Concattedrale di Santa Maria Assunta (Sarzana)

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Coordinate: 44°06′43.59″N 9°57′44.62″E / 44.1121083°N 9.9623944°E / 44.1121083; 9.9623944

Concattedrale di Santa Maria Assunta
Concattedrale di Santa Maria Assunta (Sarzana)
Stato Italia Italia
Regione Liguria
Località Sarzana
Religione Cattolica
Titolare Maria
Diocesi Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato
Stile architettonico Romanico e gotico
Inizio costruzione 1204
Completamento 1474
Sito web Sito ufficiale

La concattedrale di Santa Maria Assunta è un edificio religioso sito tra piazza Niccolò V e via Giuseppe Mazzini nel centro storico di Sarzana, in provincia della Spezia. La chiesa è sede della parrocchia omonima del vicariato di Sarzana della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato.

Indice

Cenni storici [modifica]

Ubicata al centro del primitivo borgo medievale di Sarzana, l'odierna basilica-concattedrale è stata edificata sull'area e sulle fondamenta dell'originaria pieve intitolata a san Basilio[1]. Quest'ultimo edificio religioso è citato in una bolla pontificia di Eugenio III risalente all'11 novembre del 1148[1].

Con l'accrescere dell'importanza sarzanese nel panorama spezzino e lunigianese, a spese dell'antica città romana di Luni oramai in decadenza e in preda alla malaria[1], furono gli stessi Canonici di Luni a chiedere ed ottenere da papa Innocenzo III - con bolla datata al 7 marzo 1203[1] - il trasferimento presso la pieve di San Basilio. Sarà lo stesso pontefice, nel 1204[1], a trasferire ufficialmente la sede episcopale - ma non il titolo - dalla città lunense a Sarzana con l'impegno, preso dalla comunità sarzanaese, di costruire una nuova cattedrale e dimora vescovile.

La navata centrale

Per far fede agli accordi presi si decise di attuare una completa trasformazione dell'antica pieve di San Basilio, evitando quindi l'edificazione di un nuovo edificio religioso, compiendo di fatto un'opera di ampliamento e ingrandimento della stessa. L'opera prese subito corpo, proseguendo nel tempo tra interruzioni e riprese come testimoniamo atti e documenti dell'epoca[1], e già alla metà del XIV secolo la nuova cattedrale di Sarzana poté considerarsi terminata o quasi[1]. La chiesa, improntata sugli stili architettonici tardo gotici toscani, si presenta a croce latina, divisa in tre navate (separate da arcate e colonne), un'abside maggiore e due cappelle; la copertura, in legno, era costituita da capriate a vista[1].

Completata la chiesa, con l'intitolazione a santa Maria Assunta, rimaneva tuttavia in sospeso l'ufficializzazione di Sarzana quale nuova sede diocesana, titolo che ancora era legato alla vicina e storica città di Luni[1]. Un primo passo fu compiuto nel 1447[1], contemporaneamente all'elezione del sarzanese Tommaso Parentuncelli al soglio di Pietro con il nome di Niccolò V[1], e definitivamente nel 1465[1] quando papa Paolo II trasferisce il titolo episcopale, e relativi diritti, da Luni a Sarzana; la chiesa di Santa Maria Assunta fu quindi elevata al titolo di cattedrale della nuova diocesi di Luni-Sarzana. Negli stessi anni verrà compiuta la decorazione interna e il completamento della facciata (1474) ad opera di Leonardo Riccomanni da Pietrasanta.

Nuovi lavori di abbellimento, soprattutto legati alle nuove forme artistiche barocche, si compirono nel XVII secolo[1] interessando le aree delle navate laterali con la costruzione delle cappelle laterali (ad opera di Francesco Antonio Milani[2]) e dell'abside. Successivamente alla conclusione dei lavori, nel 1735 furono poste sulla facciata le statue di sant'Eutichiano al centro, di papa Sergio IV a sinistra e di papa Niccolò V a destra.

Descrizione [modifica]

Statua marmorea di papa Eutichiano sulla facciata

Gli interni [modifica]

La chiesa è in stile romanico-gotico, con la facciata in marmo bianco, il portale con sovrastante rosone gotico e fiancheggiata da due corpi laterali del XVII secolo. A destra c'è il campanile merlato, aperto in progressione da monofore e quadrifore, unico resto dell'antica pieve di San Basilio.

L'impianto è a croce latina suddiviso in tre navate, divise tra loro da ampie arcate costituite da pilastri ottagonali raccordati da archi a tutto sesto. Il soffitto è a cassettoni in legno, intagliato da Pietro Giambelli tra il 1662 ed il 1670.

Sono presenti dieci cappelle: tre nella navata sinistra e tre nella navata destra, due nella zona del transetto e due nei pressi del presbiterio.

