Viale della Gloria

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Viale della Gloria
Altri nomi Viale Armando Diaz
Viale Duca d'Aosta
Viale Luigi Cadorna
Via Giuseppe Borri
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Busto Arsizio
in parte Castellanza
Codice postale 21052
Caratteristiche
Tipo strada carrabile
Lunghezza 4,5 km
Collegamenti
Inizio Cinque Ponti
(SS 33 del Sempione)
Fine Castellanza, piazzale Emilio Bozzi
Intersezioni

SS 33 del Sempione

  • via Goffredo Mameli
  • corso XX settembre
  • viale Ippolito Nievo
  • viale Piemonte
Luoghi d'interesse
Mappa
Busto Arsizio mappa nodo ferroviario 1924.svg

Coordinate: 45°36′46.08″N 8°51′22.68″E / 45.6128°N 8.8563°E45.6128; 8.8563

Viale della Gloria era il nome di una strada del centro di Busto Arsizio che congiunge tuttora, con diverse denominazioni, la zona dei Cinque Ponti alla zona nordoccidentale del comune di Castellanza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il viale della Gloria prima degli anni 1920
I binari e la villa del Cotonificio Dell'Acqua-Lissoni-Castiglioni affacciata sull'allora via G. Verdi, divenuta anch'essa viale della Gloria

Fin dal 1860[1] il tracciato del viale della Gloria era occupato dalla sede dei binari della ferrovia Domodossola-Milano e dalla vecchia stazione, oggi demolita, che sorgeva dove l'attuale viale incrocia corso XX Settembre.

Lungo la sede della ferrovia sorsero diversi stabilimenti, oggi tutti dismessi, come il calzaturificio Borri, il cotonificio Dell'Acqua-Lissoni-Castiglioni, la manifattura Tosi, i molini Marzoli Massari, la ditta Pio Garavaglia, la tintoria Giovanni Garavaglia.

Nel 1905 iniziarono i lavori di realizzazione del nuovo tracciato ferroviario che oggi taglia la città di Busto Arsizio circa 900 m più a nord-est rispetto alla linea precedente.[2] La stazione fu demolita e sostituita dall'attuale stazione di Busto Arsizio, inaugurata da Benito Mussolini il 26 ottobre 1924.[3] Così il vecchio tracciato ferroviario fu smantellato e al suo posto fu impostato il viale della Gloria, che oggi assume differenti denominazioni a seconda del tratto (da nord-ovest a sud-est: viale Armando Diaz, viale Duca d'Aosta, viale Luigi Cadorna, via Giuseppe Borri).

Edifici notevoli[modifica | modifica wikitesto]

Sull'ex viale della Gloria prospettano diversi edifici degni di nota dal punto di vista storico e architettonico. Tra questi, sicuramente di rilievo sono le architetture industriali che erano strettamente collegate all'antico tracciato ferroviario. Tra questi i Molini Marzoli Massari e l'ex Calzaturificio Giuseppe Borri.

Sempre affacciati sull'ex tracciato delle FFSS partendo dalla località cinque Ponti troviamo il tribunale civile e penale di Busto Arsizio, Palazzo Gilardoni, sorto come Ospedale di san Giuseppe[4] e trasformato in palazzo municipale a partire dal 1922 e, in territorio del comune di Castellanza, l'Istituto Statale di Istruzione Superiore Cipriano Facchinetti, progettato tra il 1962 e il 1965 dall'architetto Richino Castiglioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sergio Zaninelli. Le ferrovie in Lombardia. Pag. 129.
  2. ^ Nodo ferroviario di Busto, raccordo X a un passo dal completamento, varesenews.it. URL consultato il 16 maggio 2015.
  3. ^ Rogora, Bellotti, Ferrario. Sommario di storia bustese, pp. 166-167.
  4. ^ La storia degli ospedali, univa.va.it. URL consultato il 30 aprile 2014.

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