La terra del desiderio

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La terra del desiderio
La terra del desiderio (film 1947).JPG
Holger Löwenadler
Titolo originale Skepp till India land
(Nave per le Indie)
Paese di produzione Svezia
Anno 1947
Durata 98 minuti
Colore B/N
Audio sonoro (mono)
Rapporto 1,37 : 1
Genere drammatico
Regia Ingmar Bergman
Soggetto Ingmar Bergman, Martin Söderhjelm
Sceneggiatura P. A. Lundgren
Produttore Lorens Marmstedt
Fotografia Göran Strindberg
Montaggio Tage Holmberg
Musiche Erland von Koch
Interpreti e personaggi

La terra del desiderio (Skepp till India land) è un film di origine teatrale del 1947 diretto dal regista svedese Ingmar Bergman, presentato in concorso al 2º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Johannes è un marinaio che ritorna in patria dopo sette anni di viaggio e ritrova Sally, la ragazza che un tempo aveva amato e riaffiorano in lui tanti ricordi. Accortosi di amarla ancora glielo dichiara ma Sally lo respinge. Johannes cammina vagando sulla spiaggia e ripensa al passato. A questo punto il film si apre su un lungo flash-back e si rivede Johannes, sette anni prima, alle prese con un recupero marino. Essendo assente il capitano Blom, suo padre, egli, per tenere sotto controllo i marinai, assume il comando dell'operazione. Blom intanto se la passa tra un'osteria e l'altra e in una di questa fa scoppiare una rissa e, dopo aver corteggiato una sciantosa di nome Sally, la porta via con sé.
Nel frattempo viene diagnosticata a Blom una grave malattia agli occhi che lo porterà alla cecità.
Sally va ad abitare nella barca della famiglia Blom, ma tra il padre violento e Johannes si scatenano furiose liti. A poco a poco tra Johannes e Sally nasce l'amore e questo fa sì che la rabbia del padre diventi ancora più forte. Mentre la moglie di Blom cerca di convincere il marito a ritornare da lei, i due giovani fanno l'amore in un vecchio mulino e in seguito Sally confesserà al capitano il suo amore per Johannes. Segue una animata discussione in cui Sally dice al capitano: "Non sei altro che un fallito".

Durante la ripresa dell'operazione di recupero, dove Johannes lavora sotto la chiglia come palombaro mentre il padre è addetto alla pompa, quest'ultimo cerca di ucciderlo interrompendo il flusso d'aria che va allo scafandro. Johannes viene salvato ma il capitano, preso da un raptus di follia, fa inabissare in mare il relitto recuperato danneggiando tutto. Tornato a riva, raggiunge la garçonnière e la distrugge, ma quando arriva la polizia per arrestarlo si lancia dalla finestra.

Dopo questo sconvolgente episodio, Johannes si imbarca come marinaio e parte per l'India, mentre Sally ritorna a cantare e a ballare nello squallido locale dove lavorava prima.

A questo punto termina il flash-back e Johannes ritorna da Sally, le ripete che l'ama e la prega ancora di ritornare da lui. Sally, dopo qualche resistenza, accetta e il film termina con i due che, decisi a rifarsi una nuova vita, salpano a bordo di una nave tra il volo dei gabbiani e una musica orientale come sottofondo.

Analisi del film[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla fiducia accordata a Bergman da Lorens Malmstedt, Bergman riuscì a realizzare "La terra del desiderio", un film prodotto con pochi e semplici mezzi, molto lineare, quasi didascalico percorso da una continua morale che è pronunciata dai personaggi, come quando, all'inizio del film, Johannes dice a Sally: "C'è stata una gran tempesta stanotte. A volte ci vuole, pulisce l'aria" o quando Sally, nella scena del vecchio mulino, dice a Johannes: "Dobbiamo aver qualcuno da amare. Se non lo abbiamo è come essere morti".

Il racconto, che in fondo può sembrare banale (l'amore contrastato tra i due giovani), esalta invece l'amore come unico ideale per il quale vale la pena di vivere. Altri i temi cari a Bergman, come il contrasto tra genitori e figli e il tema del muro che gli uomini innalzano davanti a loro, spinti dall'egoismo, per evitare il rapporto con gli altri.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Cameo del regista Ingmar Bergman: è l'uomo col berretto al Luna park.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 1947, festival-cannes.fr. URL consultato il 25-1-2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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