Grisbì

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Grisbì
Grisbì (film).png
Una scena del film
Titolo originale Touchez pas au grisbi
Lingua originale Francese
Paese di produzione Francia, Italia
Anno 1954
Durata 89 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico, noir
Regia Jacques Becker
Soggetto dal romanzo di Albert Simonin
Sceneggiatura Jacques Becker, Albert Simonin, Maurice Griffe
Produttore Robert Dorfmann
Casa di produzione Cino Del Duca
Fotografia Pierre Montazel
Montaggio Marguerite Renoir
Musiche Jean Wiener
Scenografia Jeanne D'Eaubonne
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Grisbì (Touchez pas au grisbi) è un film del 1954 diretto da Jacques Becker, basato su un romanzo di Albert Simonin. Fu proiettato alla 15ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel 1954.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Max, ormai avanti negli anni e stanco, conta di ritirarsi e trascorrere in tranquillità il resto della vita grazie ai frutti di una cospicua rapina in lingotti d'oro all'aeroporto di Orly. Ma i suoi progetti devono fare i conti con la passione di Henry "Riton" per le giovani ballerine. Una di queste, Josy, rivela il segreto dei due ad Angelo, esponente di una nuova, più spregiudicata "mala", aliena dai codici di onore e lealtà della generazione pre-bellica.

Per entrare in possesso del bottino, il grisbì, Angelo sequestra Henry. Tra la vita del maldestro amico e il denaro, Max non ha dubbi e sceglie l'amico. La gang di Angelo, in occasione dello scambio, ha progettato anche di disfarsi della concorrenza. Ma nella feroce, rabbiosa resa dei conti finale nessuno, neppure il suo capo, Angelo, scamperà alla furia dei mitra di Max, Pierrot e Riton, soccombendo in un massacro senza superstiti. La gang di Max, inevitabilmente, non resterà indenne: pagherà con la vita il giovane Marco, centrato da una bomba a mano, e Henry, "Riton" colpito da un proiettile al petto, che sopravviverà per poche ore.

Commento[modifica | modifica sorgente]

"Il vero soggetto di Grisbì è l'invecchiare e l'amicizia... è un film sulla cinquantina."[1] Il film segna l'esordio cinematografico di Lino Ventura nei panni del feroce gangster Angelo; un ideale passaggio di testimone da Jean Gabin, la cui interpretazione in questo film ottenne la Coppa Volpi, a un attore che, soprattutto a partire dagli anni sessanta dovette buona parte della sua notorietà ai ruoli di fuorilegge.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ François Truffaut, "I film della mia vita", Marsilio Editori, Venezia, 1978

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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