Angeli e demoni (romanzo)

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Angeli e demoni
Titolo originale Angels & Demons
Copertina
Autore Dan Brown
1ª ed. originale 2000
1ª ed. italiana 2004
Genere Romanzo
Sottogenere Thriller
Lingua originale inglese
Ambientazione CERN, Roma
Protagonisti Robert Langdon
Coprotagonisti Vittoria Vetra
Antagonisti Illuminati, Carlo Ventresca
Preceduto da Crypto
Seguito da La verità del ghiaccio

Angeli e demoni (titolo originale in lingua inglese: Angels & Demons) è il secondo romanzo thriller dello scrittore Dan Brown, scritto nel 2000, e pubblicato in Italia nel novembre 2004.

Nonostante in Italia sia stato pubblicato successivamente a Il codice da Vinci, in realtà è stato scritto alcuni anni prima della sua opera più celebre: anche in Italia, grazie allo straordinario successo del romanzo precedente, la prima edizione è stata edita successivamente da Mondadori. Nel 2009 è stato realizzato un film omonimo tratto dal romanzo.

Indice

[modifica] Trama

(EN)
« Science tells me God must exist. My mind tells me I will never understand God. And my heart tells me I am not meant to. »
(IT)
« La scienza mi dice che deve esserci un Dio. La mente mi dice che Dio non lo comprenderò mai. Il cuore mi dice che non ci si aspetta che io lo comprenda. »
(Dan Brown, Angeli e demoni, Milano 2004)

Il romanzo comincia quando Maximilian Kohler, il presidente dell'istituto CERN di Ginevra, chiama nel suo studio Robert Langdon, docente di simbologia religiosa ad Harvard, per dare il suo parere sul mistero legato all'assassinio di Leonardo Vetra, uno scienziato/sacerdote dell'istituto, sul cui cadavere è stato ritrovato marchiato a fuoco un ambigramma. L'ambigramma viene decifrato come il simbolo degli Illuminati, una setta segreta antireligiosa ritenuta estinta, ispirata da Galileo Galilei per l'affermazione degli ideali scientifici contro l'oscurantismo ecclesiastico. Poi arriva anche Vittoria Vetra, figlia adottiva dello scienziato, con cui stava lavorando ad un progetto segreto: la creazione e l'isolamento di una ingente quantità di antimateria. L'antimateria, annichilendosi con l'ordinaria materia, trasforma interamente la sua massa in una fonte enorme di energia secondo la formula E=mc^2, potenzialmente un'arma più potente dell'ordinaria bomba atomica all'uranio, al plutonio o all'idrogeno. Con un sopralluogo nel laboratorio di Vetra, accessibile solo per riconoscimento della retina, scoprono che il contenitore maggiore di antimateria è stato trafugato dallo stesso assassino, utilizzando l'occhio estratto dallo scienziato.

Intanto nella Città del Vaticano da poche settimane è venuto a mancare il Papa e si sta per aprire il Conclave per l'elezione del nuovo pontefice. Ma a poche ore dall'inizio dell'evento risultano dispersi i quattro cardinali "papabili", successori più probabili al soglio pontificio. Inoltre uno dei monitor della guardie svizzere mostra un misterioso congegno legato ad un conto alla rovescia. L'immagine proviene da una videocamera senza fili che è stata spostata ed è non rintracciabile all'interno del vaticano. Vittoria Vetra, recatasi sul posto insieme a Langdon, riconosce il congegno come il contenitore di antimateria che, grazie ad alcuni elettromagneti, mantiene confinata in sospensione l'antimateria, evitandone il contatto con l'ordinaria materia che ne provocherebbe l'annichilazione e la conseguente immensa esplosione. L'alimentazione degli elettromagneti è fornita da batterie con un'autonomia di sole ventiquattro ore.

