Storia del matrimonio tra persone dello stesso sesso

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La storia del matrimonio tra persone dello stesso sesso vuole descrivere le varie forme e tipologie di unione omosessuale che si sono realizzate nel corso della storia, dai rapporti più informali e non autorizzati alle unioni temporanee ed altamente ritualizzate che potevano anche includere una qualche idea di "contratto matrimoniale"[1] sino a giungere all'autentico matrimonio tra persone dello stesso sesso consentito nelle legislazioni di certi paesi contemporanei.

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Mentre è relativamente nuova la pratica che prevede alle coppie dello stesso sesso la concessione della stessa forma di riconoscimento giuridico coniugale così com'è comunemente utilizzata dalle coppie eterosessuali, vi è qualche notevole esempio storico di unioni registrate - soprattutto tra uomini ma non solo - in alcune parti del mondo antico[2].

Ne sono esistiti tipi diversi, a seconda del luogo e del tempo presi in esame. Una qual specie di connubio tra persone dello stesso sesso era conosciuto sia nell'antica Grecia sia nell'antica Roma[2], oltre che nell'antica Mesopotamia[3], in alcune regioni dell'antica Cina, come nella provincia di Fujian, ed in certi momenti nella storia antica europea[4].

Queste unioni tra persone dello dello stesso sesso continuarono a prodursi in occidente fino a quando il cristianesimo non divenne la religione ufficiale dell'Impero Romano. Una legge appartenente al Codice Teodosiano (C. Th. 9.7.3) venne promulgata nel 342 d.C. dagli imperatori cristiani Costanzo II e Costante; essa vietava di fatto il matrimonio omosessuale nell'antica Roma ordinando che coloro che fossero stati così sposati dovessero immantinente venir annullati[5].

Pratiche e riti di unione civile erano riconosciute almeno tra i Babilonesi, dato che gli "almanacchi degli incantesimi" contenevano formule magiche per favorire l'amore sia eterosessuale sia omosessuale[6]. Nella provincia cinese meridionale del Fujian, durante il periodo della dinastia Ming, le donne avevano la possibilità di legarsi contrattualmente a giovani ragazze in elaborate cerimonie[7]; agli uomini era concesso un sistema analogo. Questo tipo di accordo era del tutto simile a quello presente nella storia antica europea[8].

Un esempio di convivenza egualitaria tra maschi è quello dato dall'esempio di Pan Zhang e Wang Zhongxian, risalente agli inizi della dinastia Zhou: mentre il rapporto è stato chiaramente approvato dalla comunità di cui facevano parte, ed è stato confrontato con il matrimonio eterosessuale, non ha però comportato una cerimonia religiosa vincolante la coppia[9].

Antica Grecia[modifica | modifica wikitesto]

Alcune tra le maggiori società occidentali storiche si sono rivelate essere tra le prime ad integrare nel proprio sistema culturale le relazioni omosessuali. La pratica dell'amore tra persone dello stesso sesso amore in Grecia spesso ha preso la forma di pederastia, condizione istituzionalizzata ma limitata nel tempo ed in molti casi persino coesistente con il matrimonio eterosessuale[10]. I casi documentati in questa regione hanno dimostrato che tali unioni erano temporanee relazioni tra un uomo adulto e un maschio adolescente, consuetudine universalmente conosciuta col nome di pederastia greca[11][12][13][14][15][16][17]. Questi rapporti hanno creato col tempo un certo dilemma morale per i greci e non sono stati universalmente accettati[18].

Nei periodi indicati come Grecia arcaica e Grecia classica, le relazioni pederastiche relazioni tra uomini (erastes) e giovani (eromenos) erano simili al matrimonio in quanto l'età del ragazzo era del tutto simile a quella in cui generalmente le figlie venivano fatte sposare dai padri (per lo più a partire dalla pubertà alla metà dell'adolescenza), e la relazione poteva essere intrapresa solo con il preventivo consenso della famiglia a cui apparteneva il giovinetto prescelto (vedi il caso ad esempio riguardante la pederastia cretese).

Questo consenso, proprio come nel caso del matrimonio di una figlia, era subordinato innanzi tutto alla condizione sociale del pretendente. Il rapporto consisteva di ben precise responsabilità sociali e religiose e aveva anche una componente sessuale. A differenza del matrimonio, però, un rapporto pederastico era temporaneo e si concludeva nella gran maggioranza dei casi quando il ragazzo aveva compiuto i diciassette anni o poco di più.

