Cino Del Duca

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Cino Del Duca (al centro col bicchiere in mano)

Cino Del Duca, all'anagrafe Pacifico Del Duca (Montedinove, 25 luglio 1899Milano, 23 maggio 1967), è stato un imprenditore, editore, produttore cinematografico e filantropo italiano[1].

Ha vissuto e operato soprattutto in Francia, dove è noto per aver fondato diversi periodici e per l'attività filantropica e di sostegno alla cultura svolta in quel paese. È sepolto nel cimitero Père-Lachaise.

Indice

[modifica] Biografia

Il padre, un poeta italiano nato nel 1847, che partecipò alla Battaglia di Digione (1870) con Giuseppe Garibaldi, andò in rovina quando Cino aveva quindici anni e lo costrinse a lasciare gli studi e a lavorare per una casa olandese vendendo in Italia piccoli romanzi. Questo lavoro gli permise di proseguire degli studi la sera ed essere di sostegno alla famiglia.

Nel 1923 viene messo al bando dal regime fascista ed è cacciato dalla sua città.

Trovando che i piccoli romanzi che vendeva erano "troppo sanguinari", pensò a qualcosa di più romantico. Fu in prigione, dove il regime fascista lo aveva rinchiuso, che scrisse un primo romanzo: Il principe charmant.

Uscito di prigione, grazie al denaro prestato da un amico, fondò la sua prima casa editrice e, secondo le sue parole, i suoi romanzi si vendevano "come il pane".


Nel 1932, sempre sorvegliato e incalzato dai fascisti, decise di lasciare l'Italia per stabilirsi in Francia dove costruì ciò che in seguito chiamava il proprio "impero editoriale". Si preoccupò allora di pubblicare nella stampa familiare romanzi o riviste che i genitori possono dare ai loro bambini senza pericolo[2].

Nel 1934, fonda in Francia le "Editions Mondiales" per settimanali a fumetti destinati alla gioventù e in Italia, con i fratelli Alceo e Domenico, la casa editrice "Moderna" e poi "Universo" pubblicano "Cuore garibaldino" quindi "L'Intrepido" (dal 23 febbraio 1935 al giugno del 1998).

Targa a ricordo del Del Duca filantropo al Boulevard des Italiens, a Parigi

Partecipò alla resistenza francese contro l'occupazione tedesca.

Negli anni del dopoguerra si specializzò nella "stampa del cuore" con l'edizione di settimanali come fotoromanzi tanto in Italia con Grand Hotel nel 1946 che in Francia con Nous Deux nel 1947. In Italia pubblicò, per il pubblico giovanile, i 'giornalini' L'Intrepido e Il Monello. Nel 1956 creò il quotidiano Il Giorno, con Gaetano Baldacci (già inviato speciale per Il Corriere della Sera) e il presidente dell'Eni, Enrico Mattei. Alla fine del 1957 (nel mese di novembre) pubblicò il primo numero del periodico mensile illustrato Historia, diretto nei suoi primi anni da Alessandro Cutolo. A Parigi fondò nel 1959 il quotidiano Paris-Jour, di cui è stato anche direttore.

Fu presidente onorario della società sportiva Ascoli Calcio 1898 negli anni cinquanta e anni sessanta insieme a suo fratello Lillo. A entrambi è intitolato lo stadio di Ascoli Piceno.

Per la sua attività filantropica, svolta anche con la moglie francese Simone, e a testimonianza del rilievo della sua figura, gli sono state intitolate - in Italia - lo stadio Cino e Lillo Del Duca di Ascoli Piceno, una via nello stesso capoluogo marchigiano, una a Milano, nei pressi di Piazza San Babila; e - in Francia - a Parigi, Biarritz (via dov'è ubicato lo stadio del rugby che ospita le partite casalinghe della blasonata società rugbistica basca), Neuilly-sur-Seine e Maisons-Alfort.

[modifica] Filmografia

[modifica] Produzioni

[modifica] Distribuzioni

[modifica] Note

  1. ^ La data e il luogo di morte sono controversi. Talune fonti indicano Milano, 23 maggio 1967; altre Parigi, 24 maggio 1967; altre ancora Milano, 24 maggio. Vedi:
  2. ^ Estratti di un articolo di giornale che riferisce la sua udienza su "France Culture" alcuni giorni prima della sua morte

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