Il posto delle fragole

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Il posto delle fragole
Posgole.png
Scena del film
Titolo originale Smultronstället
Lingua originale svedese
Paese di produzione Svezia
Anno 1957
Durata 91 min
Colore B/N
Audio sonoro (mono)
Rapporto 1,37:1
Genere drammatico, sentimentale
Regia Ingmar Bergman
Soggetto Ingmar Bergman
Sceneggiatura Ingmar Bergman
Produttore Allan Ekelund
Casa di produzione Svensk Filmindustri (SF)
Fotografia Gunnar Fischer
Montaggio Oscar Rosander
Musiche Erik Nordgren
Scenografia Gittan Gustafsson
Costumi Millie Ström
Trucco Nils Nittel
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Il posto delle fragole (Smultronstället) è un film diretto da Ingmar Bergman nel 1957 che ricevette numerosi premi tra cui l'Orso d'oro al Festival di Berlino, il premio della critica a Venezia, il "National Board of Review" statunitense, la candidatura all'Oscar per il miglior soggetto originale, il Golden Gate della stampa estera di Hollywood, il Premio Bodil danese per il miglior film europeo, il "Gran Premio" della cinematografia norvegese, il premio dell'"Associazione critici britannici", il primo premio al Festival argentino del Mar de la Plata, il Nastro d'argento italiano.

La trama[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« On a car journey between Stockholm and Lund, the aged professor, Isak Borg, reconsiders his life. "Who can forget such images? [3] [4] »

(IT)

« In un viaggio in auto tra Stoccolma e Lund l'anziano professore Isak Borg riconsidera la sua vita. Chi può dimenticare tali immagini? »

Ingmar Bergman e Gunnar Sjöberg durante la produzione de Il posto delle fragole

Il vecchio e illustre professor Isak Borg viene insignito di un prestigioso premio accademico e dovrà recarsi a Lund per ritirarlo. La sua giornata inizia però con un incubo: egli si trova solo in una città sconosciuta dove gli orologi sono privi di lancette. Un uomo cade a terra afflosciandosi su se stesso e un carro funebre cozza contro un lampione facendo cadere sul selciato la bara che trasporta. Si vede una mano afferrare il professore per il braccio, tirandolo a sé ed egli riconosce nel volto del morto il proprio viso. Al risveglio, dopo aver chiesto la colazione alla governante, decide di non affrontare il viaggio in aereo bensì in automobile e la nuora Marianne si offre di condividere il viaggio con lui.

Durante il viaggio Marianne rimprovera al suocero l'avarizia nei confronti del figlio medico Evald. Una deviazione dell'itinerario conduce i due alla casa dove Isak ha vissuto per vent'anni con nove tra fratelli e sorelle e il vecchio si lascia travolgere dai ricordi. Rivede la cugina Sara, da lui un tempo amata, intenta a raccogliere le fragole per lo zio Aron, di cui ricorre l'onomastico. A tavola due sorelline gemelle (una è interpretata da Lara Bergman, la figlia primogenita del regista) raccontano di aver visto il cugino Sigfrid baciare Sara che, piangente, si allontana.

Intanto una giovane, molto somigliante a Sara (interpretata dalla stessa attrice, Bibi Andersson) chiede a Isak un passaggio per sé e due suoi amici. Egli accetta e la vettura riparte; a una curva avviene uno scontro con un'auto che incrocia quella di Isak e da quella esce, illesa, una coppia che è accolta sulla macchina. Ripreso il viaggio, i due ospiti litigano in modo insopportabile e sono obbligati a scendere.

Lungo l'itinerario si trova la casa della mamma ultranovantenne di Isak e, dopo essersi riforniti di benzina e aver pranzato in una trattoria, dove i due giovanotti discutono con veemenza sull'esistenza di Dio, la vanno a visitare. L'anziana donna, ancora vivace malgrado l'età, mostra a Isak e a Marianne vecchi giocattoli e vecchie foto lamentandosi per la solitudine di cui soffre malgrado il cospicuo numero di nipoti e pronipoti.

Dopo la breve visita, si rimettono in viaggio e, mentre Marianne è alla guida, Isak si addormenta e viene colto da un nuovo incubo. Sara, giovane, lo costringe a guardare in uno specchio il proprio volto di anziano e lo informa che presto dovrà morire. Successivamente gli annuncia che sposerà Sigfrid e va in casa ad accudire il suo bambino. Isak bussa alla porta ma viene ad aprirgli un severo insegnante che lo conduce in una classe e lo interroga contestandogli le risposte e dandogli dell'incompetente. Lo accusa poi di egoismo e incomprensione e gli infligge come condanna la solitudine.

Quando il professore si risveglia dice a Marianne «Sono morto pur essendo vivo» e Marianne gli confida che i suoi rapporti con il marito sono difficili e che egli non vuole il figlio che lei attende.

