Sussurri e grida

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Sussurri e grida
Sussurri josephson.jpg
un primissimo piano di Liv Ullmann e Erland Josephson
Titolo originale Viskningar och rop
Lingua originale svedese
Paese di produzione Svezia
Anno 1972
Durata 91 min
Colore colore (Eastmancolor)
Audio sonoro (mono)
Rapporto 1,66:1
Genere drammatico
Regia Ingmar Bergman
Soggetto Ingmar Bergman
Sceneggiatura Ingmar Bergman
Produttore Lars-Owe Carlberg
Casa di produzione Cinematograph AB, Svenska Filminstitutet
Fotografia Sven Nykvist
Montaggio Siv Lundgren
Musiche Pierre Fournier
Scenografia Marik Vos-Lundh
Trucco Cecilia Drott, Borje Lundh
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Fino ad oggi i film sono stati fatti da uomini per gli uomini, Ingmar Bergman è forse il primo ad aver affrontato certi segreti del cuore femminile »
(François Truffaut, Il piacere degli occhi, in "Collectif", 1960)

Sussurri e grida (titolo originale: Viskningar och rop) è un film del 1972 scritto e diretto da Ingmar Bergman.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Agnese sta morendo di un male incurabile, e per l'occasione è accudita dalle sue due sorelle, Karin e Maria, e dalla badante Anna.

La sofferenza di Agnese metterà a nudo i problemi che esistono all'interno della famiglia. Karin e Maria reagiscono in modo diverso davanti alla sorte della sfortunata sorella, ma entrambe se ne distaccano con eccessiva facilità. Lo stesso rapporto delle due sorelle con i propri mariti è turbolento: Karin è una donna fredda e non ha il minimo contatto con Fredrik suo marito, mentre Maria quasi ignora suo marito Joakim e non disdegna di tradirlo con David il dottore.

Fra i glaciali rapporti personali, l'unica persona di cuore della storia è Anna, la badante che da anni e anni si occupa di Agnese. Addirittura arriva ad allattarla come una bambina, quasi in memoria della propria figlia morta giovane.

Dopo il funerale la proprietà viene venduta e Anna viene liquidata bruscamente mentre le due sorelle si lasciano freddamente.

Il film termina con alcune parole del diario di Agnese e su alcune immagini gaie delle tre sorelle vestite di bianco che correndo sul prato ridono e vanno in altalena spinte da Anna. Nel diario di Agnese si legge: "Sento di dover essere grata alla vita che mi dà tanto" e poi una didascalia dove viene riportata una frase del profeta Geremia: "Quando le grida e i sospiri saranno passati".

Analisi del film[modifica | modifica sorgente]

Opera molto dura del maestro svedese, che racchiude tutto il suo lirismo proprio nelle sequenze più gelide. La fotografia di Sven Nykvist è essenziale, basandosi su colori molto decisi che rispecchiano anche lo stato emotivo dei personaggi: rosso per il dolore, bianco per l'innocenza, nero per il lutto. Inoltre Bergman ricorre all'uso di flash-back e voce narrante, espedienti poco usati nella sua cinematografia.

La prima frase pronunciata da Agnese, « È lunedì mattina presto... e sto soffrendo », introduce l'atmosfera sofferente di tutta l'opera, dominata da un lato dalla freddezza di Karin e dall'altro dalla superficialità di Maria.

Il film si svolge prevalentemente negli interni di una villa, dove ogni piccolo particolare è curato e preciso, ma in cui non c'è amore se non quello della badante Anna. L'arredamento è freddo e quasi impersonale, mentre le rare vedute dell'esterno innevato ricordano i quadri di Pieter Brueghel il giovane. All'interno di questo capolavoro della settima arte, Bergman affronta il tema della morte ponendo sullo sfondo una famiglia benestante e un paesaggio ameno ed esplicitando il conflitto fra Karin e Maria da una parte, entrambe imprigionate dalle reti di un sistema borghese dove ogni valore perde senso, come la femminilità e il matrimonio, dove i sentimenti si vendono alle convenzioni e dove una cieca e inconfessabile fragilità etica impedisce qualsiasi confronto con il diverso e con il trascendente, e Anna e la povera Agnese dall'altra, che in un devoto silenzio, interrotto raramente da frasi brevi e concitate, racchiudono la loro religiosità, la loro purità interiore e il loro infinito e sincero affetto, che le unisce in una scena commovente, dove Anna accoglie nel suo materno seno le spoglie esanimi di Agnese, riproducendo una moderna Pietà di Michelangelo. "Un film di estrema violenza" lo definisce Piera Detassis. In effetti tra un rosso e l'altro, Bergman riesce a inserire, come di consueto, un'inestimabile morale di vita: accetta il dolore e sorridi alla felicità.

La colonna sonora è costituita esclusivamente da due brani di musica classica:

Il film uscì in anteprima a New York il 21 dicembre 1972, mentre in patria arrivò solo il 5 marzo 1973. Nell'aprile 2005 è uscita in Italia l'edizione rimasterizzata in DVD.

Una curiosità: ad alcune atmosfere e personaggi di quest'opera si è rifatto Woody Allen con il suo Interiors.[senza fonte]

Produzione[modifica | modifica sorgente]

  • Location: nella propritetà Taxinge-Näsby a Mariefred (Svezia); dal 7 settembre al 29 ottobre 1971

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Titoli con cui è stato distribuito[modifica | modifica sorgente]

  • Gritos y susurros, Argentina (16 novembre 2002, Clásicos de estreno), Spagna
  • Cries and Whispers, Stati Uniti d'America (21 dicembre 1972, New York)
  • Cris et chuchotements, Francia, (maggio 1973, Festival di Cannes)
  • Gritos e sussurros, Brasile
  • Hvisken og råb, Danimarca (5 aprile 2003, NatFilm Festival)
  • Kravges kai psithyroi, Grecia (19 settembre 2003, nuova edizione; 10 ottobre 2003 nuova riedizione)
  • Kuiskauksia ja huutoja, Finlandia (4 ottobre 1974)
  • Lágrimas e suspiros, Portogallo
  • Schreie und Flüstern, Germania Ovest, 1974
  • Sosinad ja karjed, Estonia
  • Suttogások, sikolyok, Ungheria
  • Szepty i krzyki, Polonia (13 aprile 2007, nuova edizione)
  • Schreew zonder antwoord, Olanda
  • Seoty a vykriky, Cecoslovacchia
  • Viskningar och rop, Norvegia

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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