Langdon e Vittoria spiegano la situazione al camerlengo Carlo Ventresca che durante la sede vacante è la massima autorità della Chiesa cattolica. Durante il colloquio il camerlengo riceve una telefonata che rivendica a nome degli Illuminati tutto l'operato e annuncia che i quattro cardinali verranno giustiziati, uno ogni ora e in una differente chiesa del cosiddetto Cammino dell'Illuminazione, il percorso iniziatico nascosto tra i monumenti di Roma che i neofiti seguivano attraverso gli Altari della Scienza per entrare a far parte della setta. L'operazione costituirebbe una spietata vendetta servita a freddo per la persecuzione operata diversi secoli prima dalla Santa Inquisizione che portò alla decapitazione della setta e all'uccisione di quattro membri, con i loro cadaveri marchiati a fuoco col segno della Croce e gettati nelle strade di Roma a monito.

La tomba del Santi a Santa Maria del Popolo, a Roma.

Il professore cerca di intuire la prima tappa del percorso, scovando alcuni versi nascosti all'interno del Diagramma della Verità, un inedito quanto sconosciuto saggio di Galileo Galilei la cui unica copia è conservata nell'Archivio Segreto Vaticano. I versi portano i protagonisti al Pantheon, ma in realtà allo scadere del primo ultimatum comprendono che il primo altare dell'illuminazione è la basilica di Santa Maria del Popolo, dove si trova la Cappella Chigi realizzata da Raffaello Sanzio. Nella tomba terrena del Santi ritrovano il corpo del primo cardinale con sopra marchiato a fuoco l'ambigramma earth, la terra, uno dei quattro elementi fondamentali del sistema scientifico aristotelico.

West Ponente in piazza San Pietro.

Dopo aver intuito che la tomba costituiva il primo Altare della Scienza, ossia le tappe del cammino iniziatico degli Illuminati, Langdon prosegue la sua ricerca individuando il passo successivo in Piazza San Pietro, più precisamente il bassorilievo del West Ponente: qui trovano un altro cardinale ormai esanime, con inciso l'ambigramma air, l'aria.

Ormai è chiaro che ogni tappa è segnata dalla presenza di un'opera del Bernini e da un obelisco: per individuare la tappa successiva il protagonista consulta i registri dell'Archivio Vaticano. Si reca dunque nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, dove la celebre Estasi di Santa Teresa costituisce l'Altare del fuoco. E difatti qui trovano il terzo cardinale appeso con delle catene e marchiato dall'ambigramma fire, fuoco; Langdon e Vittoria si scontrano con l'assassino, ma dopo una violenta colluttazione la ragazza viene rapita e lo studioso rimane intrappolato sotto un sarcofago, rischiando di morire soffocato.