Allo stesso tempo, molte di queste relazioni potevano assumere ed essere sempre più chiaramente intese come rapporti di mentoring tra uomini adulti e ragazzi, piuttosto che rappresentare un analogo del matrimonio. Questo è particolarmente vero nel caso di Sparta con la pederastia spartana, dove il rapporto era destinato a promuovere l'addestramento militare di un giovane ragazzo; mentre il rapporto era per lo più duraturo, potendo anche prolungarsi per tutta la vita, e di profondo significato emotivo per i partecipanti - molto più di quanto non venga considerato l'istituto matrimoniale dalla cultura contemporanea -; infine la relazione continuava anche dopo che i partecipanti avevano raggiunto i vent'anni anni e perfino dopo essersi sposati con delle donne, come ci si aspettava di regola.

Numerosi esempi di unioni omosessuali si trovano negli scritti greci antichi. Famose coppie pederastiche greche che hanno intessuto anche rapporti sessuali sono quelle rappresentate da Armodio e Aristogitone, Pelopida ed Epaminonda e Alessandro Magno e Bagoas. Tuttavia, in nessuna di queste unioni omosessuali viene mai menzionata la parola greca per indicare il contratto ufficiale che lega in matrimonio". Il mondo romano sembra essere stato il primo ad effettuare dei veri e propri matrimoni tra persone adulte dello stesso sesso.

Antica Roma[modifica | modifica wikitesto]

Tra i Romani vi sono stati casi di matrimoni omosessuali in corso di esecuzione, come è ben evidenziato da quelli fatti celebrare dall'ultimo imperatore romano della dinastia giulio-claudia Nerone, che sposò ufficialmente - proprio come fosse sua moglie - un ragazzo eunuco di nome Sporo[19][20][21] e quello (anche se è messa in dubbio da molti storici) dell'imperatore adolescente Eliogabalo[22], Il fatto stesso che vi sia stata necessità di mettere fuorilegge queste unioni nel 342[23], indica con chiarezza che la pratica era socialmente accettata e quantomai diffusa[24].

Almeno due degli imperatori romani quindi, come detto, si impegnarono in unioni con degli uomini; tra l'altro si ritiene che tredici dei primi quattordici imperatori possano abbastanza palesemente essere ritenuti, se non esclusivamente omosessuali almeno bisessuali[25]. Ma Nerone viene indicato anche per aver sposato un suo liberto, un certo Pitagora, in una cerimonia in cui l'imperatore avrebbe preso il ruolo della sposa; questo prima di proclamare Sporo propria regina in sostituzione di Poppea che aveva ucciso a calci[26]; con tutte le solennità che richiedevano il matrimonio, il ragazzo convisse con lui come sua legittima sposa fino alla fine. Non solo, ma il matrimonio fu celebrato separatamente sia in Grecia che a Roma in cerimonie pubbliche quantomai stravaganti[27].

Per quel che riguarda il giovane Eliogabalo, prese come proprio marito il suo auriga (conducente di carro), uno schiavo biondo proveniente dalla Caria di nome Ierocle (auriga)[28]. Inoltre sposò un atleta di nome Zotico in una cerimonia pubblica sontuosa a Roma tra i festeggiamenti dei cittadini[29].

Politica della chiesa paleocristiana e medioevale[modifica | modifica wikitesto]

Come fecero le altre filosofie e religioni del tempo[30], anche il sempre più influente cristianesimo promosse il matrimonio esclusivamente per fini procreativi. Gli insegnamenti del Talmud e la Torah ebraici, e la Bibbia, indicavano espressamente il divieto per tutte quelle pratiche contrarie alla natura e alla volontà del Creatore.

Anche dopo la promulgazione del Codice Teodosiano gli imperatori bizantini hanno però continuato a riscuotere le tasse sui prostituti maschi, questo almeno fino al regno di Anastasio I Dicoro (491-518). Nell'anno 390, gli imperatori cristiani Valentiniano II, Teodosio I e Arcadio dichiararono che la sessualità omosessuale dovesse essere considerata illegale e per coloro che fossero trovati colpevoli di tali atti fossero condannati alla morte sul rogo, bruciati vivi davanti al pubblico[31].

