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The Legend of Zelda: Link's Awakening

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The Legend of Zelda: Link's Awakening
The Legend of Zelda-Link's Awakening.jpg
Titolo originale Zeruda no Densetsu: Yume o Miru Shima
Sviluppo Nintendo EAD
Pubblicazione Nintendo
Serie The Legend of Zelda
Data di pubblicazione Game Boy:
Giappone giugno 1993
Flags of Canada and the United States.svg agosto 1993
Flag of Europe.svg dicembre 1993
Game Boy Color:
Giappone aprile 1998
Flags of Canada and the United States.svg dicembre 1998
Flag of Europe.svg dicembre 1998
Genere Action RPG
Modalità di gioco Giocatore singolo
Piattaforma Game Boy, Game Boy Color
Supporto Cartuccia
Periferiche di input Gamepad
Preceduto da The Legend of Zelda: A Link to the Past
Seguito da The Legend of Zelda: Ocarina of Time

The Legend of Zelda: Link's Awakening (ゼルダの伝説 夢をみる島 Zeruda no Densetsu: Yume o Miru Shima?) è il quarto episodio della saga di Zelda, apparso su Game Boy nel 1993. Una seconda versione, questa volta a colori, uscì per il Game Boy Color nel 1998 col nome di The Legend of Zelda: Link's Awakening DX, che differiva dall'originale anche per la presenza di un dungeon aggiuntivo basato sui colori (assenti nella prima versione).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel video introduttivo si vede Link naufragare (dopo le vicende di A Link to the Past e Oracle of Ages/Seasons[1]) in un'isola tropicale, chiamata Koholint. Marin, una ragazza dell'isola, trova Link sulla spiaggia, e lo porta a casa sua, luogo dove il protagonista si risveglia. Link apprende che, per poter tornare in patria, a Hyrule, deve prima svegliare il Wind Fish, un essere dormiente rinchiuso in un gigantesco uovo in cima alla montagna Tamaranch. Per svegliarlo, Link deve impossessarsi di 8 strumenti musicali, i Sirens' Instruments (Strumenti delle Sirene) e suonarli di fronte all'uovo. Tutti gli strumenti sono custoditi da vari boss, che si definiscono gli Incubi (Nightmares) del Wind Fish. Così Link, aiutato da Marin, da un gufo saggio e da tanti altri personaggi, dovrà scoprire i misteri che si celano nell'isola Koholint e sconfiggere Nightmare.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Il gameplay ricorda molto quello visto già nell'episodio A Link to the Past, con la grafica a volo di uccello e tutta una serie di oggetti e armi selezionabili da un menu. Le musiche sono molto ricche in relazione ai limiti imposti dalla tecnologia offerta dal Game Boy. È presente una libreria dove sono riassunte tutte le informazioni base su come usare la spada e gli altri oggetti.

Ci sono alcune novità nel gioco:

  • Il tasto con cui il giocatore comanda la spada non è fisso, ma può essere deciso dal giocatore stesso (questa caratteristica resterà solo negli episodi usciti per console portatili)
  • La visuale varia in base a dove ci si trova: generalmente è "a volo d'uccello", ma alcune volte (p.es. nei sotterranei o sott'acqua), la visuale diventa a scorrimento orizzontale. Elemento ripreso dal primo The Legend of Zelda.
  • L'uso della musica (già presente in The Legend of Zelda con il flauto e in A Link to the Past usata come mezzo di trasporto) prende una piega diversa. Ci sono tre melodie che Link può suonare, e ognuna ha un effetto diverso. Questo concetto verrà vastamente ampliato negli episodi successivi, in cui la musica sarà una parte fondamentale.
  • Per la prima volta Link può effettuare degli scambi di oggetti con vari personaggi dell'isola, in modo da portare a termine delle mini-subquest; oltretutto, in questo episodio di Zelda nasce anche il famoso gioco della pesca.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Questo episodio è il primo in cui non compare la Principessa Zelda, anche se viene nominata all'inizio del gioco, quando Link scambia Marin per Zelda stessa. Su Marin e Tarin sono basati Talon e Malon di Ocarina of Time, legati alla produzione e vendita di latte; il personaggio di Tarin ha a sua volta varie somiglianze con Mario; è grasso, ama i funghi e, durante il gioco, si trasformerà in un procione a causa di un fungo velenoso (in Super Mario Bros. 3, Mario può trasformarsi in Raccoon Mario, Mario procione). Inoltre compare un gufo che ha il ruolo di protettore del sogno del Wind Fish.[2]

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

The Legend of Zelda: Link's Awakening DX[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di uno dei giochi nati per Game Boy poi passati su Game Boy Color tramite la collana "DX" (Deluxe) che consiste nella ripubblicazione di alcuni giochi con l'aggiunta della gamma cromatica e qualche innovazione. In questo caso la versione DX contiene un dungeon segreto extra nel quale è possibile entrare spostando le lapidi del cimitero secondo un preciso ordine di colori scopribile in biblioteca e che una volta terminato permette di mettere le mani su una tunica speciale a scelta tra quella rossa e quella blu. La prima garantisce doppia potenza, la seconda doppia resistenza.