L'ultima tappa, dedicata all'acqua, è chiaramente una fontana: Langdon individua l'ultima opera del Bernini, la Fontana dei Quattro Fiumi in Piazza Navona. Qui riesce finalmente ad anticipare il misterioso assassino, ma non può nulla per salvare la vita all'ultimo cardinale. Tuttavia scopre che Vittoria è ancora viva, e che si trova nella cosiddetta Chiesa dell'Illuminazione, ritrovo segreto della setta e ultima meta del percorso iniziatico. Dopo alcuni ragionamenti, individua in Castel Sant'Angelo la tappa finale del suo percorso: rubata un'automobile, giunge alla fortezza dove si scontra con l'assassino, e grazie al tempestivo intervento della ragazza riescono a liberarsi dell'omicida. All'ultimo momento però si scopre che esiste un quinto ed ultimo marchio, che il capo degli Illuminati - un anonimo Giano - sta per impiegare sul camerlengo. Dopo aver appreso poco prima che Kohler, il direttore del CERN, stava giungendo in Vaticano per discutere con lui della situazione, intuiscono il pericolo e attraverso il Passetto giungono nel Palazzo Apostolico in modo da salvare la vita del sacerdote. Giunti negli appartamenti papali, scoprono il camerlengo Ventresca urlante di dolore e marchiato dall'ultimo ambigramma mentre Kohler gli punta contro una pistola. Al petto, marchiato a fuoco, l'ultimo ambigramma, il Diamante degli Illuminati, che riassume in sé gli ambigrammi dei quattro elementi. Ventresca addita Kohler come Illuminato dopo che questi è stato appena colpito dal fuoco delle guardie svizzere: durante l'agonia il direttore del CERN affida a Langdon una minicamera, chiedendogli di consegnare tutto ai mass media. Il camerlengo, ormai sotto shock, comincia a gridare e a farneticare, finché come in estasi comincia a rispondere a una presenza invisibile, e si precipita all'interno della Basilica consapevole di poter salvare la situazione. Giunto alla Nicchia dei Palli, ed inseguito dai protagonisti, accede alle Grotte Vaticane fino alla tomba di Pietro, dove si trova effettivamente l'antimateria. A pochi minuti dall'esplosione, salendo su un elicottero insieme a Langdon porta in salvo l'ordigno, lasciandolo esplodere nel cielo, salvandosi però con un paracadute. Robert Langdon invece si salva in extremis lanciandosi con un telone cerato, e scendendo nelle acque del Tevere. Ormai il camerlengo è osannato come un santo, ed il conclave è pronto ad eleggerlo papa facendo uno strappo a regole secolari, ma il video registrato da Kohler e conservato da Langdon lo inchioda alle sue responsabilità, smascherandolo come il famigerato Giano, colui che ha organizzato e diretto l'uccisione di Leonardo Vetra e dei cardinali e che ha nascosto il cilindro di antimateria nel cuore della Basilica di San Pietro, e colui che ha ucciso il Papa appena trapassato, suo padre adottivo, in quanto credeva che non avesse rispettato il voto di castità. Infatti il Papa gli aveva confessato di aver un figlio, ma non aveva avuto il tempo di dirgli che il figlio era lo stesso camerlengo. Infatti esso lo uccide e solo alla fine si scopre che il figlio era lui, ma i genitori per mantenersi vergini(infatti sua madre era una suora) adoperano l'inseminazione artificiale. Ventresca sapendo che loro hanno scoperto tutto si suicida dandosi fuoco. Nell'ultima pagina, Vittoria spiega che in futuro, stufa dell'antimateria, intende misurare la massa dei neutrini, al che il sagace Langdon chiede se intenda farlo con il centimetro, confondendo evidentemente le dimensioni delle grandezze.

[modifica] Personaggi

  • Robert Langdon: Docente di iconologia religiosa all'Università di Harvard, negli Stati Uniti, è anche un esperto nuotatore, tuttavia soffre di claustrofobia a causa di un trauma infantile. Nella trasposizione cinematografica, come nel precedente, il personaggio è interpretato da Tom Hanks.
  • Vittoria Vetra: Trovatella di origini toscane, da quando è adolescente vive col padre adottivo presso il CERN di Ginevra, dove si appassiona di fisica e segue le orme paterne. Insieme al padre lavora ad un ambizioso progetto di ricerca, con l'intento di creare un campione di antimateria. L'israeliana Ayelet Zurer veste i suoi panni nel film omonimo.
  • Leonardo Vetra: Sacerdote cattolico, è appassionato di fisica nucleare, mosso dall'obiettivo di conciliare scienza e fede.
  • Carlo Ventresca: camerlengo del Papa, come previsto dal diritto pontificio, si assume la responsabilità del comando del Vaticano in assenza del Papa.
  • L'assassino: Discendente della Setta degli Assassini, un antico ordine monastico/militare del medioriente, uccide i quattro cardinali.
  • Maximilian Kohler: direttore del CERN, è costretto su una sedia a rotelle ed è apparentemente ateo, calcolatore e spietato. Viene scambiato per Giano, il capo degli Illuminati, ed ucciso. Solo alla fine si capisce che stava invece smascherando il camerlengo, il vero Giano.
  • Cardinale Saverio Mortati: all'inizio è il grande elettore del conclave, ma poi si dimette da questa carica.

[modifica] Edizioni

[modifica] Versioni cinematografiche

I due protagonisti del film in una scena al Pantheon.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Angeli e demoni (film).

Dopo il grande successo dell'adattamento cinematografico del primo romanzo, la Sony Pictures - che detiene i diritti cinematografici dei libri di Dan Brown - annunciò nel maggio 2006 di aver affidato al premio oscar Akiva Goldsman il compito di adattare Angeli & demoni per un copione. Il 10 aprile 2007 la stessa produzione annunciò che Tom Hanks avrebbe interpretato nuovamente il ruolo di Robert Langdon, e che anche il regista Ron Howard avrebbe lavorato al film.

