Chiesa cattolica in Norvegia

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Chiesa cattolica in Norvegia
Emblem of the Holy See usual.svg
Oslo StOlavCathedral01.JPG
Anno 2011
Cristiani
Ichthus.svg
4 milioni
Cattolici 229.652
Popolazione 4,8 milioni
Nunzio apostolico Henryk Józef Nowacki
Codice NO

La Chiesa cattolica in Norvegia (Den Katolske Kirke) è parte della Chiesa cattolica universale in comunione con il vescovo di Roma, il papa. Conta oltre 100 000 aderenti[1] e costituisce la più grande comunità di fedeli dopo la Chiesa luterana di Norvegia. Ma anche se ci sono solo 100 000 cattolici registrati, il dato reale è probabilmente oltre 230 000. L'Annuario pontificio per il 2011 espone un numero di 229 652 cattolici: i cattolici costituiscono quindi il 5% della popolazione norvegese[2]. Con questa percentuale, la Norvegia è il paese più cattolico dell'Europa del Nord.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il cristianesimo fece il suo ingresso in Norvegia grazie al concorso dei regnanti e dei missionari. Fu con Haakon I († 961) che i primi missionari inglesi poterono operare sul suolo norvegese. La politica di cristianizzazione del territorio fu continuata da Olaf I e soprattutto da Olaf II († 1030), venerato come santo e martire dalla Chiesa cattolica, che si appoggiò soprattutto sui missionari provenienti dalla Germania.

A partire dalla seconda metà dell'XI secolo viene istituita la gerarchia ecclesiastica. Già nel 1030 era stata eretta la diocesi di Nidaros (oggi Trondheim), seguita verso la metà del secolo dalla diocesi di Selje, la cui sede fu in seguito trasferita a Bergen. Furono poi erette le diocesi di Oslo (ca. 1070), di Stavanger (ca. 1125) e di Hamar (1152). Nel 1153 Nidaros fu elevata al rango di sede metropolitana, da cui dipendevano, oltre alle sedi norvegesi, anche quelle delle isole scozzesi e quelle islandesi.

Nel XVI secolo la Chiesa norvegese fu coinvolta dalla Riforma protestante, che alla fine, in forza del principio cuius regio, eius religio, si impose nel Paese per imposizione dall'alto. Infatti il re danese Cristiano III, sotto la cui autorità dipendeva la Norvegia, impose nel Paese, come in tutti i suoi domini, la religione luterana come nuova religione di Stato. Nonostante l'opposizione dei vescovi, le diocesi furono secolarizzate, i beni ecclesiastici incamerati dalla corona, le terre dei monasteri suddivise fra i nobili danesi. I vescovi di Stavanger e di Hamar finirono i loro giorni nelle carceri danesi.

Il cattolicesimo fu messo fuori legge fino a metà dell'Ottocento, quando fu riconosciuta la libertà di culto. Nel 1843 fu riaperta la prima chiesa cattolica in Norvegia, a Oslo, dal 1537. Il 7 agosto 1868 la Santa Sede eresse la missione sui iuris di Norvegia, con sede a Oslo, elevata al rango di vicariato apostolico nel 1892 e diventata diocesi il 29 giugno 1953. Nel 1931 erano state erette altre due missioni sui iuris, oggi corrispondenti alle prelature territoriali di Tromsø e di Trondheim.

Momento storico importante per la comunità cattolica norvegese è stata la visita pastorale di papa Giovanni Paolo II agli inizi di giugno del 1989.

Organizzazione ecclesiastica[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa cattolica norvegese è presente sul territorio con le seguenti diocesi:

Tutte le tre circoscrizioni sono immediatamente soggette alla Santa Sede e complessivamente divise in trentacinque parrocchie.

L'episcopato norvegese è membro della Conferenza episcopale della Scandinavia.

Nunziatura apostolica[modifica | modifica sorgente]

La delegazione apostolica in Scandinavia è eretta il 1º marzo 1960 con il breve Apostolici muneris di papa Giovanni XXIII. Essa aveva giurisdizione sui seguenti Paesi del Nordeuropa: Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia ed Islanda. Sede della delegazione era la città di Copenaghen.

La nunziatura apostolica di Norvegia è stata istituita il 1º agosto 1982 con il breve Magnοpere curae di papa Giovanni Paolo II.

Nunzi apostolici[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]