The Legend of Zelda: Link's Awakening DX (Virtual Console)[modifica | modifica wikitesto]

Durante la conferenza Nintendo dell'E3 2011 del 7 giugno è stata annunciata l'uscita del gioco nello stesso giorno in USA e l'8 giugno in Europa nel canale Nintendo eShop del Nintendo 3DS, nella sezione Virtual Console.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel gioco fanno la comparsa alcuni personaggi della serie di Super Mario Bros., come i Goomba, i pesci, le piante piranha che escono dai tubi, i Twomp e il categnaccio Bow-Wow (non come nemico, ma come personaggio). Compare anche la Principessa Peach, in una foto che Link deve consegnare al Dr. Wright da parte della sua amica di penna, e Wart (anche se col suo nome giapponese, Mamu), che gli insegnerà la canzone dell'anima di rana dietro un pagamento di 300 rupie. Nelle fasi a scorrimento laterale, le musiche sono prese dal tema dell'Underworld di Super Mario Bros..
  • Il boss finale, Nightmare, può assumere molte forme, tra cui quelle di alcuni boss di A Link to the Past (p.es. assume le fattezze di Ganon, boss finale dell'episodio per SNES).
  • Finendo il gioco senza mai morire, si può vedere una suggestiva schermata aggiuntiva in cui un gabbiano appare fra le nuvole nel cielo sereno: Marin.

Recensioni[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni e premi
Pubblicazione Punteggio
Nintendo Power
4.18/5[3]
GameSpot
8.7/10 (DX)[4]
IGN
10/10 (DX)[5]
Voti basati su più recensioni
GameRankings
91.23%[6]
90.39% (DX)[7]
Premi
Nintendo Power
Grafica e audio, sfida, controllo di gioco, complessivo[3]
56º miglior gioco Nintendo[8]
IGN
40° miglior gioco di tutti i tempi scelto dai lettori[9]
78° miglior gioco di tutti i tempi scelto dallo staff[10]
Electronic Gaming Monthly
Miglior gioco per Game Boy del 1993[11]
Premio della redazione (DX)[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nintendo svela la linea temporale di The Legend of Zelda su Wiitalia, 22 dicembre 2011. URL consultato il 10 marzo 2012.
  2. ^ Il gufo di Link's Awakening potrebbe essere servito come prototipo per Kaepora Gaebora, il gufo apparso in Ocarina of Time, Majora's Mask e Four Swords Adventures.
  3. ^ a b (EN) Nester Awards Results in Nintendo Power n. 60, vol. 1, Nintendo of America Inc, maggio 1994, pp. 54-57.
  4. ^ (EN) Cameron Davis, The Legend of Zelda: Link's Awakening DX Review in gamespot.com, 28 gennaio 2000. URL consultato il 13 marzo 2012.
  5. ^ (EN) Adam Cleveland, Legend of Zelda: Link's Awakening DX in IGN.com, IGN Entertainment, Inc, 18 settembre 1999. URL consultato il 13 marzo 2012.
  6. ^ (EN) The Legend of Zelda: Link's Awakening su GameRankings. URL consultato il 13 marzo 2012.
  7. ^ (EN) The Legend of Zelda: Link's Awakening DX in gamerankings.com. URL consultato il 13 marzo 2012.
  8. ^ (EN) NP Top 200 in Nintendo Power n. 200, vol. 1, Nintendo of America Inc, febbraio 2006, pp. 58-66.
  9. ^ (EN) Readers' Picks Top 100 Games: 31-40 in IGN.com, IGN Entertainment, Inc. URL consultato il 13 marzo 2012.
  10. ^ (EN) ign's top 100 games Of All Time - 78. The Legend of Zelda: Link's Awakening in IGN.com, IGN Entertainment, Inc. URL consultato il 13 marzo 2012.
  11. ^ a b (EN) Electronic Gaming Monthly's Buyer's Guide in Electronic Gaming Monthly, Ziff Davis Media Inc, gennaio 1994.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]