Omosessualità nel Rinascimento

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L'omosessualità nel Rinascimento considera il periodo che va dalla seconda metà del XIV secolo all'inizio del XVII secolo in Europa.

Come notato da più parti negli anni del Rinascimento è stato attivamente promosso lo studio di temi culturali in precedenza mai affrontati approfonditamente, compreso quello delle minoranze sessuali.[1]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

I racconti concernenti relazioni amorose tra persone dello stesso sesso, anche all'interno del clero, sono un tema popolare della letteratura satirica del tempo, già a partire da Giovanni Boccaccio. Così nel Decameron viene fatta una descrizione della corte papale romana: "tutti dal più piccolo al più grande, indulgono in dissolutezze, non solo naturali (con le donne), ma anche cadendo nel peccato di Sodoma. Nessuno prova più vergogna, del tutto privi di coscienza, sottostanno all'influenza di ragazze e ragazzi osceni... e se qualcuno vuole chiedere una qualche misericordia, senza la loro mediazione non potrà averla".[2]

Nel 1520 in un dialogo satirico intitolato "Vladimus o la Trinità romana" Ulrich von Hutten scrive: Tre tipi di persone esistono nella città di Roma, i seguaci di Simon Mago, di Giuda e degli abitanti di Sodoma...[3] Vediamo preti in Germania che hanno venduto i loro corpi a Roma per poter ottenere un parrocchia"[4]; poi, parlando della chiesa romana in particolare, specifica che, "nutriti con i nostri soldi, mantengono puttane e ragazzi debosciati".[5]

Poggio Bracciolini nel suo dialogo "Contro gli ipocriti" (1448) descrive satiricamente come i predicatori cristiani avvertono il gregge del popolo semplice nei confronti di tutti i tipi possibili e immaginabili di perversione sessuale; loro, che in precedenza non ne sapevano nulla, sono così ben felici che per opera di un sacerdote del Signore gli vengano insegnate nuove cose.[6]

Il motivo mitologico, che ha fatto del cantore Orfeo l'inventore dell'amore tra persone dell stesso sesso e presente ne Le metamorfosi di Publio Ovidio Nasone, dopo essere stato raccolto nel Roman de la Rose (XIII secolo) viene ulteriormente sviluppato nel poema di Agnolo Poliziano la Fabula di Orfeo: qui Orpheus, avendo definitivamente perduto la sua amata Euridice, comincia a celebrare l'amore nei confronti dei giovinetti[7]. È stato anche su questa base che i sostenitori del predicatore domenicano fiorentino Girolamo Savonarola hanno accusato l'autore di Sodomia.[8]

La letteratura di quest'epoca utilizza spesso motivi antichi tratti soprattutto dalla mitologia greca; ad esempio la decima novella del quinto giorno del Decameron utilizza la trama de Le metamorfosi di Apuleio: quando il marito scopre il giovane amante della moglie in casa lo invita a letto con lui.

Nella commedia di Niccolò Machiavelli Clizia viene presentata una variante dell'antico testo Casina di Tito Maccio Plauto ove la ragazza di cui è innamorato l'anziano personaggio è sostituita da un giovane servo: quest'ultimo s'intrufolerà nel letto del vecchio per far la parte dell'amata.

Antonio Beccadelli nella sua raccolta "Hermaphroditus" (1425), nello stile del poeta latino Marco Valerio Marziale descrive una varietà di comportamenti sessuali, compreso l'amore tra persone dello stesso sesso.[9]

Nel XLIII canto dell'Orlando furioso Ludovico Ariosto propone una variante della storia ovidiana riguardante Cefalo e Procri: il personaggio Anselmo, bandendo la moglie falsamente accusata di adulterio, accetta in seguito di passar la notte a letto con un uomo etiope, con l'intento di ottenere in ricompensa un intero palazzo magico. Verrà infine svergognato dalla moglie.