L'imperatore cristiano Giustiniano I (527-565) ha fatto degli omosessuali un capro espiatorio per innumerevoli problemi dell'epoca quali "carestie, terremoti e pestilenze"[32]. Mentre l'omosessualità è stata per lo più tollerata in epoca pre-cristiana, seppur in maniera alquanto controversa; ad esempio, argomenti contro le relazioni omosessuali sono incluse nell'opera di Plutarco intitolata Moralia[33].

Tempi moderni[modifica | modifica wikitesto]

Nei secoli XX e XXI diversi tipi di unioni omosessuali sono state legalizzate in molte nazioni del pianeta. A partire dal marzo 2014 il "Matrimonio omosessuale" è attualmente legale in undici paesi europei: Belgio, Danimarca, Irlanda[34], Islanda, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Spagna, Francia, Regno Unito (Inghilterra, Galles e Scozia), Svezia e Lussemburgo. In Finlandia è attualmente in fase di legalizzazione.

Altri tipi di riconoscimento per le unioni tra persone dello stesso sesso (unioni civili o unioni registrate) sono a partire dal 2014 legali in altri dodici paesi europei: Andorra, Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda del Nord, Italia[35], (Isola di Man), (Jersey), il Liechtenstein, Malta, Slovenia, la Svizzera e l'Ungheria.

