Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria

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Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria
(GR) Πατριαρχεῖον Ἀλεξανδρείας καὶ πάσης Ἀφρικῆς
Classificazione Ortodossa
Fondata età apostolica
Associazione Chiese ortodosse
Diffusione Egitto
Lingua greco
Rito bizantino
Primate patriarca Teodoro II
Forma di governo episcopale
Sito ufficiale [1]
Il patriarca Teodoro II

Il Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria fa parte della comunità cristiana greco-ortodossa, che riconosce al patriarca ecumenico di Costantinopoli il titolo di "primo tra pari" (primus inter pares).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Patriarcato di Alessandria e Monofisismo.

Secondo la tradizione la comunità cristiana di Alessandria d'Egitto fu fondata dall’evangelista Marco nella seconda metà del I secolo. Essa vide accrescere il proprio prestigio nel II e III secolo, grazie allo sviluppo delle scienze teologiche, che fecero della scuola di Alessandria una delle più importanti dell’impero, e della nascita e diffusione del monachesimo, nelle sue varie forme. Figure preminenti della chiesa alessandrina furono: Clemente Alessandrino, Origene, Atanasio.

Nel corso del IV secolo, nei concili di Nicea (325) e Costantinopoli (381), Alessandria fu elevata al rango di patriarcato, accrescendo così in modo considerevole la sua autorità ed il suo prestigio su tutto l’oriente cristiano.

Verso la metà del V secolo, con la condanna del vescovo di Alessandria, Dioscuro, deposto come eretico dal concilio di Calcedonia (451), la sede di Alessandria si divise in due. Mentre la maggior parte dei fedeli e dei monaci diede vita ad una chiesa nazionale, denominata in seguito “copta”, un piccolo gruppo di fedeli e la maggior parte dei vescovi, di lingua e nazionalità greca, si raccolse attorno al proprio patriarca Proterio, successore di Dioscuro, in difesa del Credo proclamato a Calcedonia. In quest'epoca, questo secondo gruppo di cristiani fu chiamato per disprezzo “melchita”, ossia fedeli al melek, l'imperatore di Bisanzio. D'ora in avanti la storia delle due Chiese procederà separata l'una dall'altra, non senza tensioni e scontri, a volte anche sanguinosi.

Con l'occupazione persiana dell’Egitto nel 619 la Chiesa greco-ortodossa fu la più colpita, in quanto considerata come seguace ed amica dell'imperatore di Bisanzio. La stessa situazione di difficoltà e sofferenze fu subita dopo l'occupazione araba del Paese (683).

Con l'occupazione dei Turchi nel 1517, il patriarca greco-ortodosso dovette risiedere a lungo a Costantinopoli, e solo con l'inizio dell’Ottocento si stabilì definitivamente ad Alessandria. Il periodo di pace che ne seguì permise alla Chiesa greco-ortodossa di riprendere la propria autonomia, riorganizzare le diocesi e le chiese, incrementare la vita religiosa.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale patriarca è Teodoro II (al secolo Nicholas Horeftakis, nativo di Creta), il cui titolo ufficiale è Papa e Patriarca di Alessandria e di tutta l'Africa.

Il patriarcato comprende: 1 sede patriarcale; 22 arcidiocesi; 4 diocesi.

Elenco dei patriarchi greco-ortodossi dopo il 451[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Patriarcato_di_Alessandria#Cronotassi_dei_Patriarchi_di_Alessandria.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aristide Brunello, Le Chiese orientali e l’unione. Prospetto storico statistico, Ed. Massimo, Milano 1966

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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