Ne La città del Sole di Tommaso Campanella coloro che siano catturati per il reato sodomitico saranno per la prima volta rimproverati e costretti a portar per due giorni le scarpe attaccate al collo, come segno di "perversione dell'ordine naturale", mentre la reiterazione della colpa conduce ad una maggiore sanzione sino a giungere alla pena di morte. A confronto Tommaso Moro nella sua opera L'Utopia ignora bellamente l'omosessualità, mentre Francesco Bacone sottolinea che l'amore tra li omini ne La nuova Atlantide manca, essendo sostituito dalla "vera e indistruttibile amicizia".

Persone famose[modifica | modifica wikitesto]

Alcune tra le maggiori personalità del periodo la cui possibile sessualità alternativa è divenuta oggetto di discussione sia tra i contemporanei sia tra gl'immediati discendenti, comprendono:

  • La coppia veneziana composta dal barcaiolo Nicoleto Marmagna e dal suo giovane servitore Giovanni Braganza (1357)[10].
  • Il filosofo dell'accademia neoplatonica Marsilio Ficino e il poeta Giovanni Cavalcanti erano legati da "strettissima amicizia": Ficino nei suoi scritti ha dipinto a colori molto vivaci l'amore tra gli uomini, dandone però un'interpretazione scritturale nel senso di amore platonico, liberato quindi da qualsiasi connessione fisica. Le lettere che i due si sono scambiati, pubblicate nel 1492, sono state intese da alcuni commentatori all'interno di un contesto chiaramente omosessuale[11]. Lo stesso Ficino, commentando il Simposio di Platone ebbe a sottolineare che se qualcuno si fosse abbandonato all'amore che andava al di là dell'ordine naturale, avrebbe seriamente abusato delle virtù concesse all'amore.[12]
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Vita personale di Leonardo da Vinci.
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Aspetti psichici nell'opera di Michelangelo.
  • Michelangelo Buonarroti[16]: non si sposò mai, è conosciuto per gli stretti rapporti intrattenuti con i giovani. L'interpretazione della maggior parte delle sue opere, comprese le poesie d'amore che ebbe a scrivere in forma di sonetto, può benissimo essere esteso all'ambito dell'omoerotismo[17], anche se vissuto in forma platonica.
  • Il pittore Giovanni Antonio Bazzi era conosciuto sotto il nomignolo de Il Sodoma.
  • Giovanni de' Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico e futuro papa Leone X è stato indicato dallo storico Francesco Guicciardini[18] come essere un notorio omosessuale; secondo altri pareri, tali informazioni facevano parte della propaganda anti-papale.[19]
  • Papa Giulio III: nel 1546 (quand'era ancora cardinale) incontra Innocenzo Ciocchi del Monte, un quattordicenne analfabeta, che sarà adottato dal fratello del papa. Nel 1550, eletto sommo pontefice, consegna immediatamente all'allora diciassettenne la porpora cardinalizia. L'ambasciatore veneziano Matteo Dandolo e lo storico Onofrio Panvinio indicarono e suggerirono un rapporto intimo tra il papa e l'adolescente nipote adottivo[20]. Il poeta francese Joachim du Bellay ribattezzò il ragazzo "Ganimede che indossa il berretto rosso".
  • Pietro Aretino: lo scrittore, anche se aveva alcuni figli illegittimi, era presumibilmente attratto anche dai bei ragazzi.
  • Benedetto Varchi: storico e poeta. I biografi riportano la sua relazione con Giovanni de' Pazzi, così come con altri uomini.[21]
  • Michelangelo Merisi da Caravaggio: la natura omoerotica del suo lavoro è oggetto di dibattito[22]. A volte si presume che il suo pupillo e futuro pittore Cecco del Caravaggio ne sia stato anche l'amante.[23]

Ufficialmente accusati di Sodomia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pomponio Leto: umanista, arrestato nel 1466 ma poi rilasciato. Autore di epigrammi latini omoerotici.
  • Leonardo da Vinci: accusato nel 1476 di atti sodomitici assieme con altre persone[24] nei confronti del diciassettenne Jacopo Saltarelli, a seguito di una denuncia anonima. Viene rilasciato dopo un'indagine del tribunale competente.
  • Sandro Botticelli: nel 1502 gli viene rivolta un'accusa per Sodomia[25].
  • Benvenuto Cellini: più volte accusato di Sodomia e costretto a pagare ingenti multe.[26]
  • Prospero Farinacci: giudice romano, nel 1595 intrattiene rapporti intimi col sedicenne Bernardino Rocchi.[27]

