che muore. La casa viene data alle fiamme e i due si rifugiano nella serra, dove Jan mostra ad Eva il denaro nascosto nella propria tasca.Successivamente incontrano un uomo armato, un disertore, ed Eva, presa da compassione, gli offre da mangiare, ma Jan, che è ormai contagiato dalla guerra, non è più l'uomo mite e pauroso di prima: dopo averlo derubato, lo uccide.

Eva e Jan abbandonano l'isola e, caricate poche cose su un carretto, si dirigono al mare e, visto un barcone che sta per salpare, dopo aver pagato vengono fatti salire. Il mare è pieno di cadaveri di soldati.

Il film termina con l'imbarcazione che si allontana dall'isola mentre Eva racconta di aver sognato di essere felice con una bambina in braccio, che è sua figlia, che l'abbraccia e bacia teneramente; davanti c'è un muro molto alto coperto di rose, che però vengono incendiate da un aereo. Eva conclude, riferendosi alla figlia immaginaria: "Si stringeva forte a me, e per tutto il tempo sapevo che dovevo ricordare qualcosa che qualcuno aveva detto e io avevo dimenticato".[1]

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Titoli con cui è stato distribuito[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ingmar Bergman, La vergogna, 1968

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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