Il film è uscito nelle sale cinematografiche il 13 maggio 2009 in Italia e Stati Uniti e il 15 maggio nei restanti paesi.

[modifica] Errori e incongruenze

  • Il confinamento dell'antimateria nel cilindro è ottenuto con elettromagneti alimentati da batterie, la cui sostituzione permetterebbe altre 24 ore di funzionamento. Ciò è evidentemente impossibile, data la grande intensità dei campi che sarebbero necessari e la ridotta dimensione delle batterie, di tipo portatile.
  • Nel film il camerlengo è presentato come un monsignore, segretario particolare del defunto Pontefice, e si afferma che egli non sia un cardinale; nella realtà il camerlengo è un cardinale nominato dal papa a tale incarico, e non è il suo segretario.
  • All'interno dell'Archivio Vaticano, Langdon e Vittoria parlano delle orbite ellittiche di Galileo Galilei; in realtà Galileo non concordava con Keplero (una delle 3 leggi sostiene che le orbite dei pianeti sono ellittiche e il sole occupa uno dei due fuochi), bensì sosteneva che le orbite fossero circolari e poi per effetto dell'attrito la velocità del movimento variasse. Galileo era ancora influenzato dalla teoria aristotelica sulla perfezione dei movimenti circolari.
  • Sempre nell'Archivio Vaticano viene mostrata una targhetta che reca la scritta "Il Processo Galileano"; in realtà sarebbe stato corretto scrivere "Il Processo Galileiano".
  • Non è vero che il Beato Pio IX (1792-1878) fece "evirare" le statue antiche e rinascimentali di personaggi maschili per non scandalizzare i fedeli mostrando gli organi genitali. La leggenda risale a una letteratura anti-clericale di lingua inglese della fine del secolo XIX. Alcuni organi genitali di statue particolarmente vistosi furono ricoperti con foglie di fico, a diverse riprese, dal XVII al XIX secolo senza che la cosa si possa imputare esclusivamente né principalmente a Pio IX. Certamente Pio IX non "distrusse statue pagane alla fine dell'Ottocento" nel centro di Roma o al Pantheon, come si afferma nel film, anzitutto per due buoni motivi: alla fine dell'Ottocento Pio IX era morto e il centro di Roma, Pantheon compreso, era governato dal Regno d'Italia. Di più: Pio IX promosse attivamente gli scavi e i restauri archeologici e lo studio dell'antichità romana, il che non mancò di essergli rimproverato da autori anche cattolici dell'epoca che consideravano questi studi e restauri come non consoni alla missione della Chiesa cattolica o come perdite di tempo.
  • Non è vero che nel 1668 la Chiesa Cattolica promosse una "purga" contro gli scienziati, una "macchia vergognosa nella storia della Chiesa" come si dice nel film, facendo marchiare a fuoco e uccidere quattro scienziati ed esponendo i loro cadaveri a monito degli scienziati imprudenti. Nel film viene introdotto tale aneddoto che rappresenta il cardine sul quale si erige gran parte del tessuto narrativo, ma si tratta di un evento inventato a uso e consumo del romanzo, senza alcun riferimento reale. Nulla di simile è successo nel 1668, né ad altra data.
  • Sul libro in cui Langdon legge il mito di santa Teresa in fiamme, viene inquadrata una pagina su cui c'è erroneamente scritto il nome "Basilica" con due "S".
  • Galileo Galilei (1564-1642) non avrebbe mai potuto conoscere le opere artistiche del Bernini posizionate nei pressi degli "Altari della Scienza", in quanto tali opere sono state tutte iniziate qualche anno dopo la sua morte e non ha scritto un libro chiamato Diagramma veritatis (Diagramma della verità).
  • L'inglese, al contrario di quello che viene detto nel film, non era una lingua considerata eretica e maledetta nel Cinquecento e nel Seicento dalla Chiesa, che invece doveva essere usata dagli scienziati anticlericali. Infatti nel Cinquecento e nel Seicento al contrario c'è una ricca letteratura cattolica in lingua inglese. Il romanzo deve proporre questa tesi perché altrimenti non si spiegherebbe perché i marchi degli Illuminati, una società segreta che si suppone attiva a Roma agl'inizi dell'era moderna, contengano parole della lingua inglese (naturalmente, la cosa si spiega con il fatto che Angeli e Demoni fu scritto da Dan Brown in inglese per un pubblico americano, ma questo ha poco a che fare con la verità storica).