Il viaggio ha finalmente termine: Marianne e Isak arrivano a casa di Evald dove trovano la governante, nel frattempo giunta in aereo. Inizia intanto la cerimonia tra gli squilli di tromba e il suono delle campane e viene letta la formula in latino della premiazione mentre Isak, che sente essere cambiato qualcosa in lui, decide di trascrivere l'esperienza di quella giornata. Durante la sera tratta gentilmente la governante, cerca di far riconciliare la nuora con il figlio e quando si addormenta ricorda ancora i momenti felici dell'infanzia e l'immagine dei genitori.

Il film[modifica | modifica wikitesto]

Bergman e Sjöström durante le riprese del film

Il film, grazie al quale Bergman ha potuto imporsi sulla scena cinematografica internazionale, è fra i più conosciuti e apprezzati.

Il cast del film vede quasi tutti gli attori cari a Bergman. Il protagonista, Victor Sjöström, è un nome illustre del cinema svedese, nonché maestro professionale di Bergman, che lo aveva già voluto per un piccolo ruolo in Verso la gioia (1950). Nel 2000 Bergman omaggerà ancora il suo maestro raccontando di lui in Bildmakarna.

Il film, girato fra gli studi della Svensk Filmindustri e la città di Lund, nello Skåne län (la parte più meridionale della Svezia), esce in patria il 26 dicembre 1957. In Italia sono uscite due versioni in DVD del film, una nel 2002 e un'altra, rimasterizzata, nel 2005.

Analisi del film[modifica | modifica wikitesto]

Il posto delle fragole, una storia di meditazione sulla vita e sulla morte: è un film che tratta dei ricordi della vita passata e dei rimpianti per le occasioni perdute di un'esistenza più felice ormai non più raggiungibile per l'imminenza della morte.

Costruito in modo che la memoria s'intrecci con la realtà, a differenza di altri suoi film, questo non ha nulla di oscuro e i pochi simboli che lo percorrono sono molto chiari. Bergman anche in questo film si serve del topos del posto delle fragole, frutto che in Svezia rappresenta a pieno la primavera, per simboleggiare l'innocenza e l'ingenuità della prima età. Ed è proprio tramite l'incontro del dottore Isak Borg con le tappe fondamentali della sua adolescenza che egli giungerà a una sorta di catarsi spirituale e al tentativo di un cambiamento della sua vita.

Il posto delle fragole è un film sul tempo, protagonista del racconto, sul cambiamento che opera in noi, sulla paura della morte [5] e sulla maschera che l'uomo si mette per risolvere le sue crisi nascondendo le passioni e i dolori.

Il tema della maschera, che è presente in molti film di Bergman, fa riferimenti chiari all'infanzia infelice del regista. Bergman, nella sua autobiografia scrive: «La famiglia di un prete vive come su un vassoio, senza alcuna protezione dagli sguardi estranei... Forgiai una personalità esteriore che aveva ben poco a che fare con il mio vero io. Non riuscendo a tenere separate la mia maschera e la mia persona, ne risentii il danno fin nella vita e nella creatività dell'età adulta. A volte dovevo consolarmi dicendo che chi è vissuto nella menzogna ama la verità.» [6] Lo stile cinematografico di Bergman si sviluppa durante le scene con disinvoltura, senza appesantire eccessivamente l'intreccio: Isak, e in parte anche il figlio Evald, sfoggiano durante la loro vita un'egoistica indifferenza e quasi disprezzo per le vite degli altri. Ma basta un incubo (per Isak) o una notizia sorprendente (per Evald) per destabilizzare la loro fredda neutralità esistenziale e gettarli in un angosciante crisi psico-mistica, e a far loro provare un senso di nausea per come fino ad allora hanno vissuto. Solo l'affetto di chi li ama può salvarli dal tedio della solitudine. La domanda è: se Isak, ormai vecchio, può tranquillamente rifugiarsi nel ricordo dell'infanzia, del primo amore e del posto delle fragole, cosa può fare Evald, ancora giovane e perfino in attesa di un figlio non voluto e che lo spaventa per le responsabilità che dovrà assumersi? La risposta è da trovare nel cuore del regista e della sua biografia: sono la speranza e l'amore le vie per superare la solitudine e la tristezza della vita. Il vecchio Isak tenterà di convincere il figlio a non fare i suoi stessi errori ma sarà soprattutto Marianne, donna tenace e coraggiosa a combattere l'egoismo mascherato da superbi principi del suocero e del marito.

Il tessuto narrativo è sorprendente, i salti di tono sono continui, oscillanti fra mondo onirico e realtà, con i personaggi perfettamente calati da uno spazio all'altro, senza che questo fatto incida sulla continuità della storia.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ”non accreditato” significa che l’attore non compare nei titoli del film
  2. ^ (EN) Link al data base degli Oscar Awards Database - AMPAS
  3. ^ Woody Allen in un sito dedicato a Ingmar Bergman]
  4. ^ Lo stesso Woody Allen nel suo film Harry a pezzi (1997) riproporrà a modo suo lo stesso andamento del film di Bergman
  5. ^ Recensione di Marco Chiani in Mymovies.it
  6. ^ Ingmar Bergman, Lanterna magica, Milano, Garzanti, 1987 p.135
  7. ^ "Dizionario del cinema", di Fernaldo Di Giammatteo, Newton&Compton, Roma, 1995, pag.70

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