Memoriale agli omosessuali perseguitati sotto il nazismo

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Parte frontale del Memoriale
"Il Primo Giorno" del Memoriale, 27 maggio, 2008
L'insegna
Video nel memoriale

Il Memoriale agli omosessuali perseguitati sotto il nazismo si trova a Berlino, Germania, ed è stato inaugurato il 27 maggio 2008.[1]

Design del memoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il memoriale è stato progettato dagli artisti Michael Elmgreen e Ingar Dragset.

Il cuboide è fatto di cemento. Sul lato frontale del cuboide c'è una finestra, attraverso la quale i visitatori possono vedere un cortometraggio di due uomini che si baciano. Questo lavoro è il terzo nel suo genere in Germania, infatti è preceduto dal Frankfurter Engel (dal tedesco, Angelo di Francoforte), del 1994 a Francoforte sul Meno, e dal Kölner Rosa Winkel (dal tedesco, Triangolo Rosa di Colonia), del 1995 a Colonia.

Il memoriale è stato discusso da tutti i partiti del Bundestag, che ha concesso l'autorizzazione nel 2003.[2]

Vicino al memoriale c'è un'insegna, in lingua tedesca e in quella inglese, dove i visitatori possono leggere, sopra, le persecuzioni durante il nazismo e, sotto, il Paragraph 175, la legge che nel corso del 1950 al 1960 mise fuori legge l'omosessualità. La legge venne riformata poi nel 1969, attenuata nel 1973 e infine annullata nel 1994.

Storia del memoriale[modifica | modifica wikitesto]

Le vittime omosessuali del nazismo non sono stati mai ufficialmente riconosciuti dopo il 1945. Durante gli anni 1950 e 1960, il Paragraph 175 faceva ancora parte del codice penale tedesco. Nel 1980, queste "vittime dimenticate" sono stati infine prese in discussione. Nel 1985, per esempio, il presidente Richard von Weizsäcker ricordò gli omosessuali come un "gruppo di vittima". Nel 1993, il gruppo Der homosexuellen NS-Opfer gedenken e l'organizzazione Lesben- und Schwulenverband iniziarono a promuovere un memoriale a Berlino nel 1993.[3]

Il 12 dicembre 2003, il Bundestag approvò l'erezione di un memoriale a Berlino alla frontiera del Tiergarten (viciano al Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa). Successivamente si diede inizio alla competizione tra gli artisti.

I politici presenti all'inaugurazione, avvenuta il 27 maggio 2008, sono stati: il sindaco di Berlino Klaus Wowereit, il Presidente del Bundestag Wolfgang Thierse, il Ministro della Cultura tedesco Bernd Neumann, Volker Beck e Renate Künast. Il sindaco Wowereit ha tenuto il discorso di apertura per il memoriale. Nell'anno in cui è stato inaugurato il memoriale, l'opera è stata diverse volte vandalizzata.[4][5]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il concorso degli artisti, dove hanno vinto Michael Elmgreen e Ingar Dragset, si è tenuta una discussione per quanto riguarda il video, in particolare se includere anche delle lesbiche che si baciano. Lesbiche vittime sotto il nazismo non sono stati documentati, anche se ci sono casi registrati di pub per lesbiche in città come Berlino, che sono stati persi. La rivista femminista EMMA si è lamentata sul fatto che il memoriale dovrebbe essere anche per le donne lesbiche perseguitate. Come risultato della discussione, il video verrà cambiato ogni due anni e mostrerà anche due lesbiche baciarsi.[6]

Nel 2008, lo storico e sopravvissuto all'olocausto Israel Gutman mise in dubbio la posizione del memoriale vicino al memoriale dedicato agli ebrei. "La posizione è stata scelta particolarmente male per questo monumento", ha detto Gutman al quotidiano polacco Rzeczpospolita. "Se i visitatori hanno l'impressione che non c'era una grande differenza tra la sofferenza degli ebrei e quelli di omosessuali - esclusivamente tedeschi - è uno scandalo." Lo storico ha spiegato che il popolo tedesco "ha capito l'immensa portata del crimine dell'olocausto che avevano commesso, ma questa volta, hanno commesso un errore", perché "il senso della misura deve essere mantenuta."[7]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ BBC:Berlin remembers persecuted gays, BBC News, 27 maggio 2008. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  2. ^ Discussion in Bundestag, Volkerbeck.de. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  3. ^ Initiative Der homosexuellen NS-Opfer gedenken / LSVD, Gedenkort, Gedenkort.de. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ "Berlin gay Holocaust memorial vandalized", QX. August 30, 2008. Accessed June 13, 2011
  5. ^ "Vandals Hit Berlin's Gay Holocaust Memorial a Second Time", Towel Road. December 16, 2008. Accessed June 13, 2011
  6. ^ (DE) Kulturstaatsminister Bernd Neumann erzielt Einigung beim Denkmal für die im Nationalsozialismus verfolgten Homosexuellen, Presse und Informationsamt der Bundesregierung, 4 giugno 2007. URL consultato il 13 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2008).
  7. ^ Holocaust Academic Pans Monument to Nazis' Gay Victims | Germany | Deutsche Welle | 29.05.2008, Dw-world.de. URL consultato il 12 febbraio 2013.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 52°30′47.71″N 13°22′34.74″E / 52.513253°N 13.376317°E52.513253; 13.376317