  • Gli Illuminati non hanno mai avuto una presenza a Roma, né risultano conflitti fra la Chiesa e l'Ordine degli Illuminati che abbiano avuto per tema specifico la libertà della ricerca scientifica.
  • Nel film viene affermato che l'Ordine degli Illuminati era una branca della massoneria. Tuttavia questo non è corretto. Infatti l'ordine all'origine Weishaupt è piuttosto critico nei confronti della massoneria, e si propone di fondare un ordine autonomo con rituali diversi. Tuttavia, i suoi primi rituali non riescono ad attirare un numero sufficiente di seguaci, e nel febbraio 1777 Weishaupt si fa iniziare come massone in una loggia di Monaco di Baviera chiamata Zur Behutsamkeit ("Alla Prudenza"). Nel 1780 un personaggio già piuttosto noto nella massoneria tedesca, il barone Adolf Franz Friedrich Ludwig von Knigge (1752-1796), aderisce agli Illuminati e nel periodo gennaio 1781 – gennaio 1782 ne rielabora i rituali in una forma più propriamente massonica. Ma, se è vero che questi rituali sono di tipo massonico e che molti dei membri degli Illuminati sono massoni, tecnicamente non si può affermare che l'Ordine degli Illuminati sia "una branca" della massoneria, trattandosi piuttosto di un ordine indipendente.
  • I templari c'entrano anche loro con gli illuminati, ma solo secondo la genealogia di Knigge. Infatti In realtà tutta la massoneria tedesca dell'epoca rivendica i templari come antenati. La spiegazione sta nel fatto che, quando la massoneria penetra nell'Europa continentale dalla Gran Bretagna, molti nobili europei cui è proposta l'adesione sono riluttanti a entrare in un'organizzazione le cui reali origini si situano nelle corporazioni dei "liberi muratori" che comprendevano, accanto agli architetti, anche i semplici operai edili. Nel 1736 il cavaliere André Michel de Ramsay (1686-1743) assicura in un famoso discorso ai nobili francesi che spera di reclutare nella massoneria che in realtà le corporazioni di liberi muratori britanniche hanno dato ricetto a "cavalieri perseguitati", creando così un'origine del tutto mitica – ma più accettabile – per le logge massoniche. In Germania, dove già da anni corrono speculazioni su una pretesa continuazione segreta dell'Ordine dei Templari dopo la soppressione del 1307, i "cavalieri perseguitati" di Ramsay sono rapidamente identificati, appunto, con i templari. È vero che dopo il 1307 i templari hanno continuato a esistere per qualche tempo in alcuni paesi europei, ma l'idea di una loro prosecuzione dopo il XV secolo è considerata dagli specialisti accademici della loro storia "completamente demenziale" e legata a leggende "uniformemente sciocche" (così si esprime la storica francese Régine Pernoud [1909-1998] nel suo I Templari, trad. it., Effedieffe, Milano 1993, p. 11). In verità tutte le organizzazioni esoteriche fondate dal XVIII secolo a oggi si dotano di genealogie mitiche che risalgono ai templari, a Noè, a san Giovanni o a Salomone e passano per personaggi famosi della storia, della letteratura e dell'arte. In genere i loro membri meno sprovveduti sono consapevoli del carattere meramente simbolico e mitico di queste genealogie. Certamente sia Weishaupt sia Knigge sanno bene che le genealogie che propongono ai membri degli Illuminati sono “simboliche” o, per esprimersi più semplicemente, inventate da loro. Non esistono Illuminati prima del 1776.
  • Piazza del Popolo appare riprodotta specularmente, con la facciata della chiesa sulla destra entrando da Porta del Popolo, e non sulla sinistra.
