Chiesa cattolica in Croazia

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Chiesa cattolica in Croazia
Emblem of the Holy See usual.svg
Anno 2009
Cattolici 4 milioni
Popolazione 4,5 milioni
Parrocchie 1.598
Presbiteri 2.343
Diaconi permanenti 11
Religiosi 3.711
Religiose 3.536
Primate Josip Bozanić
Presidente della
Conferenza Episcopale
Želimir Puljić
Nunzio apostolico Alessandro D'Errico
Codice HR

La Chiesa cattolica in Croazia è composta da circa 3,8 milioni di battezzati, pari a circa l'85% della popolazione.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Al termine della Prima guerra mondiale i cattolici si ritrovarono in una posizione subordinata nel nuovo Regno di Jugoslavia, i cui sovrani erano cristiani ortodossi serbi.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ustascia e Chiesa cattolica.

Durante la Seconda guerra mondiale la Jugoslavia fu spartita tra le potenze dell'Asse e in Croazia fu instaurato il regime ustascia che diede vita allo Stato Indipendente di Croazia. Mentre professava la sua adesione al cattolicesimo, ritenuto l'elemento più importante dell'identità nazionale croata, il regime ustascia, ferocemente razzista, si rese colpevole di massacri etnici, ai danni dei serbi ortodossi, degli ebrei e degli zingari. La Chiesa cattolica, pur condannando il razzismo e i delitti compiuti, dimostrò prevalentemente una vicinanza al regime di Ante Pavelić, valutando positivamente l'indipendenza croata. Ufficialmente il governo croato non fu mai riconosciuto dalla Santa Sede.

Nel 1946, con la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia del maresciallo Tito venne allestito un processo contro l'arcivescovo di Zagabria Alojzije Stepinac, e lo stesso arcivescovo dichiarò che furono uccisi dal movimento di liberazione nazionale tra i 260 e i 270 sacerdoti, furono chiuse le scuole cattoliche, limitata l'istruzione religiosa, espropriate le proprietà della Chiesa, requisite le tipografie e violata la libertà di stampa, introdotto il matrimonio civile, confiscati chiese ed edifici religiosi, aggrediti i vescovi e derisa la religione dall'insegnamento ufficiale delle scuole.

L'arcivescovo Stepinac fu condannato ad una pena di 16 anni di reclusione.

Organizzazione ecclesiastica[modifica | modifica sorgente]

Carta della Croazia

L'organizzazione ecclesiastica consiste in:

Arcidiocesi e diocesi Weblink
Arcidiocesi di Zagabria [1]
Diocesi di Bjelovar-Križevci
Eparchia di Križevci (Greco-cattolica) [2]
Diocesi di Sisak
Diocesi di Varasdino [3]
Arcidiocesi di Đakovo-Osijek [4]
Diocesi di Požega [5]
Diocesi di Sirmio (in Serbia)
Arcidiocesi di Fiume [6]
Diocesi di Gospić-Segna [7]
Diocesi di Veglia [8]
Diocesi di Parenzo e Pola [9]
Arcidiocesi di Spalato-Macarsca [10]
Diocesi di Ragusa di Dalmazia [11]
Diocesi di Lesina [12]
Diocesi di Cattaro (in Montenegro)
Diocesi di Sebenico [13]
Arcidiocesi di Zara [14]
Ordinariato militare in Croazia [15]

I vescovi formano la conferenza dei Vescovi, presieduta dall'arcivescovo di Zagabria.

La diocesi di Đakovo aveva in passato giurisdizione ecclesiastica anche sulla Bosnia nord-orientale e nella Serbia nord-occidentale.

Diocesi soppresse[modifica | modifica sorgente]

In Croazia, particolarmente in Istria e in Dalmazia, si contano numerose diocesi soppresse:

Nunziatura apostolica[modifica | modifica sorgente]

Dall'8 febbraio 1992 Santa Sede e Croazia hanno stabilito relazioni diplomatiche.

Nunzi apostolici[modifica | modifica sorgente]

Francescani[modifica | modifica sorgente]

Ci sono tre province francescane nel paese:

  • la provincia francescana dei santi Cirillo e Metodio con sede a Zagabria,
  • la provincia francescana di san Girolamo con sede a Zara,
  • la provincia francescana del santissimo Redentore con sede a Spalato.

Esiste inoltre una provincia Cappuccina sotto il patrocinio di San Leopoldo Mandić, con sede a Zagabria, e la provincia di San Girolamo dei Frati Minori Conventuali.

Conferenza episcopale[modifica | modifica sorgente]

Elenco dei Presidenti della Conferenza dei vescovi della Croazia:

Personalità famose[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]