Autoritratto (Biagio Bellotti)

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Autoritratto
Autoritratto di Biagio Bellotti.jpg
AutoreBiagio Bellotti
Data1784
TecnicaOlio su tela
Dimensioni97×75 cm
UbicazioneOspedale di Circolo, Busto Arsizio

L'Autoritratto di Biagio Bellotti è un dipinto a olio su tela (97×75 cm) realizzato nel 1784 e conservato presso la Quadreria dell'ospedale di Busto Arsizio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte dell'autore, avvenuta nel 1789, il dipinto passò in eredità al nipote Giuseppe Candiani, curato che a sua volta, nel 1831, lo lasciò alla Scuola dei Poveri di Busto Arsizio insieme a una somma in denaro destinata alla fondazione di un ospedale nel borgo. Restaurato nel 1927 e successivamente nel 2004, oggi si trova presso l'ufficio del direttore sanitario nell'Ospedale di Circolo di Busto Arsizio e fa parte della Quadreria dei benefattori dell'ospedale di Busto Arsizio. Nel 1991 fu esposto presso il Palazzo Reale di Milano in occasione della mostra Settecento lombardo, mentre a cavallo tra il 2009 e il 2010 fu ospitato nella mostra Dipinti lombardi dal Rinascimento al Barocco presso il Grattacielo Pirelli, l'allora sede di Regione Lombardia[1].

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo storico dell'arte Giuseppe Pacciarotti, questo dipinto sembra voler andare oltre l'autoritratto frontale tradizionale. La presenza di uno specchio nella scena, infatti, permette una triplice proposizione dell'effige dell'artista: a mezzo busto e di spalle, l'artista osserva i propri lineamenti allo specchio, per poi delinearli su una tela ovale[1].

Appaiono ben evidenti nel dipinto due cartigli, sui quali Bellotti lasciò scritti in lingua latina alcuni aspetti autobiografici per lui molto importanti:

Dettaglio del primo cartiglio
(LA)

«Si memores nostras, queis gaudes, Buste, labores, Concita per Proceres jurgia prisca sile; Si tamen et recolas incassum sæpe resumptos, Disce simultates non possuisse facem. Ai Patria ut noscat, saltem post fata, Nerentem Sospitis Effigiem pignus amoris habe. Ping. An. 1784; æt. 71.»

(IT)

«Se tu, o Bustocco, gioisci quando ricordi le mie fatiche, dimentica le antiche liti suscitate dai maggiorenti del borgo. Se però consideri anche che i miei lavori sono spesso boicottati, devi riconoscere che gli odi non hanno ancora deposto la fiaccola. Ma, affinché la mia città mi conosca, accogli come pegno d'amore il ritratto di me benemerito, comunque sopravvissuto alle disavventure. Dipinse all'età di 71 anni, nell'anno 1784.»

Dettaglio del secondo cartiglio
(LA)

«BLASII BELLOTI BUSTENSIS CANONICI ET CIVES INTEGRITATE INGENIO HUMANITATE CARISSIMI PICTURAE ARCHITECTONICES PERSPECTIVAE ARTIBUS DE PATRIA OPTIME MERITI ET DE AMICIS ADVENIS MAGIS QUAM SUIS ILLUSTRIS FERDINANDI BELLINI PRESE SOMASCHENSIS RHETORICAE PROFESSORIS PLAUSUS PRO FAMA JUGI PRO FELICITATE VOTA IV ID SEPTEMB. MDCCLXXXIV»

(IT)

«A BIAGIO BELLOTTI, CANONICO E CITTADINO DI BUSTO, CARISSIMO PER RETTITUDINE, CARATTERE E CULTURA, BENEMERITO IN PATRIA E PRESSO GLI AMICI ILLUSTRE NELL’ARTE DELLA PITTURA, DELL’ARCHITETTURA E DELLA PROSPETTIVA, PRESSO I FORESTIERI PIÙ CHE PRESSO I SUOI CONCITTADINI, AUGURI DAL SACERDOTE SOMASCO FERDINANDO BELLINI PROFESSORE DI RETORICA PERCHÉ OTTENGA RICONOSCIMENTI ADEGUATI ALLA SUA FAMA E AMICIZIE ADEGUATE ALLA SUA PROSPERITÀ. 8 SETTEMBRE 1784»

La tela è inserita in una cornice rettangolare lignea dorata e con decorazioni a rilievo ai quattro angoli che raffigurano le arti a cui Biagio Bellotti si era dedicato nel corso della sua vita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Pacciarotti, p. 102.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Pacciarotti, Biagio Bellotti: itinerari pittorici, in Biagio Bellotti 1714-1789. "...patria ut noscat" affinché la mia città mi conosca, Busto Arsizio, Nomos, 2016, pp. 57-109.

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