  • All'interno del Pantheon, la targhetta informativa sulla tomba di Raffaello reca scritto il suo nome in inglese (Raphael) anche nella sezione in italiano (oltretutto, non è norma tradurre i nomi propri di personaggi celebri); inoltre, il testo "italiano" della targhetta reca un'infinità di errori grammaticali e lessicali. Infine, sulla targhetta così come nei discorsi di Langdon, il pittore è citato come Raffaello Santi (Santi è il suo secondo cognome, corretto, ma sicuramente meno famoso del più celebre Sanzio).
  • Non è del tutto corretto affermare, come fa Langdon nel film, che Gian Lorenzo Bernini abbia lavorato esclusivamente per la Chiesa cattolica: è vero che il Bernini ha lavorato molto spesso su commissione dei papi o di altri prelati della Curia romana, ma è altrettanto vero che la maggior parte delle opere commissionategli furono pagate personalmente dai committenti. Quest'ultimo è il caso ad esempio degli interventi berniniani ai Castelli Romani (il complesso monumentale chigiano di Piazza di Corte ed il santuario di Santa Maria di Galloro ad Ariccia, la Collegiata di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo), le cui spese furono saldate dal committente papa Alessandro VII e dalla sua famiglia[1].
  • Sul pavimento della Cappella Chigi nella Basilica di Santa Maria del Popolo, Langdon nota delle stelle ad otto punte, e fa riferimento ad una simbologia degli Illuminati: in realtà si tratta solo dello stemma della famiglia Chigi, intestataria del giuspatronato della cappella, la cui blasonatura prevede appunto "sei colli d'oro sormontato da una stella ad otto punte dello stesso [colore]", inquartati con lo stemma dei Della Rovere.
  • Molti ritengono troppo lungo il tempo che l'auto di Robert Langdon e del comandante Olivetti impiega per percorrere, a sirene spiegate, il tragitto da Piazza del Popolo a Piazza San Pietro, le quali distano l'una dall'altra 2 chilometri in linea d'aria.
  • Nella seconda scena nell'Archivio Vaticano, quando va via la corrente, sullo schermo della serratura di ingresso appare un avvertimento in inglese e in italiano. Quello in inglese dice "Warning battery power - All systems on standby", mentre quello in italiano recita semplicemente "Avvertimento - potenza della batteria"; manca la parte dei sistemi in standby pronti a riavviarsi quando la corrente verrà ripristinata.
  • Quando il camerlengo e Vittoria Vetra aprono il sarcofago e la bara in cui è contenuto il cadavere del defunto pontefice, egli è coperto soltanto da un velo. In realtà i papi vengono sepolti in una cassa di legno posta all'interno d'una seconda cassa di zinco sigillata ermeticamente, quest'ultima a sua volta inserita in una terza cassa di legno massiccio; sarebbe pertanto impossibile giungere al corpo del papa aprendo soltanto una semplice cassa in legno.
  • La Fontana dei Quattro Fiumi ha, in realtà, un fondale molto più basso (è alto poco più di 20 centimetri) rispetto a quanto si vede nel film, dove la Fontana appare più come una vasca o una piscina. Inoltre, la colomba in cima all'obelisco della fontana nel film viene riprodotta con le ali spiegate, quando in realtà le ha chiuse.
  • L'assassinio del cardinale nella Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona, è uno scenario decisamente inverosimile. Si consideri infatti che la piazza stessa rappresenta una mèta turistica ed un luogo di ritrovo assai frequentato sia dai visitatori stranieri che dai cittadini di Roma, anche a notte inoltrata, quindi la descrizione di una piazza deserta è alquanto distante dalla realtà. Soprattutto, si tenga presente che a pochi metri dalla piazza si trova Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, presidiata giorno e notte dalle forze dell'ordine, ed è quindi assai improbabile che qualcuno potesse compiere un omicidio, per giunta con quelle modalità (un uomo annegato nella fontana dopo essere stato marchiato a fuoco), passando completamente inosservato.