Condanne a morte[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni di Giovanni: un quindicenne fiorentino. Accusato di Sodomia passiva viene condannato a morte nel 1365[28].
  • Jacopo Bonfadio: storico e umanista. Bruciato sul rogo nel 1550 a Genova, dopo essere stato accusato d'aver sedotto uno studente.

In Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia della letteratura Italiana. V.2. Libro 1. M., Istituto di Letteratura Mondiale. 2007. P.11
  2. ^ 1989, pag.36
  3. ^ Biblioteca di Letteratura Mondiale, T.33. M., 1971. S.547
  4. ^ M., 1971. S.584
  5. ^ Biblioteca di Letteratura Mondiale, T.33. M., 1971. S.584
  6. ^ Storia della letteratura Italiana. V.2. Libro 1. M., 2007. p.227
  7. ^ Storia della letteratura Italiana. V.2. Libro 1. M., 2007. S.512
  8. ^ Storia della letteratura Italiana. V.2. Libro 1. M., 2007. S.514
  9. ^ Storia della letteratura Italiana. V.2. Libro 1. M., 2007. p.287
  10. ^ Crompton, Louis. Omosessualità e civiltà. Cambridge e Londra: Belknap Press of Harvard University Press, 2003; cm. it: Timeline di LGBT History.
  11. ^ Beurdeley, Cécile. L'amour bleu, Friburgo 1977.
  12. ^ L'estetica del Rinascimento. 2 v. V. 1. M., Art. 1981.P.157. Vedi anche s.210.
  13. ^ Michael Bianco, Leonardo, il primo scienziato, Londra, Little, Brown & Co., 2000, p. 95, ISBN 0316648469.
  14. ^ Kenneth Clark, Leonardo da Vinci, Vichinga, 1988, p. 274.
  15. ^ Serge Bramly, Leonardo: L'artista e l'Uomo, Penguin, 1994.
  16. ^ Giovanni Dall'Orto, "Michelangelo Buonarroti", in Babilonia, nº 85, gennaio 1991, pp. 14-16.
  17. ^ The New Encyclopaedia Britannica, vol. 24, Macropaedia, 1991, p. 58.
  18. ^ Wotherspoon & Aldrich (Eds), Who’s who in gay and lesbian history, Londra, 2001
  19. ^ Ludwig von Pastor, The History of the Popes, vol. 8, Londra 1908, p. 80-81 con la nota.
  20. ^ Robert Aldrich e Garry Wotherspoon, Who's who in gay and lesbian history, p. 278.
  21. ^ Giovanni Dall'Orto, "'amore socratico' come travestimento per l'amore omosessuale nel Rinascimento italiano", in La ricerca della Sodomia: Omosessualità maschile nel Rinascimento e nell'Illuminismo europeo, pp. 55-57.
  22. ^ Donald Posner's «Caravaggio's Early Homo-erotic Works», Art Quarterly, n° 24, 1971, pp. 301-326; Brian Tovar's «Sins Against Nature: Homoeroticism and the epistemology of Caravaggio».
  23. ^ Peter Robb, M: The Man Who Became Caravaggio, p. 10.
  24. ^ Gastev A. Leonardo da Vinci. . M., 1984. p.179
  25. ^ Michael Rocke, Forbidden Friendships: Homosexuality and Male culture in Renaissance Florence, Oxford University Press, 1996
  26. ^ Arnaldi, La vita violenta di Benvenuto Cellini, Bari, 1986,
  27. ^ Who’s who in gay and lesbian history By Robert Aldrich, Garry Wotherspoon, p.186
  28. ^ Rocke, Michael (1996). Forbidden Friendships, Homosexuality and Male Culture in Renaissance Florence. Oxford University Press. pp. 24, 227, 356, 360

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]