Il bell'Antonio (film)

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Il bell'Antonio
Bellantonio-1960-Cardinale-Mastroianni.png
Claudia Cardinale e Marcello Mastroianni in una scena del film
Titolo originale Il bell'Antonio
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1960
Durata 105 min
Colore bianco e nero
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Mauro Bolognini
Soggetto Vitaliano Brancati (romanzo)
Sceneggiatura Pier Paolo Pasolini, Gino Visentini
Produttore Alfredo Bini
Casa di produzione Cino Del Duca, Arco Film, Lyre Cinematographique
Fotografia Armando Nannuzzi
Montaggio Nino Baragli
Musiche Piero Piccioni
Scenografia Carlo Egidi
Costumi Piero Tosi
Trucco Otello Fava
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Il bell'Antonio è un film del 1960 diretto da Mauro Bolognini, liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Vitaliano Brancati.

Rispetto al romanzo di Brancati (che, deceduto nel 1954, ebbe comunque attribuito postumo il soggetto del film), la vicenda è spostata di una trentina d'anni, ovvero nella Catania dei primi anni sessanta, e i fatti narrati nel libro del 1949 sono qui sintetizzati e accorpati insieme, quando non omessi del tutto; inoltre viene ovviamente sorvolata la critica antifascista che svolgeva un ruolo predominante nell'opera di Brancati, e la vicenda si svolge con tempistiche molto più ravvicinate rispetto all'originale.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il giovane Antonio Magnano torna a casa dei genitori dopo aver studiato e vissuto un po' di tempo a Roma. Antonio è bello, gentile ed elegante, e assai ambito dalle ragazze; per di più la sua famiglia ha fama di avere componenti molto "virili".

A una festa suo cugino Edoardo gli mostra la fotografia di una ragazza: Antonio viene immediatamente conquistato dalla sua bellezza. Si chiama Barbara ed è figlia del notaio Puglisi, un uomo molto in vista. Tornato a casa, Antonio sveglia i genitori e annuncia loro immediatamente la sua intenzione di sposarla. I genitori, soprattutto il padre Alfio, si congratulano: ha scelto una ragazza seria e di buona famiglia. Un ruolo di prima importanza per questo matrimonio, combinato dalle famiglie, è lo scambio di favori tra le due parti, che essi siano legali oppure no.

Dopo le nozze, nei primi mesi gli sposini si dimostrano grande affetto, anche se non vanno oltre baci appassionati; ma dopo un anno dal matrimonio, si presenta a casa Magnano il padre di Barbara, che si lamenta con don Alfio del fatto che la figlia sia ancora vergine. Incredulo, il cavaliere lo scaccia, e subito telefona al figlio per sincerarsi che quelle del consuocero siano solo basse insinuazioni. Antonio conferma da parte sua che le cose vanno bene.

In precedenza, la famiglia di Barbara era venuta a sapere parecchi mesi prima del fatto che il matrimonio non era stato consumato, ma non aveva ritenuto opportuno intervenire. Solo in un secondo tempo, quando si presenta l'occasione di combinare un matrimonio finanziariamente più vantaggioso, il padre di Barbara procede senza che né Antonio né la sua famiglia sappiano niente: il notaio ha già preso provvedimenti presso la Sacra Rota per far annullare il matrimonio perché non consumato, perdipiù con il consenso di Barbara, per la quale si è anche trovato un nuovo pretendente di ricca famiglia.

Antonio è sconvolto: è in collera con il suocero e ora si trova respinto anche dalla moglie, che gli rivela che non lo considera più suo marito. Antonio, contrariato, non può far altro che sfogarsi con Edoardo, suo cugino nonché migliore amico, al quale rivela le sue prime infelici passioni a Roma, vanificate dall'impotenza; con Barbara, di cui si era subito innamorato, era convinto che le cose avrebbero funzionato. Arriva comunque il giorno in cui il legame sponsale viene annullato, e Barbara sposa un ricco duca, lasciando Antonio nello sconforto e Alfio nella rabbia che lo porterà, per orgoglio virile e familiare, ad andare la sera stessa da una prostituta, nel letto della quale muore d'infarto.

Poco tempo dopo, la giovane servetta di casa Magnano rimane incinta e lascia credere a Rosaria che sia Antonio il responsabile della gravidanza. Interrogato dalla madre, Antonio risponde di sì e colma di gioia, la donna annuncia le prossime nozze del figlio con la ragazza, anche e soprattutto per ristabilire l'onore della famiglia. È questa una vicenda che non trova riscontro nel libro di Brancati.

Antonio è ancora fortemente innamorato di Barbara e non potrà che vivere nel suo struggente ricordo. La più probabile ipotesi è che egli non sia affatto guarito e non sia lui il padre del nascituro, ma il cugino. Si tratta di una gravidanza imprevista che però arriva al momento opportuno: la servetta avrà un marito, il figlio avrà un padre, Antonio e la famiglia compreso il cugino godranno di un improvviso salvataggio del loro onore di fronte alla società.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rete degli Spettatori

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]