  • Il furgoncino Volkswagen Transporter che si vede nella scena della Fontana dei Quattro Fiumi, quando ha i fari accesi, oltre che le luci posizione/anabbaglianti tiene accese anche le luci di direzione, cosa non possibile secondo le norme di omologazione europee. Le luci di direzione infatti possono essere solo lampeggianti, mentre le luci che rimangono fisse anteriormente e posteriormente devono essere rispettivamente bianche e rosse, ma non gialle. Negli Stati Uniti invece ciò è permesso.
  • Il Cardinal Decano, durante lo scrutinio dei voti nel conclave all'interno della Cappella Sistina, legge la formula: "Eligo in Summum Pontificem Dominicus Scolamiero", in realtà, seguendo la sintassi latina, il nome del cardinale va in accusativo e non al nominativo, quindi la vera formula è: "Eligo in Summum Pontificem Dominicum Scolamiero".
  • Il cardinale Strauss, durante il conclave, ha il ruolo di "Grande Elettore", e dovrebbe rinunciare ad esso per essere eletto papa; il diritto canonico non prevede tale ruolo.
  • Sempre il cardinale Strauss sostiene che solo un cardinale può essere eletto papa per scrutinio. Il diritto canonico non prevede tale limitazione, anzi, qualunque cristiano battezzato può essere eletto, e lo stesso diritto canonico prescrive che l'eletto sia consacrato vescovo nel caso non lo sia.
  • Quando il camerlengo scappa dalla Cappella Sistina e si dirige all'interno di San Pietro trova il pavimento pulito alla perfezione, quando invece dovrebbe essere pieno di detriti del soffitto caduto a causa dell'esplosione dell'antimateria.
  • Un giornalista in Piazza San Pietro riferisce il nome del nuovo pontefice prima che questo si affacci alla loggia delle benedizioni, mentre l'identità del nuovo papa si conosce solo dopo che il cardinale protodiacono fa il celebre annuncio "habemus papam".
  • Durante la vestizione, al neo eletto papa viene consegnato l'anello piscatorio; ciò è errato, in quanto questo simbolo del pontificato viene consegnato al nuovo pontefice, insieme al pallio, durante la messa di inizio pontificato.
  • Quando il nuovo pontefice si affaccia dalla loggia delle benedizioni, veste l'abito corale (mozzetta rossa, stola, croce con cordone), indossando però anche la mitria, che essendo un copricapo esclusivamente liturgico, non viene mai messa in questo tipo di occasioni.
  • Quando il cardinale Strauss consegna a Langdon l'originale dello scritto di Galilei, questo reca sulla copertina la scritta "Diagramma della Verità", in italiano; evidente contrasto con lo stesso documento che Langdon aveva esaminato nell'Archivio Vaticano, la cui copertina recitava "Diagramma Veritatis", in latino.
  • Quando il nuovo pontefice si affaccia dalla loggia delle benedizioni, le fontane, che la notte precedente furono distrutte dall'esplosione dell'antimateria, risultavano integre e funzionanti.
  • Langdon afferma che S.Pietro non può essere la seconda chiesa dell'illuminazione in quanto appartenga al territorio Vaticano e non alla città di Roma. In realtà la Città del Vaticano è stata fondata nel 1929,e quindi nel seicento la basilica era in pieno territorio romano

[modifica] Note

  1. ^ Emanuele Lucidi, Memorie storiche dell'antichissimo municipio ora terra dell'Ariccia, e delle sue colonie di Genzano e Nemi, parte II cap. III p. 339.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Romanzi di Dan Brown
Crypto (1998) • Angeli e demoni (2000) • La verità del ghiaccio (2001) • Il codice da Vinci (2003) • Il simbolo perduto (2009)
Film tratti dai romanzi: Il codice da Vinci (2006) • Angeli e demoni (2009) • Il simbolo perduto (2012)
Personaggi: Jacques SaunièreSophie NeveuRobert LangdonVittoria VetraCarlo Ventresca
Altro: Critiche al Codice da Vinci
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