Il volto

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Il volto
Volto max von sydow.jpg
primissimo piano di Max von Sydow
Titolo originale Ansiktet
Lingua originale svedese
Paese di produzione Svezia
Anno 1958
Durata 100 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Ingmar Bergman
Soggetto Ingmar Bergman
Sceneggiatura Ingmar Bergman
Produttore Allan Ekelund
Casa di produzione Svensk Filmindustri
Fotografia Gunnar Fischer
Montaggio Oscar Rosander
Musiche Erik Nordgren
Scenografia P. A. Lundgren
Costumi Greta Johansson
Manne Lindholm
Trucco Börje Lundh
Nils Nittel
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Il volto (Ansiktet) è un film del regista svedese Ingmar Bergman realizzato nel 1958 che ottenne nel 1959 il premio speciale della giuria alla Mostra di Venezia e il Premio Pasinetti, come opera migliore della rassegna, dai giornalisti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film è ambientato nella prima metà dell'Ottocento e si vede, all'inizio, una carrozza che attraversa un bosco con al suo interno un gruppo di girovaghi guidati dall'illusionista Vogler che formano la "Compagnia medico-ipnotica del dottor Vogler". Nella compagnia di Vogler (seguace del mesmerismo) c'è la moglie Manda, travestita da ragazzo con il nome di Aman, la nonna anziana e Tubal, mentre alla guida della carrozza c'è il giovane Simons.
Alla dogana la compagnia viene fermata e accompagnata a un palazzo per ordine della polizia. Al palazzo si trovano due amanti della magia, il console Egerman con la moglie Ottilia, e il dottor Vergerus, un medico di Stato scientista e positivista.
Vergerus inizia ad interrogare Vogler e lo accusa di curare i malati con il magnetismo utilizzando così le dubbie teorie di Mésmer. Vogler non può rispondere perché risulta essere muto e Tubal risponde per lui.

Vergerus sfida Vogler a provare su di lui i suoi poteri magici, ma nulla accade. Intanto il capo della polizia dà l'autorizzazione alla compagnia di mettere in scena uno spettacolo, a patto che venga fatta il mattino dopo una dimostrazione preliminare. Gli ospiti vengono intanto invitati a cena nella cucina con la servitù.
Il console e il medico fanno una scommessa. Il vincitore sarà colui che riuscirà a dimostrare che esistono delle forze soprannaturali.

Tubal nel frattempo offre a Sara e Sanna, le due giovani serve, e alla cuoca Sofia un filtro d'amore, ma Sofia, senza bisogno di alcun filtro, gli dà appuntamento mentre Sara, corteggiata da Simson, fa l'amore con lui in lavanderia. Sanna, che è rimasta sola, piange e la nonna la consola cantandole una canzone d'amore.

Viene intanto preparata la lanterna magica da Vogler e da sua moglie mentre Vergerus scopre Manda senza travestimento e le offre ospitalità ma senza il marito. Vogler arriva e percuote il medico. Più tardi, mentre Vogler e sua moglie sono a letto, costui parla e confida alla moglie il suo odio verso la gente del palazzo.

Il mattino dopo viene fatta la prova dello spettacolo ma viene scoperto il trucco della levitazione, in seguito però la moglie del capo della polizia riesce ad essere ipnotizzata e, sotto ipnosi, dice cose molto spiacevoli nei confronti del marito.

Viene poi legato con una catena immaginaria il servo Antonsson che, al termine dell'esperimento aggredisce Vogler che cade a terra e tutti lo credono morto.

Vogler, che ha finto di essere morto, viene portato in soffitta in attesa dell'autopsia, ma si rivela alla moglie e le chiede di chiudere la porta della soffitta dopo che Vergerus sarà entrato. Così viene fatto e Vergerus, rimasto solo con il presunto cadavere, viene terrorizzato da un occhio che spunta da un calamaio, da uno specchio che riflette un volto sconosciuto e da una mano che si muove da sola. Mentre corre alla porta per uscire si accorge che è chiusa e gli cadono gli occhiali che si frantumano. I nervi gli stanno completamente per cedere quando interviene Manda che prega il marito di non infierire oltre. Vergerus, che si accorge che il cadavere che stava per sezionare era quello del povero alcolizzato che era precedentemente morto, capisce di essere stato umiliato. Vogler è uscito così vincitore, ma alla fine si umilia chiedendo a Vergerus del denaro per sé e per la compagnia, e Vergerus si vanta così di aver vinto la scommessa.

Vengono preparati i bagagli per partire ma Tubal decide di rimanere con Sofia, mentre Sara decide di aggregarsi a Simson e ai girovaghi.
Al momento della partenza arriva la polizia, non con l'intenzione di arrestarli, ma di invitarli a tenere uno spettacolo per il re. Vogler accetta ma con atteggiamento dignitoso e altero e la comitiva si dirige allegra verso il palazzo reale.

Analisi del film[modifica | modifica wikitesto]

Il volto si presenta come un film dal carattere grottesco e ricco di ambiguità, non privo di spunti di riflessione nella sua ricca sostanza narrativa. La narrazione viene fatta attraverso gli intrecci e le sovrapposizioni e alterna il motivo ironico a quello cupo.
Molti sono i personaggi e le storie d'amore hanno tutte un lieto fine.
I temi preferiti da Bergman si ritrovano anche in questo film a partire dal rapporto tra uomo e donna, alle domande sull'esistenza e sulla realtà dello spirito. In questo film il tema della religione sembra essere sostituito con quello della magia, anche se il confronto che viene fatto è sempre tra ciò che è invisibile da quello che è visibile e non manca la problematica religiosa.

Risalta nel film, attraverso i due personaggi principali, Vogler e Vergerus, il dissidio tra la ragione e il soprannaturale e il dualismo tra il volto e la maschera che altro non sono se non i differenti aspetti della personalità. A questo proposito è possibile operare un confronto fra il cast di "Il volto" e quello di "Il settimo sigillo" e "Il posto delle fragole", i due grandi capolavori bergmaniani: infatti Gunnar Björnstrand incarna la razionalità nei panni del dott. Vergerus che in quelli dello scudiero Jons ne "Il settimo sigillo"; Max Von Sidow, con il suo volto enigmatico e dai lineamenti fortemente espressivi, è perfetto per interpretare magistralmente figure a tutto tondo e fortemente attratte dal trascendente e dall'irrazionale, come il crociato Antonius Block e il taumaturgo Vogler. E ancora Ingrid Thulin, donna fisicamente e caratterialmente straordinaria, vuole essere sempre latrice di una morale ottimistica, ne "Il posto delle fragole", e realistica in "Il volto".

Si trova inoltre nel film, come fa osservare Ernesto G. Laura[1] che vede in Vergerus "l'Europa scettica e positivista del primo Ottocento", in Ottilia "la donna illusa dai miti del romanticismo" e in Starbeck "il cinico capo della polizia dei regimi assolutisti", una critica alla società borghese. Bergman risulta quindi anche un esperto antropologo, visto che riesce nell'intento di riprodurre un'interessantissima galleria di campionari umani, attentamente studiati dal suo amato primo piano.

Il film, che come Donne in attesa è a lieto fine, si svolge all'inizio con una cupa atmosfera che però si va rischiarando verso il finale accompagnata da una semplice e allegra musica tipicamente felliniana, quasi il regista volesse ancora una volta ribadire, attraverso il suono e le immagini, che la vita, malgrado i suoi interrogativi esistenziali e le profonde inquietudini, è pur sempre un grande valore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ernesto G. Laura, Il primo Bergman: faticosa nascita di uno stile, in "Bianco e nero" n. 8/9, 1964

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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