Americhe[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ James Neill, The origins and role of same-sex relations in human societies, McFarland & Company, 2009, p. 267, ISBN 978-0-7864-3513-5.
  2. ^ a b Lahey, Kathleen A., Kevin Alderson. Same-sex marriage: the personal and the political. Insomniac Press, 2000. ISBN 1-894663-63-2 / 978-1894663632
  3. ^ Dynes, Wayne R. and Stephen Donaldson. 1992. Homosexuality in the Ancient World. New York, NY: Garland.
  4. ^ Bret Hinsch, Passions of the Cut Sleeve: The Male Homosexual Tradition in China, Reed Business Information, Inc., 1990, ISBN 0-520-07869-1.
  5. ^ Mathew Kuefler, The Marriage Revolution in Late Antiquity: The Theodosian Code and Later Roman Marriage Law, in Journal of Family History, vol. 32, nº 4, 2007, pp. 343–370, DOI:10.1177/0363199007304424.
  6. ^ Vern L. Bullough, Sexual variance in society and history, New York, Wiley, 1976, p. 53, ISBN 978-0-471-12080-3.
  7. ^ The origins and role of same-sex relations in human societies, James Neill, McFarland (5 January 2009)
  8. ^ Bret Hinsch, Passions of the Cut Sleeve: The Male Homosexual Tradition in China, Reed Business Information, 1990, ISBN 0-520-07869-1.
  9. ^ Hinsch, Bret. (1990). Passions of the Cut Sleeve. University of California Press. pp. 24–25
  10. ^ William N. Eskridge, A History of Same-Sex Marriage, in Virginia Law Review, vol. 79, nº 7, Oct 1993.
  11. ^ Bruce L. Gerig, "Homosexuality in the Ancient Near East, beyond Egypt", in HOMOSEXUALITY AND THE BIBLE, Supplement 11A, 2005
  12. ^ Ovidio, Metamorphoses, 10.67–85
  13. ^ Arié, Rachel. España musulmana (Siglos VIII-XV) in Historia de España, ed. Manuel Tuñón de Lara, III. Barcelona: Labor, 1984.
  14. ^ Michael Rocke, Forbidden Friendships: Homosexuality and male Culture in Renaissance Florence, Oxford, 1996
  15. ^ Guido Ruggiero, The Boundaries of Eros: Sex Crime and Sexuality in Renaissance Venice, Oxford, 1985
  16. ^ Urban Gay Histories up to 1600
  17. ^ T. Watanabe & J. Iwata, The Love of the Samurai: A Thousand Years of Japanese Homosexuality, London: GMP Publishers, 1987
  18. ^ T. K. Hubbard, Popular Perceptions of Elite Homosexuality in Classical Athens, in Arion, vol. 6, nº 1, Spring–Summer 1998.
    «La pederastia è stato un punto cruciale etico per i greci, come l'omosessualità in generale è un punto cruciale etico e politico al giorno d'oggi. I suoi praticanti usano toni spesso apologetici, mentre i suoi oppositori uno altrettanto censorio o derisorio.».
  19. ^ He killed himself a few years afterwards and Nero "castrated" him q.v., Svetonio Nerone 28; Dione Cassio Epitome 62.28 Old Translation of passage at:http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Cassius_Dio/62*.html
  20. ^ William N. Eskridge, A History of Same-Sex Marriage, in Virginia Law Review, vol. 79, nº 7, Oct 1993.
    «i romani potrebbero aver concesso lo status giuridico o culturale dei matrimoni ad alcune coppie composte da persone dello stesso sesso [...]».
  21. ^ Johansson, Warren & Percy, William A., Homosexuality in the Middle Ages, www2.hu-berlin.de, pp. N47. URL consultato il 21 gennaio 2007.
    «Ad esempio, Nerone, che era sposato con una donna, contemporaneamente divenne la sposa di un liberto e il marito di un eunuco.».
  22. ^ Augustan History, Life of Elagabalus 10
  23. ^ Theodosian Code 9.7.3: "When a man “marries” in the manner of a woman, a “woman” about to renounce men, what does he wish, when sex has lost its significance; when the crime is one which it is not profitable to know; when Venus is changed into another form; when love is sought and not found? We order the statutes to arise, the laws to be armed with an avenging sword, that those infamous persons who are now, or who hereafter may be, guilty may be subjected to exquisite punishment.
  24. ^ Mathew Kuefler, The Marriage Revolution in Late Antiquity: The Theodosian Code and Later Roman Marriage Law, in Journal of Family History, vol. 32, nº 4, 2007, pp. 343–370, DOI:10.1177/0363199007304424.|publisher=London: GMP Publishers, 1987
  25. ^ Hinsch, Bret. (1990). Passions of the Cut Sleeve. University of California Press. pp. 35–36.
  26. ^ A Nerone lei mancava così tanto che dopo la sua morte face cercare qualcuno che le assomigliasse; trovò un ragazzo liberto, che era solito chiamare Sporus... ", ha così formalmente sposato Sporus, ed assegnato al ragazzo la dote regolare secondo contratto;" q.v., Svetonio Nerone 28; Dione Cassio Epitome 62.28 Vecchi traduzione del passaggio in: http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Cassius_Dio/62*.html
  27. ^ Dione Cassio Epitome 62.28, 62.13 Vecchia traduzione del passaggio in:http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Cassius_Dio/62*.html
  28. ^ Dione Cassio, Roman History LXXIX.30
  29. ^ Dio Cassius Epitome 80.5, 80.14, 80.15, 80.16; Erodiano Roman History 5.6.1–5.6.2 Vecchia traduzione del passaggio in: http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Cassius_Dio/80*.html http://www.tertullian.org/fathers/herodian_05_book5.htm
  30. ^ William N. Eskridge, A History of Same-Sex Marriage, in Virginia Law Review, vol. 79, nº 7, Oct 1993.
    «Ma altre tradizioni non cristiane nella società romana. lo stoicismo, il neoplatonismo e il manicheismo esortava similmente che "il rapporto doveva aver luogo solo in modo da produrre i bambini. La coppia non deve fare l'amore solo per il gusto del piacere."».
  31. ^ (Theodosian Code 9.7.6): All persons who have the shameful custom of condemning a man's body, acting the part of a woman's to the sufferance of alien sex (for they appear not to be different from women), shall expiate a crime of this kind in avenging flames in the sight of the people.
  32. ^ Justinian Novels 77, 144
  33. ^ William N. Eskridge, A History of Same-Sex Marriage, in Virginia Law Review, vol. 79, nº 7, Oct 1993.
    «Mentre lo statuto [che proibiva il matrimonio tra persone dello stesso sesso nell'antica Roma] rafforza l'impressione che i matrimoni tra persone dello stesso sesso non erano rari durante l'Impero Romano, ma anche evidenzia una preoccupazione per le unioni tra persone dello stesso sesso, che ha preceduto il IV secolo. Alla fine del II secolo, per esempio, i Moralia di Plutarco includevano un dialogo pieno di invettive, sia a favore che contro le relazioni omosessuali, suggerendo che la loro ammissibilità era una questione fonte di una qualche polemica. Un dialogo anonimo successivo intitolato Gli amori (Pseudo Luciano) era in sintonia con le relazioni dello stesso sesso, ma nettamente li distingueva dal matrimonio.».
  34. ^ 23 maggio 2015., L'Irlanda dice sì ai matrimoni gay. "Siamo pionieri", Repubblica.it.
  35. ^ Unioni civili, Camera approva: è legge. Renzi: "Battaglia da fare senza contare voti", in La Repubblica, 11 maggio 2016. URL consultato l'11 maggio 2016.