Gli esterni [modifica]

La cattedrale presenta una facciata a capanna portata a compimento, nella parte sottostante il portale, nel 1355[3]; il definitivo rivestimento in marmo bianco, anche della zona superiore, e la realizzazione del rosone dello scultore Lorenzo da Pietrasanta fu eseguito invece nel 1474[3] per interessamento del cardinale di Bologna Filippo Calandrini. Così reca a memoria la scritta sulla facciata[3]:

(LA)
« PHY.CARDI.BONONIENSIS.MAJOR. PENITENT.DE FAMILIA CALANDRINA PATRIA SARZANENS.HUNC.FACIEM.SUPRA MEDIUM AUXIT FENESTRIS AC STATUIS PIE DECORARI FECIT A.N.D. MCCCCLXXIIII »
(IT)
« Filippo Calandrini, cardinale di Bologna, penitenziere maggiore, della famiglia Calandrini patria di Sarzana, portò a compimento la parte superiore della facciata e la fece piamente ornare con le finestre e le statue nell'anno del Signore 1474 »

Il portale, anch'esso realizzato nel 1355[4], è opera del maestro Michelino de Vivaldo così come reca in calce l'iscrizione posta sull'architrave[4]. La lunetta, realizzata con la tecnica del mosaico in epoca moderna, raffigura l'evento biblico dell'Assunzione di Maria al cielo tra l'esultanza degli angeli[4].

Dell'antica e medievale pieve di San Basilio potrebbe essere memoria l'attiguo campanile[5], leggermente arretrato rispetto alla facciata, composto da un'alta torre quadrata e corredato da una merlatura alla guelfa e cuspide di forma piramidale[5]. Su quest'ultima trova spazio la banderuola in ferro battuto riproducente un angelo recante la reliquia del "Preziosissimo sangue" qui custodita e venerata dai fedeli[5].

Opere [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Croce di Mastro Guglielmo.
Il crocifisso di Maestro Guglielmo

Al suo interno sono custoditi dipinti di Francesco Solimena e di Domenico Fiasella, come la Visitazione della Madonna a Santa Elisabetta, il Martirio di Sant'Andrea (1653) e La Strage degli Innocenti, opere scultoree rinascimentali come l'ancona della Purificazione e l'Incoronazione, di Leonardo e Francesco Riccomanni, una terracotta della scuola di Luca della Robbia e due busti in marmo di Giovanni Baratta.

L'absidale "Gloria della Vergine", scenografica macchina barocca di berniniana memoria, e le sculture della cappella di Sant'Agostino sono opere settecentesche dell'abate carrarese Giovanni Antonio Cybei.

La concattedrale sarzanese è conosciuta soprattutto perché ospita la più antica croce dipinta italiana, opera del Maestro Guglielmo, datata al 1138[2] e definita opera fondamentale della pittura romanica. Il crocifisso di Mastro Guglielmo, sebbene ridipinto nel corpo e nel volto nel XIV secolo, segna un famoso esempio dall'iconografia del Christus triumphans prima dell'affermarsi dell'iconografia del Christus patiens; vi è ritratto un Gesù con espressione più umana e sofferente, tipica della spiritualità dell'epoca.

La chiesa è famosa per la reliquia del sangue di Gesù Cristo, raccolto durante la crocefissione. La reliquia, portata a Luni nel 742[2] e in seguito qui trasferita[2], è custodita nella cappella "del preziosissimo sangue" a destra dell'altare maggiore.

La reliquia della mano e del braccio di Sant'Andrea si conservano al presente nella Cattedrale di Sarzana. Nel sesto secolo infatti tale reliquia venne donata al vescovo Venanzio di Luni, dal papa Gregorio Magno, suo grande amico. È tradizione che in tale tempo, e con l'occasione del dono, sia stata costruita in Sarzana la chiesa di Sant'Andrea, che divenne, immediatamente, la dimora della reliquia. Da quel giorno l'apostolo divenne il Patrono della città. La reliquia fu portata da Costantinopoli a Roma da un certo Andrea, maggiordomo dell'imperatore Maurizio di Costantinopoli[6].

Altre opere pittoriche e scultoree conservate nella concattedrale sarzanese sono[2] la statua di Sant'Angostino, del XVII secolo, nel secondo altare della navata destra; la scultura dell'Immacolata, opera forse attribuibile alla scuola genovese di Filippo Parodi, nel terzo altare; la Gloria del Sangue Divino, di Domenico Fiasella, nella cappella del Preziosissimo Sangue, e le tele raffiguranti i Santi Nicola da Bari, Giovanni Battista e Giorgio e ancora le Sante Lucia, Apollonia e Barbara del 1626; le statue di Francesco Agnesini di Sant'Andrea e di San Rocco. Di Francesco Solimena è la tela dei Santi Clemente papa, Filippo Neri, Lorenzo e Giovanni evangelista, mentre la Presentazione di Gesù al tempio potrebbe essere opera attribuibile ad Antonio da Carpena (detto "il Carpenino") del XVI secolo.

Galleria fotografica [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m Fonte dal sito ufficiale della cattedrale di Sarzana. URL consultato in data 12-12-2011.
  2. ^ a b c d e Fonte dalla Guida d'Italia-Liguria del Touring Club Italiano, Milano, Mondadori, 2007.
  3. ^ a b c Fonte dal sito ufficiale della cattedrale di Sarzana-La facciata. URL consultato in data 13-12-2011.
  4. ^ a b c Fonte dal sito ufficiale della cattedrale di Sarzana-Il portale. URL consultato in data 13-12-2011.
  5. ^ a b c Fonte dal sito ufficiale della cattedrale di Sarzana-Il campanile. URL consultato in data 13-12-2011.
  6. ^ Fonte dal sito ufficiale della cattedrale di Sarzana-La reliquia di sant'Andrea. URL consultato in data 12-12-2011.

Voci correlate [modifica]

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Collegamenti esterni [modifica]